domenica 15 luglio 2018

Vagna, il paese ossolano dove il Natale si festeggia d’estate

lastampa.it
luca bilardo

Si è ripetuta l’antica tradizione con processione di Gesù Bambino e assaggio del panettone


Al Natale estivo anche un selfie con Santa Claus (foto Alberto Lorenzina)

Mangiare una fetta di panettone a luglio e pregare Gesù Bambino «al freddo e al gelo» quando il termometro supera i 30 gradi. E’ il Natale d’estate, un’anomalia diventata tradizione con quattro secoli di storia che si è celebrata in frazione Vagna, sulle alture di Domodossola. Leggenda vuole che la festa sia nata nel Seicento: gli uomini del paese erano lontani da casa il 25 dicembre, all’estero per lavoro, quasi tutti impegnati nel mondo della pastorizia, così avevano chiesto un «secondo» Natale da celebrare in estate con le famiglie. Grazie alla Confraternita del Nome di Gesù avevano ottenuto il permesso dalla diocesi per la seconda domenica di luglio, giornata in cui potevano portare in processione il Bambino come fosse il 25 dicembre.



Un rito che si ripete ancora oggi. E ieri per la prima volta ha partecipato il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla. «Ne avevo sentito tanto parlare, ero curioso di partecipare» ha detto all’inizio della messa. E poi, durante l’omelia, guardando la statua di Gesù Bambino, si è rivolto ai genitori: «La preoccupazione comune è cosa lasciare ai figli. Il vero dono è renderli persone responsabili, capaci di rispondere alle richieste di amore, di ascolto e di libertà che la vita pone loro davanti. Quello è il vero Natale: generare figli che sappiano affrontare il futuro meglio di noi».



All’uscita della statua di Gesù Bambino dalla chiesa qualche occhio lucido, non solo degli anziani. «Come è bello il mio bambino» ha detto un fedele mentre gli passava davanti l’effige portata dai giovani della Confraternita. In corteo anche le donne con l’abito tradizionale e in testa la cavagnetta, copricapo a forma di albero addobbato con ghirlande e festoni. A riti antichi, come l’offerta delle candele al piccolo Gesù, se ne sono uniti di nuovi: il selfie con il pupazzo di Babbo Natale o la vendita del panettone «dul Bambin».

«Tutto il paese si riconosce in questa festa, che vogliamo mantenere viva salvando le tradizioni e aggiungendo elementi nuovi» commenta Giacomo Ghivarelli del comitato organizzatore.