sabato 21 luglio 2018

Iran, 80 frustate per aver bevuto alcol a una festa di matrimonio

lastampa.it
giordano stabile

La punizione inflitta a un 26enne che aveva solo 15 anni al momento dei fatti


AP
Foto d’archivio, Iran 2013

Un giovane legato a un albero e punito con 80 frustate per aver bevuto alcol a una festa di matrimonio. Sono le immagini diffuse da media locali iraniani che hanno suscitato un’andata di indignazione fra le ong che difendo i diritti umani. Il ragazzo è stato punito in base a un articolo del codice penale islamico iraniano, che punisce il consumo di alcol. Ma aveva soltanto fra i 14 e i 15 anni quando sono accaduti i fatti. La festa è poi degenerata in una rissa con la morte di una persona. Ma il ragazzo è stato condannato solo per aver bevuto.

«Siamo di fronte a un sistema che legalizza la brutalità. Questo è un caso assolutamente sconvolgente - ha commentato Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e l’Africa dal Nord di Amnesty International -. Il diffuso ricorso alle pene corporali, anche nei confronti di rei minorenni, dimostra il profondo disprezzo delle autorità iraniane verso i principi elementari di umanità. Vanno subito cancellate dalle leggi le amputazioni, gli accecamenti e le frustate».

Secondo la procura di Kashmar, il giovane, indicato con le iniziali M.R., i fatti risalgono al periodo compreso tra marzo 2006 e marzo 2007 (corrispondente, secondo il calendario iraniano, all’anno 1385). M.R. è nato nell’anno 1370, ossia tra marzo 1991 e marzo 1992, ne consegue che all’epoca del «reato» aveva 14 o 15 anni. La sentenza è stata emessa nell’anno 1386, dunque tra marzo 2007 e marzo 2008.

In Iran la pena della fustigazione è prevista per oltre 100 reati, tra cui furto, aggressione, atti vandalici, diffamazione e frode, così come per atti che non dovrebbero essere inclusi nel codice penale, come l’adulterio, le relazioni sessuali extramatrimoniali, le relazioni sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso e le «violazioni della morale pubblica».