mercoledì 18 luglio 2018

Limite per gli stranieri, 60 bimbi esclusi da scuola materna a Monfalcone

lastampa.it


Il sindaco di Monfalcone Annamaria Cisint

Fissano un tetto massimo, pari al 45%, per la presenza di stranieri in classe e a Monfalcone (Gorizia) si accende la polemica. A sottoscrivere una convenzione per contrastare il fenomeno delle «classi ghetto», vista l’alta percentuale di stranieri in città, sono stati nei giorni scorsi il Comune e due istituti comprensivi cittadini. Sulla base dell’accordo, però, una sessantina di bimbi a settembre rimarrebbe esclusa dalle scuole dell’infanzia.

La Flc Cgil non ci sta: attraverso il suo segretario regionale Adriano Zonta, annuncia «un esposto in procura, al Garante dei Minori, all’ufficio per la tutela dei minori a livello nazionale», perché «lo Stato ha l’obbligo di fornire l’istruzione a tutti, indistintamente. Non c’è un vincolo e non può crearlo il sindaco».

Il sindaco di Monfalcone, Annamaria Cisint, ha spiegato di aver già messo a bilancio dei fondi per offrire un servizio di scuolabus e dirottare i bambini nelle scuole dei comuni limitrofi: «Sono la prima a essere convinta dell’utilità per i bambini di frequentare la scuola materna - ha detto - ho già offerto e continuerò a offrire tuttora la messa a disposizione di uno scuolabus per accompagnarli nelle scuole dei comuni limitrofi, dove ci sono le classi e i numeri per accoglierli. Mi sono rivolta a sindaci e dirigenti scolastici ma nessuno mi ha risposto».

Sul caso è intervenuta, tra gli altri, anche la Uil: «Bisogna evitare le classi ghetto di soli stranieri - ha affermato il segretario della Uil Scuola Fvg - ma la scuola italiana sa come fare integrazione. Non servono leggi e propaganda. Le quote non sono di per sé negative, purché non siano prescrittive ma propositive e lascino all’autonomia della comunità scolastica le scelte veramente utili all’integrazione».