mercoledì 18 luglio 2018

Il violino della legge

lastampa.it
antonella boralevi



A Arezzo, su una magnifica piazza, tra portici e palazzi e torri, una volta al mese, c’è un mercatino dell’antiquariato.
Un operaio passeggia tra le bancarelle.
Le cronache non ci dicono il cognome. Ma lo stipendio, sì: meno di 1500 euro al mese.
È, questo signore, innamorato della musica classica. Forse suona qualche strumento, non si sa.

Vede, immagino appoggiato su un banco , tra tazzine sbreccate e bigiotteria e piatti spaiati, un violino.
Lo tocca. Lo accarezza. Lo compra.
Lo paga una miseria, si dice a Firenze.
E, a Firenze, da una famosa liutaia, questo signore porta il violino a valutare.
E scopre che è rubato.

È un rarissimo Lorenzo Storioni, del 1790.
Un musicista milanese l’aveva comprato a una asta negli Stati Uniti, per 250.000 dollari.
Poi quel musicista era finito all’ospedale di Firenze, Careggi. Nella confusione, quel violino era sparito.

E qui vi segnalerei due sentimenti.
Il primo appartiene al musicista.
Puro amore per quel violino.
Lo ricoverano d’urgenza all’ospedale, ma il musicista, lo Storioni, lo porta con sé.
Il secondo sentimento appartiene all’operaio.

Puro rispetto della Legge.
L’operaio ha consegnato il violino ai Carabinieri.
Sembra una piccola storia. Invece , secondo me, è un dito indice che ci segnala la via.