sabato 11 agosto 2018

Ritrovato il relitto del sommergibile Guglielmotti, affondato “per errore” dagli inglesi nel 1917

lastampa.it

La scoperta è avvenuta durante un’esercitazione dei cacciamine della Marina militare al largo dell’isola di Capraia



Dopo oltre un secondo dall’affondamento, durante la Prima guerra mondiale, è stato ritrovato il relitto del sommergibile Guglielmotti. La scoperta è avvenuta durante un’esercitazione dei cacciamine della Marina militare, presso l’isola di Capraia, a 400 metri di profondità. Il sommergibile venne affondato «per errore» da una nave inglese il 10 marzo 1917. Il comando di fregata Guido Castiglioni, che ne aveva curato anche l’allestimento, aveva avuto l’ordine di raggiungere la sede di Brindisi, per operare nell’Adriatico meridionale con la 2ª Flottiglia. Salpato dalla Spezia il 10 marzo, scortato dal piroscafo Cirenaica, alle ore 21.50, in navigazione nelle acque della Capraia, scambiato per unità nemica dal dragamine britannico Cyclamen di scorta al trasporto truppe Arcadia, fu cannoneggiato, speronato ed affondato. Nell’incidente persero la vita 14 uomini dell’equipaggio e tra questi il tenente di vascello Virgilio De Biase.


Il ritrovamento del relitto del sommergibile è avvenuto da parte di nave Gaeta ad una profondità di 400 metri, in una posizione correlabile con quella nota del suo affondamento avvenuto intorno alle 21.50 del 10 marzo del 1917 da parte dallo sloop inglese HMS Cyclamen, che lo aveva scambiato per un battello tedesco.

La scoperta è stata poi convalidata dalla successiva investigazione da parte di nave Rimini con il veicolo «multipluto» che ha permesso di scattare anche le prime immagini del sommergibile mostrando inconfutabilmente l’identità del relitto grazie alla corrispondenza con i dettagli costruttivi del battello che appare adagiato sul fianco mostrando, ben riconoscibile, il cannone di prora. Le immagini hanno anche confermato lo speronamento avvenuto da parte dell’unità inglese.
In precedenza, il cacciamine Gaeta aveva localizzato il relitto del HMS Saracen, un sommergibile inglese affondato da due corvette italiane durante la seconda Guerra Mondiale già identificato durante una spedizione subacquea da parte di soggetti privati nel 2015.

«Il ritrovamento del sommergibile Guglielmotti - sottolinea lo Stato maggiore della Marina - conferma l’efficacia operativa dei nuovi veicoli subacquei in dotazione alla Marina militare capaci di operare a quote profonde e che potranno essere adoperati anche sui nuovi cacciamine che dovranno sostituire le ormai datate unità della classe Lerici/Gaeta. L’attività condotta dimostra come le capacità militari possono essere messe a disposizione della ricerca subacquea, anche per fini di ricostruzione storica, nell’ambito delle funzioni duali e complementari della Forza armata».

Questa nuova tecnica di investigazione «apre un nuovo capitolo sulle indagini a quote profonde ed amplia gli scenari (militari e non) nei quali, i cacciamine della Marina militare, possono operare in futuro inquadrandosi in un più ampio programma di esplorazione e ricerca dei nuovi fondali marini». «La scoperta - conclude la Marina - ha infine ridato voce al coraggio e alla dignità di quegli uomini che oltre cento anni fa servirono il Paese fino all’estremo sacrificio».