lunedì 14 gennaio 2013

Suicida a 26 anni Aaron Swartz, genio ribelle della Rete

Corriere della sera

Inventore del software Rss e del social network Reddit, era nel mirino delle autorità Usa per le attività di hackeraggio
Dal nostro inviato  MASSIMO GAGGI



NEW YORK - Geniale, depresso, sempre in corsa a perdifiato attraverso una realtà che non accettava o di cui amava deformare i contorni, Aaron Swartz - ideatore di RSS, uno dei formati più usati per la distribuzione di contenuti via web e cofondatore del sito di «social news» Reddit - ha deciso ieri di farla finita, togliendosi la vita a New York.

Cattura
Aveva appena 26 anni: solo un ragazzo, ma con sulle spalle già l'esperienza, i successi le contraddizioni e i conflitti di un'intera vita. Il suo contributo al software RSS l'aveva dato quando aveva appena 14 anni. Poi l'ingresso nella Stanford University e l'uscita, dopo appena un anno, deluso dall'atmosfera intellettuale che aveva trovato. Una storia fin qui simile a quella di altri geni della rete, come Steve Jobs. Ma la sua mente febbrile, probabilmente era anche più vulnerabile.

Sicuramente quella mente correva veloce, forse troppo veloce. E non si è mai fermata: proponendo continuamente idee nuove, come quelle alla base di Reddit (sito poi acquistato nel 2006 dall'editore Condé Nast, usato anche da Obama per rispondere alle domande dei giovani elettori), ma anche interpretando il ruolo del ribelle della rete. Prima l'attivista politico di Demanding Progress che si batte contro ogni forma di controllo o supervisione di Internet che bolla come censura. Poi l'hacker che infrange più volte la legge: arrestato nel 2011 a Boston per aver sottratto in modo fraudolento documenti riservati penetrando in computer protetti e successivamente incriminato per aver rubato milioni di documenti archiviati online dal Massachusetts Institute of Technology. Già in precedenza Swartz era finito nel mirino degli investigatori dell'Fbi che indagavano su varie effrazioni di casseforti informatiche, pur senza essere chiamato a rispondere di un reato preciso.

Inseguito dai fantasmi di una vita passata a innovare, a rompere gli schemi a frantumare perdendo la sensibilità del confine fra lecito e illecito, ma anche inseguito dalla sua depressione, Aaron raccontava i suoi tormenti, le battaglie psicologiche, sul suo blog. Dove aveva parlato anche della morte: «C'è un momento, immediatamente prima di quello in cui la vita non è più degna di essere vissuta, nel quale il mondo ti sembra rallentare attorno a te. Una miriade di dettagli ti appaiono all'improvviso, dolorosamente luminosi davanti ai tuoi occhi». Non è un post recente, è del 2007, ma questo testo che lui stesso aveva intitolato «Il momento prima di morire» ora guida le ricerche di chi cerca di capire le ragioni del suo gesto. Di Aaron Swartz ha parlato ieri anche suo zio, Michael Wolf: «Aaron osservava il mondo, ma intanto sviluppava una logica nel suo cervello che non riusciva necessariamente a riconciliare con quello che vedeva davanti a sé». Anche lui si interroga sui fantasmi tecnologici che hanno ucciso il nipote.

Massimo Gagg
i13 gennaio 2013 | 9:39