mercoledì 11 luglio 2018

Chi ha inventato il copyright?

lastampa.it
paolo magliocco

Il Parlamento europeo ha deciso di rinviare la decisione sulla nuova normativa del diritto d’autore. Nella sua ultima stesura sono previste regole che limitano la possibilità di riprodurre liberamente sul web i contenuti protetti da copyright, come gli articoli dei giornali.

Secondo alcune fonti storiche, la prima persona a stabilire una regola sul diritto di copia sarebbe stato un re irlandese, Diarmait Mac Cerbhaill, nel 500. Il re dovette risolvere la disputa tra un vescovo, Finnian di Moville, e una sua allieva, Columba di Iona. L’allieva aveva copiato di nascosto un libro di salmi scritto dal vescovo e non voleva restituirlo. Il re sentenziò che avesse ragione l’autore del manoscritto originale, stabilendo che “come ogni mucca ha il suo vitello, così ogni libro ha la sua copia”. Riprodurre un contenuto senza il permesso dell’autore, secondo Mac Cerbhaill, non era insomma lecito. Un giudizio così importante che ne nacque una battaglia, in cui il re però venne sconfitto.

Di solito l’origine del copyright viene fatta coincidere con il sistema dei privilegi istituto prima nella Repubblica di Venezia e poi in altri Stati italiani, che riguardava in realtà gli stampatori, cioè gli editori, e non gli autori. Agli stampatori veniva concessa una esclusiva sulla possibilità di riprodurre un’opera.

La prima legge a occuparsi della figura dell’autore di un’opera fu quello che viene chiamato Statuto di Anna, promulgato dalla regina Anna di Inghilterra nel 1709 e votato l’anno dopo dal Parlamento. Lo statuto era in realtà intitolato “Atto per incoraggiare l’istruzione, garantendo i diritti sulle copie dei libri stampati agli autori o agli acquirenti di tali copie, per il periodo qui stabilito”. Un vero e proprio copyright, insomma, che per la prima volta decideva che chi scriva qualcosa ha il diritto di goderne i diritti, almeno per un certo periodo di tempo: quattordici anni rinnovabili per altri quattordici.

La Francia dell’Illuminismo e della Rivoluzione stabilì che il diritto durasse per tutta la vita dell’autore e anche oltre, mentre il Regno di Sardegna riportò la scadenza a quindici anni dalla prima pubblicazione. Oggi le fonti principali delle norme sul copyright sono considerati la Convenzione di Berna per la Protezione delle Opere Letterarie e Artistiche del 1967 e l’accordo Trips, stabilito nel 1994 dall’Organizzazione mondiale del commercio, che prevede almeno 50 anni di protezione. Il Trips agreement si occupa di proprietà intellettuale in senso ampio, dai brevetti al software per i computer e fino al noleggio delle opere.

Anche la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite stabilisce all’articolo 27 che “Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore”.