Evoluzione a Sinistra

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sabato 8 febbraio 2020

Coronavirus, morto il dottor Li: diede l’allarme ma non fu creduto

corriere.it
di Guido Santevecchi, corrispondente da Pechino

Contagiato da un paziente, è stato censurato per aver dato l’allarme all’inizio dell’epidemia

Coronavirus, morto il dottor  Li: diede l'allarme ma non fu creduto

La narrativa di Pechino nei giorni dell’epidemia è incentrata sulla «Guerra popolare» contro il «demonio virus». E ieri i cinesi hanno pianto e urlato di rabbia per un eroe caduto al fronte.

«È morto il dottor Li Wenliang, medico di Wuhan che aveva cercato di dare l’allarme sull’epidemia, ma era stato redarguito dalla polizia». Questa #BreakingNews è stata lanciata dal Global Times, giornale comunista di Pechino.

Anche il Quotidiano del Popolo ha espresso «cordoglio nazionale».Poi la smentita: «Il dottor Li ha avuto un arresto cardiaco, ma è in rianimazione».Il virus si è annidato in profondità nei polmoni del medico e dubbi e rancore sono penetrati nei social network cinesi.

Molti non hanno creduto alla smentita, hanno accusato le autorità: «Gli hanno vietato di parlare e ora gli vietano di morire», si legge su Weibo. Forse il potere non voleva un martire della controinformazione.

Ancora ore di ansia. Infine la conferma dell’ospedale: «Lo abbiamo perso». La nebbia che ha avvolto la fine del dottore è il simbolo dei sospetti sugli errori, le omissioni e i ritardi dei dirigenti sanitari e politici di Wuhan all’inizio della crisi.

Perché il primo caso di «malattia polmonare misteriosa» a Wuhan è stato registrato ufficialmente l’8 dicembre. Altri malati, una decina pare, nel giro di una settimana.

Non poteva essere una semplice coincidenza che tutti fossero passati dal mercato del pesce e della carne selvatica. Ma solo a fine dicembre la comunicazione è arrivata a Pechino, o così è stato detto in seguito.

E fino a metà gennaio i malati di «polmonite misteriosa» per Wuhan erano incredibilmente solo 45. Ora sono più di 28 mila e i morti quasi 600. Si sarebbe potuto evitare?

C’erano medici ospedalieri a Wuhan che a fine dicembre non credevano già più nella versione della «misteriosa polmonite» di cui parlavano le autorità.

Temevano l’inizio di un’epidemia. Si scambiavano informazioni in una chat. Il leader del gruppo era il dottor Li Wenliang, 34 anni, convinto che si trattasse di un ritorno della Sars debellata nel 2003.

Li raccontava su WeChat che nel suo ospedale erano ricoverati in isolamento sette pazienti con sintomi polmonari gravi. Era il 30 dicembre. Uno screenshot del suo post fu intercettato dalla censura.

Le autorità di Wuhan mandarono la polizia a «redarguire i propagatori di voci». La chat online fu oscurata per aver «disturbato gravemente l’ordine sociale». Il dottor Li fu interrogato e ammonito. La polizia si vantò il 1° gennaio di aver neutralizzato «otto diffusori di voci».

Ma il 9 gennaio la tv statale ammise che a Wuhan era stato isolato un nuovo coronavirus responsabile della polmonite. Sul web la gente cominciò a dire che gli otto medici avevano ragione.La questione fu rivista dalla Corte suprema del popolo.

Sentenza: il medico non aveva «fabbricato notizie». Però, per non smentire il sistema che lo aveva censurato, la Corte ha osservato che comunque il dottor Li aveva sbagliato diagnosi perché non era Sars, ma un nuovo coronavirus.

Ogni giorno, aziende e governi raccolgono i tuoi dati personali e invadono la tua privacy in 28 modi diversi. Anche quando dormi

repubblica.it
James Pasley

  • Nella vita moderna, la privacy non è più scontata le persone vengono seguite nei loro spostamenti quotidiani, sul lavoro, online e quando fanno la spesa.
  • Ecco perché i dati sono preziosi. Nel 2018, le compagnie statunitensi hanno speso circa 19 miliardi di dollari per ottenere e interpretare i dati riguardanti i consumatori.
  • I dati sono una merce da vendere a scopo pubblicitario, sono usati dalle agenzie governative per combattere il crimine o dalle compagnie per aumentare la produttività sul luogo di lavoro. Ormai, non c’è quasi più niente di privato.

Oggi è dannatamente difficile tenere qualcosa nascosto.

Come segnalato da Wired, i dati sono il petrolio di questo secolo. Allo stesso modo in cui quello ha arricchito le compagnie del XX secolo, oggi i dati personali rendono miliardi alle aziende. Il tutto a scapito della privacy delle persone.

Nella vita moderna, sono molti i modi in cui si rinuncia alla privacy: dai nostri spostamenti quotidiani, a quanto rendiamo sul lavoro, a cosa cerchiamo su Google o compriamo in un negozio, ormai non c’è quasi più niente di privato.

Ma il concetto di privacy è ancora importante. Come scritto dall’editorialista Peggy Noonan nel Wall Street Journal, “La Privacy è legata alla nostra persona.

Ha a che fare con aspetti intimi i meccanismi della nostra testa e del nostro cuore, il funzionamento della nostra mente e il confine tra queste cose e il mondo esterno”.

“Privacy Project” del New York Times ha esaminato tutti i vari modi in cui le persone stanno perdendo la loro privacy. Ne è risultata un’analisi accurata quanto sconcertante. Ecco alcuni modi in cui le compagnie e il governo invadono ogni giorno la tua privacy.

L’Oxford English Dictionary definisce la privacy come “assenza di disturbo e di intrusioni”. I dati personali possono comprendere sicurezza sociale e numeri dei conti in banca, foto su Instagram e ricerche su Google.


Business Insider
Fonti: Wall Street Journal, Wired
Non ci sono dubbi: questi dati sono preziosi. Si stima che nel 2018, le compagnie statunitensi abbiano speso 19 miliardi di dollari per ottenere e analizzare i dati sui consumatori. Terze parti, conosciute come “data brokers”, raccolgono le informazioni e le vendono.


I dati possono includere aspetti come le preferenze negli acquisti. Reuters
A volte, è difficile capire dove vanno a finire questi dati, ma The Atlantic ha descritto i loro percorsi come “‘catene di approvvigionamento’ invisibili” che “creano mercati a partire dai nostri dati comportamentali”.

Quando qualcuno ha una conversazione o fa un acquisto digitale, questi vengono registrati. Questa registrazione viene condivisa con una terza parte, che può vendere i dati a un’altra organizzazione.
Fonti: Wired, Vice, Financial Times

Jeffrey Chester, direttore generale del Center for Digital Democracy, ha detto al Financial Times che il mercato dei dati si è espanso a tal punto che adesso esistono aziende come Oracle e Nielson, che possono fornire centinaia di parti di dati su persone diverse.


Il logo di Oracle su un palazzo di uffici a Irvine, California Reuters
Fonte: Financial Times
Come lamentato dall’autrice Shoshana Zuboff su The Atlantic a proposito della perdita della privacy: “Noi non siamo l’avorio e nemmeno la preda di frodo. Siamo la carcassa abbandonata”.


Shoshana Zuboff Till Rimmele/Getty Images
Fonte: The Atlantic
Alcune persone pensano che non sia grave rinunciare alla privacy, dato che non hanno fatto niente di sbagliato e non hanno niente da nascondere. Ma Ben Wizner, un dirigente dell’American Civil Liberties Union e consulente legale di Edward Snowden, afferma che non è questo il punto.


Ben Wizner (centro), Direttore dell’American Civil Liberties Union (ACLU's) Speech, Privacy and Technology Project, e consulente legale di Edward Snowden nel 2016. Artur Widak / NurPhoto / Getty
Ha detto alla BBC: “Per ognuno di noi, esiste una specie di massa di dati aggregati la cui pubblicazione potrebbe causarci ingenti danni, e in alcuni casi addirittura la rovina sia professionale sia personale. Ognuno di noi ha una banca dati della rovina”.

Sono importanti anche perché più aumentano le persone che rinunciano alla loro privacy, più i dati diventano normalizzati. Ciò ha ripercussioni sulle persone che hanno bisogno di sicurezza e di privacy, compreso chi denuncia, come Snowden.


Il consulente per la sicurezza informatica Edward Snowden in collegamento dalla Russia durante il Wired Next Fest 2019 tenutosi nei Giardini Indro Montanelli di Milano il 26 maggio 2019. Rosdiana Ciaravolo/Getty Images
Fonte: Time
Che dati vogliono le aziende? Secondo il Guardian, si tratta dei dettagli che cambieranno le abitudini di spesa, come avere un figlio o cercare di perdere peso.


Getty Images
Come spiegato al Guardian da Alex Preston, “I grandi cambiamenti di vita matrimonio, trasloco, divorzio portano con sé cambiamenti fondamentali nei nostri modelli di acquisto nel momento in cui cerchiamo, attraverso i marchi con i quali ci identifichiamo, di riscrivere la narrazione della nostra vita”.

Il giorno della perdita della privacy inizia la notte, perché probabilmente forniamo dati anche nel sonno. Geoffrey Fowler del Washington Post ha scoperto l’anno scorso che il suo iPhone inviava dati a una decina di aziende durante la notte. Per lo più la posizione e l’indirizzo IP.


Una ragazza a letto mentre osserva il suo smartphone. Ute Grabowsky/Photothek / Getty
Le app che fornivano informazioni su di lui a terze parti comprendevano Spotify, il Washington Post, e The Weather Channeldi IBM.Probabilmente hai dato il tuo consenso quando hai sottoscritto le condizioni dell’app.

Ma queste informative non sono pensate per essere lette dalla popolazione generale. Secondo il Time, per leggere tutte le condizioni d’uso, una persona impiegherebbe 76 ore ogni anno. Quando il New York Times ne lesse 150, le ha definite “un disastro incomprensibile”.


Tra le meno accessibili dei 150 'termini e condizioni' analizzati dal New York Times c’ereno quelli di Airbnb. Reuters
Dei 150 contratti analizzati dal New York Times, quello in assoluto più comprensibile era quello di Craigslist, mentre quello di Airbnb era all’estremo opposto.

Una volta in piedi, il resto della tua routine mattutina potrebbe non essere privato se vivi in un appartamento cui si accede con codici pin, chiavi elettroniche o smartphone.

Con l’andirivieni degli inquilini, la tecnologia permette agli edifici di raccogliere dati, e potrebbe mostrare le abitudini quotidiane ai padroni di casa, ad esempio quando porti a passeggiare il cane.


Un uomo porta a spasso il suo beagle in una strada residenziale di Londra. Robert Alexander/Getty
Secondo il New York Times, grazie ad alcuni sistemi di smartphone, i proprietari di casa possono controllare quanto riscaldamento ed elettricità usi.Molte persone controllano il proprio cellulare di mattina presto.

Con i nuovi telefoni, se non accedi tramite password, puoi farlo tramite riconoscimento facciale. Questa è la tendenza e sta incidendo sulla privacy. Le nostre facce stanno fornendo accesso a sempre più luoghi.


Un cliente usa il nuovo software per il riconoscimento facciale dell’iPhone X, il nuovo modello di smartphone Apple, nell’Apple Store Saint-Germain il 3 novembre 2017 a Parigi. Chesnot/Getty
Fonti: The New York Times, Wall Street Journal
La polizia statunitense ha nella sua banca dati la faccia di quasi un cittadino su due. Gli aeroporti stanno iniziando a usare il riconoscimento facciale per rendere più efficiente il viaggio. In alcuni aeroporti, Delta Airlines e JetBlue stanno provando entrambe il riconoscimento facciale per l’imbarco.
Un passeggero che si imbarca sul volo 773 per Aruba usa il sistema di riconoscimento facciale di JetBlue al Logan Airport di Boston il 15 giugno 2017. Craig F. Walker/The Boston Globe / Getty
Fonti: The New York Times, Wall Street Journal, Wired
Nel 2015, nel corso di una protesta per la morte di Freddie Gray, deceduto mentre era sotto custodia della polizia, la polizia di Baltimore ha usato il riconoscimento facciale per rintracciare le persone sulle quali pendeva un mandato di cattura. Alcuni degli identificati sono stati arrestati.


Darius Rosebauth parla con megafono all’inizio di una manifestazione in seguito all’annullamento del processo a carico dell’agente William Porter a Baltimore da parte di un giudice del Maryland il 16 dicembre 2015. REUTERS/Bryan Woolston
Fonte: The New York Times
In un altro caso del 2017, un uomo è stato ripreso dalle telecamere mentre rubava birra da un negozio CVS. Lo scatto era sfuocato, ma un detective pensava assomigliasse a Woody Harrelson, per cui ha inserito una foto di Harrelson nel database e ha trovato una corrispondenza, che ha condotto all’arresto di un uomo.


Woody Harrelson. Chris Jackson/Getty
Non tutte le città statunitensi sono così impegnative. Nel 2019, a quanto riferito dal New York Times, San Francisco ha votato per il bando dell’impiego del riconoscimento facciale da parte della polizia all’interno della città.

Adam Schwartz, avvocato della Electronic Frontier Foundation, ha raccontato al Wall Street Journal che l’attenzione verso il riconoscimento facciale “porta verso un mondo in cui il governo, o un conglomerato di multinazionali, conosce potenzialmente ogni luogo in cui si è stati, con chi, e cosa si stava facendo tutto il tempo”.


Una serie di monitor televisivi trasmette immagini riprese da una frazione della rete di telecamere a circuito chiuso all’interno della Special Operations Room della polizia metropolitana il 31 dicembre 2007 a Londra. Daniel Berehulak/Getty Images
Fonte: Wall Street Journal
Una volta acceso il telefono, se decidi di dare un’occhiata alle notizie della notte, la cosa resterà tracciata. I siti di notizie hanno un bel po’ di pubblicità per mantenere il proprio modello di business, e le tue tracce online saranno monitorate.


New York Times
Fonte: The New York Times
Un rapido controllo delle tue e-mail porta alla raccolta di altri dati personali e si tratta di obiettivi fondamentali per gli hacker. Nel 2013, 3 miliardi di account e-mail di Yahoo sono stati hackerati. Il quarto emendamento protegge quello che si scrive nelle e-mail degli ultimi sei mesi, ma non la fonte da cui le hai spedite.


Getty Images
Fonti: The New York Times, The New York Times
Muoversi all’interno della casella della posta in arrivo non è più una cosa privata. Se fai domanda di iscrizione all’università, la tua email etiquette potrebbe venire controllata.

Le università degli Stati Uniti usano i dati, quali la quantità di tempo per cui resta aperta un’e-mail e se vengono cliccati i link, per capire il livello di “interesse dimostrato” da un potenziale nuovo studente.


Le università comprendono la Boston University, la Seton Hall University e la Quinnipiac University, secondo il Wall Street Journal.

Se usi Google Chrome e vuoi eseguire ricerche private attivando “nuova finestra anonima”, sappi che Google aggiunge queste ricerche private al tuo profilo.


Google Chrome si aggiorna di tanto in tanto con correzioni di bug o nuove funzionalità. Shutterstock
Fonte: The Atlantic
Andare sulle piattaforme social, come Facebook, Instagram e Twitter consegnerà alle compagnie un patrimonio di dati. Ecco perché sono gratuiti: stai pagando con le informazioni. Secondo Forbes, Facebook ha 2 miliardi di utenti attivi.

Ogni minuto, gli utenti caricano 50.000 foto su Instagram e inviano 500.000 tweet su Twitter. Qualsiasi cosa tu posti contribuisce a tracciare un profilo di dati più coerente sulla tua persona.


Shutterstock
Fonti: Wired, Forbes
Se hai un po’ di tempo da perdere, magari lo passi scaricando l’ultimissima app virale. L’anno scorso, FaceApp ha fatto invecchiare milioni di foto. Il Washington Post ha scoperto che la app invia informazioni a Facebook e a Google, come anche ad altri server sconosciuti.


FaceApp. FaceApp
Ma l’AD Yaroslav Goncharov ha detto al Washington Post che raccoglieva solo le foto fornite, e che gli utenti non dovevano dare nome o indirizzo e-mail. Come evidenziato da Ben Gilbert di Business Insider, sfortunatamente questa modalità di raccolta di dati è abbastanza tipica per molte app.
Fonte: Time

Una quantità abbastanza grande di dati attualmente monitorata è rappresentata dal modo in cui tocchiamo fisicamente i nostri dispositivi. Il modo in cui le persone premono, scorrono e digitano è controllato. Serve principalmente alle anche per combattere le frodi, e contribuisce anche a realizzare i profili delle persone.


La Royal Bank of Scotland ha iniziato a usare la tecnologia nel 2016 per i suoi clienti più ricchi, ma da allora la ha allargata per coprire tutti i suoi conti. David Cliff/NurPhoto / Getty
Fonte: The New York Times
Una volta pronto a uscire di casa, preparati anche fornire altri dati. Se vai al lavoro o a scuola su una nuova macchina, potresti star guidando ciò che il New York Times ha definito “essenzialmente uno smartphone con le ruote”.

Ormai, i veicoli possono rilevare quanto peso un guidatore sta mettendo su, a che velocità guida, le strade percorse e il numero di passeggeri nella macchina.


Pendolari mattutini verso Los Angeles nell’ora di punta Reuters
Tutto ciò serve fondamentalmente a trasmettere dati sulla manutenzione e sulle prestazioni alle case automobilistiche. Ma fa dell’altro. Il New York Times ha riferito che, secondo un rapporto McKinsey, ogni ora di guida corrisponderebbe all’invio di 25 gigabyte di dati.

Queste informazioni sarebbero preziose per molte svariate compagnie. Teoricamente, per decidere se fornire o no una copertura, le assicurazioni potrebbero analizzare frenate, accelerazioni e abitudini di seduta di una persona prima di prendere la decisione.

Quando attraversi un casello autostradale, il tuo numero di targa viene registrato. La Metropolitan Transportation Authority ha anche provato, fino ad ora senza successo, a identificare i guidatori che passavano su alcuni ponti di New York.


Automobilisti nell’ora di punta mentre attraversano di mattina il Robert F. Kennedy Triboro Bridge a Queens, New York. Jason DeCrow / AP
Il Wall Street Journal ha esaminato le e-mail interne nell’aprile del 2019 e ha scoperto che le telecamere non erano riuscite a identificare i guidatori.Magari chiami un Uber, che conosce i dati sulla tua posizione, quelli personali e quelli bancari.

Molti guidatori usano varie telecamere nelle loro macchine per motivi di sicurezza e assicurativi, e alcuni passeggeri sono stati ripresi intenzionalmente in Texas, Florida e Tennessee nel 2019 per aiutare la compagnia a definire le sue politiche sui contenziosi.


Uber. Robert Alexander/Getty Images
Fonte: The New York Times

Scegliere di camminare non servirà alla tua privacy. Oltre al GPS del tuo telefono e del tuo portatile che monitorano la tua localizzazione, le telecamere ti osservano. A Lower Manhattan, a New York, ad esempio, la polizia controlla 9.000 telecamere.


Persone camminano di mattina durante l’ora di punta Matt Dunham / AP
Fonti: The New York Times

L’esperto di tecnologia della sicurezza Bruce Schneier ha detto a Time che avere addosso uno smartphone era come avere un dispositivo di localizzazione. Google Maps può ricordare dove vai e salvare l’informazione nella Cronologia di Google.


Flickr/scott*eric
Fonti: The New Yorker, Time, PCMag
Una volta in ufficio, la privacy varia a seconda dell’azienda. Secondo CNBC, un’indagine del 2018 condotta da Gartner ha scoperto che il 22% dei luoghi di lavoro in tutto il mondo controllano i movimenti dei dipendenti, il 17% i ritmi di lavoro al computer, e il 16% i dati del calendario.


Sean Gallup/Getty Images
Fonte: CNBC
In alcune compagnie la privacy sta scomparendo in nome dell’efficienza. Ad esempio, Microsoft analizza i dati dei suoi dipendenti, controllando quanto spesso i lavoratori inviano messaggi su chat e e-mail, o se sono in riunione, allo scopo di tentare di massimizzare il loro rendimento.


Il logo Microsoft in cima al Microsoft Theatre di Los Angeles Reuters
Fonte: Wall Street Journal
Se devi comprare qualcosa durante la pausa pranzo, basta che entri in alcuni negozi per comunicare ai rivenditori le tue abitudini di acquisti, tramite Bluetooth e GPS. I beacon Bluetooth sono così precisi che possono tracciare i tuoi movimenti di pochi centimetri.


Clienti che fanno acquisti nel reparto calzature di Nordstrom a New York. Associated Press
Fonti: Time, The New York Times
I beacon emettono messaggi che vengono rilevati dalle app che sono sul tuo telefono, anche se sono chiuse. Riconoscendo il beacon, la app invia dati come la parte del negozio in cui hai trascorso più tempo a una compagnia. Questi beacon si trovano, tra gli altri luoghi, nei centri commerciali, nei cinema, nelle palestre e negli aeroporti.


Getty Images
Fonte: The New York Times
Ovviamente, se ordini qualcosa online, la compagnia interessata avrà anche accesso a informazioni quali il tuo nome, indirizzo di spedizione e di fatturazione, e decisioni di acquisto. Amazon ti consente di disattivare la cronologia di navigazione e cancellare qualsiasi ricerca effettuata in passato.


Il sito Amazon nel 2019. Screenshot
Fonti: Axios, Amazon
Se hai una carta di fidelizzazione di un supermercato, anche tuoi acquisti potrebbero essere analizzati. Qualsiasi cosa tu compri potrebbe venire aggiunta al tuo profilo e cambiare le pubblicità che vedi online. Se hai comprato salviettine per bambini, potresti vedere pubblicità per neogenitori.


Persone in coda per votare alle elezioni di midterm in un supermarket di Houston Reuters
Anche se non usi una tessera, i supermarket possono monitorare quanto spesso viene usata una carta di credito per vedere quanto spesso fai acquisti.

Finito di lavorare, potresti avere un appuntamento. Ma se lo hai deciso tramite un’app, quell’informazione potrebbe finire nelle mani di una terza parte. Nel 2018, un ricercatore spagnolo ha speso circa 180 dollari per ottenere i profili di un milione di persone dalla app per appuntamenti Plenty of Fish, comprensivi di 5 milioni di fotografie, date di nascita, codici di avviamento postali, orientamento sessuale e abitudini nel bere.


Shannon Fagan/Getty Images
Fonte: Financial Times
Se hai partecipato a una protesta politica portando con te il telefono, la cosa potrebbe essere stata registrata. Anche se indossi una maschera, è difficile mantenere l’anonimato.

Secondo il New York Times, i manifestanti possono essere localizzati e registrati, e addirittura anche i partiti politici stanno iniziando a comprare queste localizzazioni di cellulari.


Un manifestante scatta foto degli altri manifestanti con il suo cellulare mentre stanno bloccando la strada principale che porta al distretto finanziario Centrale vicino alla sede del governo di Hong Kong, 29 settembre 2014. REUTERS/Carlos Barria
Fonte: The New York Times
Se vai a un concerto, la tua faccia potrebbe essere monitorata per assicurarsi che tu non stia stalkerando l’artista. È quanto successo durante il Reputation tour del 2019 di Taylor Swift. Al suo show, i fan entravano a loro insaputa in “selfie station” e scannerizzati per assicurarsi che non rappresentassero una minaccia.


Jun Sato/TAS18/Getty Images
Fonti: Rolling Stone, The Guardian

Sfortunatamente, neanche concedersi una serata con Netflix è una cosa privata. Oltre alle informazioni che fornisci quando crei un account, i servizi di streaming possono anche registrare che cosa usi per guardare film, le tue ricerche, quanti episodi di una serie segui e qualsiasi interazione con il servizio clienti.


Il sito di Netflix nel 2019 Screenshot
Fonte: USA Today
Se hai fame e ordini da mangiare mentre guardi qualcosa, ecco un’altra occasione che le compagnie hanno di localizzarti. Nel 2018, il Wall Street Journal ha indagato il modo in cui molti dati sono stati diffusi ordinando pizza e guardando un film e ha scoperto che due amici potevano cedere 53 frammenti di informazioni.


Scatole per la consegna di pizze impilate in un Domino's Pizza di Berlino. REUTERS/Thomas Peter
Fonte: Wall Street Journal
Anche se al momento i dati sono raccolti fondamentalmente tramite schermo, il futuro della raccolta dati risiede probabilmente nella tecnologia di monitoraggio sanitario e nella tua voce. Migliaia di lavoratori di Amazon ascoltano già alcuni Echo per migliorare la comprensione del linguaggio umano da parte di Alexa.


methodshop .com/Flickr
Fonti: Wired, Bloomberg
Per proteggere la tua privacy, puoi usare password complicate e diverse, abilitare l’autenticazione in due passaggi, scaricare strumenti di crittografia e, se sei davvero preoccupato, lasciare meno post. Ma in realtà, è praticamente impossibile vivere una vita completamente privata nel mondo moderno.


Cartelli propagandistici degli anni Quaranta che incoraggiano a non parlare liberamente durante la guerra. Lo slogan usa un gioco di parole: ‘keep mum’ vuol dire restare in silenzio. Il governo era preoccupato che le spie nemiche potessero raccogliere informazioni utili ascoltando conversazioni imprudenti. Daily Herald Archive/SSPL/Getty