venerdì 29 giugno 2018

Gli Stati Uniti battono la Cina nella corsa ai supercomputer

lastampa.it
marco tonelli

Realizzato da IBM, Summit riesce ad eseguire calcoli al ritmo di 200 quadrilioni al secondo


Una parte del supercomputer Summit

Il supercomputer cinese Sunway Taihulight ha una potenza di calcolo di 93 petaflops (unità di misura che indica il numero di operazioni eseguite in un secondo). Fino a qualche giorno fa, era il calcolatore più potente al mondo, ma questo primato è stato conquistato dagli Stati Uniti. Realizzato da IBM e dal laboratorio nazionale del dipartimento dell’energia, a Oak Ridge, nel Tennessee, Summit raggiunge la potenza di calcolo di 200 petaflops.

Insomma, il computer riesce ad eseguire calcoli al ritmo di 200 quadrilioni al secondo. «Un essere umano che esegue un calcolo al secondo dovrebbe vivere per 6,3 miliardi di anni per raggiungere la potenza messa in campo dalla macchina», scrive il New York Times.

Operativo da qualche giorno, il supercomputer è basato su 4608 server ed è grande come due campi da tennis. Oltre alle ricerche nel campo dell’energia e dei materiali avanzati, vista la sua potenza di calcolo, il supercomputer verrà utilizzato anche nel settore del machine learning e dell’apprendimento profondo. «L’hardware di Summit offre ai ricercatori un’incredibile piattaforma per l’analisi di grandi quantità di dati e la creazione di software sempre più intelligenti», ha dichiarato il direttore del dipartimento di scienze informatiche del laboratorio, Jeff Nichols.

Oltre a Summit, IBM ha realizzato anche Sierra, un secondo supercomputer dalla potenza prevista di almeno 125 petaflop. Il calcolatore, che sarà online entro l’anno, si candida a diventare il secondo dispositivo più potente del mondo.

Al momento, la battaglia dei supercomputer è stata vinta dagli Stati Uniti, ma è ancora la Cina a detenere il primato del numero di supercalcolatori realizzati. Mentre sia il Giappone che l’Unione europea stanno lavorando a computer di grande potenza. Di conseguenza, spiega il New York Times, il primato degli Stati Uniti potrebbe avere breve durata.