giovedì 28 giugno 2018

Ocse: in calo gli sbarchi dei migranti, aumentano gli italiani che abbandonano il Paese

lastampa.it
leonardo martinelli

Sono le conclusioni del rapporto 2018 sulle migrazioni, presentato a Parigi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico


AP

Il fenomeno migratorio resta importante a livello mondiale. Ma, dopo la crescita degli ultimi anni, si sta assestando e consolidando, con i migranti che iniziano anche a integrarsi di più nei sistemi economici dei Paesi di destinazione. Sono le conclusioni del rapporto 2018 sulle migrazioni, presentato stamani a Parigi dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, che raggruppa i 36 Paesi più ricchi del mondo: europei, come l’Italia, ma anche extraeuropei, Usa in primis. Secondo i dati riportati dal rapporto, nel 2017 erano 258 milioni le persone che vivevano fuori dal loro Paese di nascita e la metà del totale proprio nell’area Ocse. Lo stesso anno cinque milioni di nuovi immigrati sono arrivati nei Paesi dell’organizzazione, meno 5% rispetto al 2016 : è il primo calo dal 2011.

Nel 2017, 119 mila migranti sono arrivati in Italia per via marittima, il 34% in meno rispetto al 2016 e il 22% in meno rispetto al 2015. Quanto ai nuovi richiedenti asilo, sempre a livello di tutto l’Ocse, sono stati 1,23 milioni. La cifra è in diminuzione al confronto con il 2016 (1,64 milioni), ma ancora superiore al 2015. Sono gli Stati Uniti a piazzarsi al primo posto con 330 mila domande. La Germania viene subito dopo (198 mila, -73% sul 2016) e l’Italia a distanza con 130mila (ma qui sono 10 mila più che nel 2016). In Europa, nonostante un forte rallentamento l’anno scorso, il numero dei richiedenti asilo è stato nel periodo 2014-17 pari a quattro milioni di persone, quattro volte di più che nei quattro anni precedenti.

Quanto ai migranti permanenti che si sono installati nei singoli Paesi, i dati si riferiscono al 2016. E in Germania sono aumentati del 53%, in Francia appena dell’1% e in Italia sono addirittura calati del 4%. Al primo gennaio 2017 nel nostro Paese erano recensiti 5 milioni e 47 mila stranieri, 21 mila in più che un anno prima. Ma nel biennio 2016-2017 sono stati rilasciati 226mila nuovi permessi di soggiorno, meno della metà dei 515mila del solo 2007. Nel 2017 i migranti arrivati via mare in Italia sono stati 119mila, -34% rispetto all’anno precedente e -22% sul 2015.

Quali i riflessi dell’arrivo dei migranti sulle economie nazionali? Entro il dicembre 2020, in Europa la popolazione attiva potrebbe crescere dello 0,4% a causa dei migranti. E il numero dei disoccupati in Germania del 6 per cento. Ma nel 2017 il tasso di disoccupazione degli immigrati è sceso in tutta l’Ocse di un punto percentuale a quota 9,5% e quello di occupazione è cresciuto di un punto percentuale a 67,1%. Infine, secondo un sondaggio dell’Eurobarometro, la metà degli europei ritiene che ci siano tanti immigrati legali che illegali e il 29% che i primi siano inferiori ai secondi. Ma, come sottolineato dal rapporto Ocse, né l’una, né l’altra ipotesi sono veritiere.

Intanto, però, aumentano gli italiani che abbandonano il loro Paese. Tra il 2015 e il 2016 il loro numero è aumentato dell’11%, passando da 102 mila e 114 mila. E, secondo il rapporto, «l’emigrazione dichiarata è probabilmente molto inferiore a quella reale: l’emigrazione di italiani sarebbe piuttosto compresa fra le 125mila e le 300mila persone».