sabato 7 luglio 2018

“A casa nostra i froci li massacriamo”: nel Milanese studente insultato da prof e compagni

lastampa.it
chiara baldi

La madre: «Quello che ha detto l’insegnante contro mio figlio ha rafforzato tre bulli, che si sono sentiti autorizzati a insultarlo»



«Vorremmo che il prossimo anno scolastico fosse per Daniele più sereno rispetto a quello appena finito. Non si merita quel che gli hanno fatto». Alessandra, mamma di Daniele, per mesi ha visto suo figlio 17enne, studente di una scuola superiore di SanDonato Milanese, subire soprusi e insulti da almeno tre compagni di classe. Non solo: perfino un professore aveva pensato bene di prenderlo di mira alzando l’asticella dell’omofobia in classe, contribuendo così all’isolamento di Daniele.

L’aiuto dell’associazione
La storia è stata denunciata da I Sentinelli, associazione milanese in difesa dei diritti civili. «Il coraggio di Daniele ci ha stupito, più volte gli abbiamo chiesto se fosse sicuro di voler rendere pubblica la sua storia. A settembre sarà di nuovo in classe con queste persone, e non sarà facile. Ma non ha mai avuto dubbi», racconta il portavoce Luca Paladini. Daniele lo dice spesso a sua mamma: «Non voglio che quello che è successo a me succeda ad altri». A dicembre Daniele fa coming out con i propri compagni di classe. Poco dopo un docente – «uno nuovo» – in classe dice «a casa mia i froci li cerchiamo e li massacriamo». Daniele sente tutto e avverte la madre, che scrive una lettera a preside e vicepreside dell’istituto. «La scuola ci ha sostenuto da subito e assicurando provvedimenti», dice Alessandra.

Quel primo episodio non resta isolato. Di lì a poco tre compagni gli rubano il tablet e aprono la chat del sito di incontri a cui il ragazzo si è iscritto, insultando tutti quelli con cui aveva avuto delle conversazioni. E ancora: sempre i tre, in classe, davanti al professore gli urlano «voi (sottinteso, i gay) dovete finire tutti nei forni». L’ultimo episodio è avvenuto a pochi giorni dalla fine della scuola: in classe si citano le parole del ministro Fontana («Le famiglie arcobaleno non esistono») e i ragazzi chiedono al docente se è d’accordo. Il professore dice di sì: in classe si crea un clima cameratesco verso Daniele, tanto che gli altri studenti non gli esprimono pubblicamente solidarietà.
«Hanno paura di ritorsioni». Alla mamma resta l’amarezza di non aver capito prima quello che stava succedendo.
«Non so cosa accadrà a settembre. Quello che ha detto il professore contro Daniele ha rafforzato i tre bulli, che si sono sentiti autorizzati a insultarlo». La scuola non si è ancora espressa sui provvedimenti verso il docente e i tre studenti: solo uno di loro è stato sospeso per qualche giorno.