Evoluzione a Sinistra

Evoluzione a Sinistra

martedì 8 maggio 2012

Modifiche anagrafiche direttamente dal pc di casa

La Stampa


Dal 9 maggio si potranno apportare modifiche anagrafiche direttamente dal pc di casa. È la circolare n. 9 del dipartimento dei servizi demografici del Ministero dell’Interno - datata 27 aprile 2012 - che, in attuazione del decreto semplificazioni (d.l. n. 5/ 2012), fornisce i chiarimenti necessari in materia di cambio di residenza in tempo reale. In pratica, sarà possibile trasmettere, attraverso il proprio indirizzo di posta elettronica certificata, ovvero, in mancanza della Pec, attraverso la mail personale allegando la fotocopia del documento di identità, le istanze di variazione anagrafica.

È altresì possibile effettuare le stesse modifiche attraverso fax o raccomandata. La circolare ricorda che le disposizioni acquistano efficacia a decorrere da 90 giorni dalla data di pubblicazione del decreto stesso, ovvero dal prossimo 9 maggio. Quindi, oltre alla consueta presentazione diretta allo sportello, i cittadini potranno presentare le variazioni anagrafiche anche tramite raccomandata, fax e via mail. La circolare precisa che la variazione per via telematica deve essere sottoscritta dall'utente con firma digitale, oppure che il sottoscrittore sia identificato tramite carta d'identità elettronica, con carta nazionale dei servizi o con strumenti che consentano l'individuazione del soggetto che effettua la dichiarazione.

In alternativa, sarà considerata valida anche la dichiarazione trasmessa attraverso la casella di posta elettronica certificata o, in assenza, attraverso una casella di posta elettronica semplice. In quest'ultimo caso, però, la dichiarazione dovrà essere munita di firma autografa e, in allegato all’istanza, il richiedente dovrà inviare copia della sua carta di identità. Tutti i recapiti utili devono essere indicati nei siti web dei comuni.

L'ufficiale di anagrafe rilascerà all'interessato la comunicazione di avvio del procedimento, che avvisa il dichiarate del successivo accertamento della sussistenza dei requisiti previsti e che, trascorsi 45 giorni dalla dichiarazione, «resa in assenza di comunicazione in merito alla mancanza dei requisiti, la variazione (ovvero l'iscrizione o la registrazione) si intende confermata».


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Cina, espulsa reporter di Al Jazeera La tv araba chiude l'ufficio a Pechino

La Stampa

Non rinnovato il visto a Melissa Chan. L'ultimo giornalista era stato allontanato nel 1998. L'emittente del Quatar: inorriditi




La corrispondente di Al Jazeera da Pechino Melissa Chan


La corrispondente della rete televisiva Al Jazeera, Melissa Chan, è stata espulsa dalla Cina. Lo ha annunciato oggi il Foreign Correspondent Club of China (Fccc) che in un comunicato si dichiara «inorridito». Il Club, che ha circa 700 iscritti, sottolinea che l’ episodio costituisce «una grave minaccia per la possibilità che i corrispondenti stranieri lavorino in Cina».

«Funzionari cinesi - si legge nel comunicato - hanno espresso la loro rabbia per un documentario trasmesso da Al Jazeera in novembre, alla cui realizzazione Melissa Chan non ha preso parte. Inoltre, hanno espresso una generale insoddisfazione i contenuti editoriali di Al Jazeera English e hanno accusato Chan di aver violato alcune regole, senza specificare quali». L’Fccc aggiunge che l’espulsione di Chan è «l’ultimo ed estremo esempio dell’uso dei visti per censurare e intimidire i corrispondenti stranieri». «L’Fccc - conclude la nota - ritiene che siano i mezzi d’informazione stranieri, e non il governo cinese, ad avere il diritto di decidere chi lavora per loro in Cina, in accordo con gli standard internazionali».

In seguito alla decisione delle autorità cinesi l'emittente araba ha deciso di chiudere temporaneamente l’ufficio a Pechino del suo servizio inglese Al Jazeera English «non aveva altra scelta che la chiusura del suo ufficio», dopo il ripetuto rifiuto di rinnovare il visto della Chan, corrispondente in Cina dal 2007, ha riferito l’emittente basata in Qatar. Era dal 1998 che non venivano più espulsi giornalisti dalla Cina. Secondo l’associazione della stampa estera in Cina, le autorià di Pechino avevano criticato un documentario diffuso in novembre dalla rete televisiva araba e accusato la Chan di non meglio specificate violazioni delle regole per i giornalisti. Il caso Chan, afferma Bob Dietz del Commitee to Protect Journalists di New York, «segna un vero deterioramento della situazione dei media in Cina, il messaggio è che la copertura giornalistica internazionale non è gradita».

Al Jazeera ha espresso la sua «delusione» per la decisone di non rinnovare il visto della Chan, ma ha aggiunto di voler «lavorare con le autorità cinesi per riaprire l’ufficio di Pechino». Per l’associazione Stampa Estera di Pechino si tratta «del più estremo esempio del recente sistema di usare i visti ai giornalisti come tentativo di censurare e intimidare i corrispondenti stranieri in Cina». L’associazione sottolinea che ben 27 giornalisti stranieri hanno dovuto aspettare più di quattro mesi per il rinnovo del visto negli ultimi due anni. «La sorveglianza e le intimidazioni sono la norma per i giornalisti in Cina. Le autorità spesso rinviano l’approvazione del visto o minacciano di revocarlo nell’ambito di una strategia di intimidazione», denuncia Dietz.



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Orrore in Corea del Sud, sequestrate pillole contro l'impotenza a base di resti umani

Corriere della sera

Realizzate in Cina dalla pelle liofilizzata di feti abortiti o nati morti comprati da aziende e messi in speciali «microonde»



Pillole a base di resti umani, corpicini di bambini o feti abortiti ridotti in polvere. Migliaia di queste pasticche dell'orrore, ritenute farmaci «passepartout» un po' per tutte le malattie e usati soprattutto per aumentare il vigore, anche sessuale, sono state scoperte dalla dogana sudcoreana al confine con la Cina. Da agosto dello scorso anno - si legge sul Daily Mail - sono state sequestrate oltre 17 mila capsule. Un commercio illegale, che desta non poche preoccupazioni visto che l'ingrediente principale di questi prodotti, parte dalla Cina. Qui medici e operatori sanitari corrotti informano le aziende quando una donna abortisce o dà alla luce un bebé morto. I corpicini vengono comprati, conservati in normali figoriferi domestici e poi portati nelle cliniche dove vengono messi in speciali «microonde» per essiccare la pelle, che viene liofilizzata. La polvere viene trasformata in compresse insieme ad altri ingredienti vegetali per confondere le autorità sanitarie e gli ufficiali delle dogane.

IL TRAFFICO ILLEGALE - Secondo il San Francisco Times, i test condotti hanno rivelato che le pillole sono fatte al 99,7% di resti umani. Un macabro contenuto che ha scioccato le autorità cinesi che hanno scoperto il traffico illegale lo scorso agosto e stanno cercando di arrestarlo. Migliaia di confezioni, però, hanno raggiunto in questi mesi la Corea del Sud. Qui la domanda è elevata perché si ritiene che le compresse abbiano un effetto anti-impotenza. Queste pillole in realtà, avvertono gli esperti, preoccupati che il commercio possa arrivare anche su internet, contengono superbatteri e altre sostanze pericolose.



(Fonte: Adn-Kronos Salute)
8 maggio 2012 | 17:26




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Cassano Magnago: il paese di Bossi che ha tradito il Senatur

Corriere della sera

Le voci del malessere dal cuore della Lega




Vivisezione, Green Hill: "Basta, non siamo assassini"

Il Giorno


La società che si occupa di allevamento di animali da laboratorio è stanca delle aggressione e dei sabotaggi: "E’ anche grazie al nostro contributo se ci sono farmaci che permettono di salvare la vita a pazienti affetti da gravi malattie"



Brescia, 7 maggio 2012



"Non possiamo più accettare di essere trattati come degli assassini da una propaganda che vuole imporsi con la violenza e l’illegalita’. L’aggressione e i sabotaggi all’allevamento hanno avuto conseguenze gravissime per la salute degli animali, che amiamo e rispettiamo come d’obbligo per chi fa il nostro mestiere". Lo afferma la societa’ di Green Hill, che si occupa di allevamento di animali da laboratorio, alla vigilia dell’iniziativa internazionale promossa dal coordinamento ‘Fermiamo Gree Hill’.

L’azienda ricorda come la sua sia ‘’un’attività che richiede professionalità’’ e come ‘’qualsiasi insinuazione sul presunto maltrattamento degli animali’ sia stata respinta anche dall’indagine della Procura di Brescia’’. ‘’Sottrarre illegalmente i cuccioli dall’allevamento - continua Green Hill riferendosi al blitz degli animalisti di sabato 28 aprile - equivale a sottrarre i pazienti, uomini, donne e bambini, dalla possibilità di c