Evoluzione a Sinistra

Evoluzione a Sinistra

lunedì 24 maggio 2010

L'ultima di Grillo: Angela Merkel presidente

Libero





 Beppe Grillo, che, ancora una volta, sale sul pulpito, puntando il dito contro la maggioranza - "una dittatura" - e l'opposizione, che "gode nel cedere", perché "opporsi è contro la sua natura". L'ultima parola è per il "popolo senza diritti, neppure di veder discussa in Parlamento una legge popolare come Parlamento Pulito" o di "poter votare un referendum come quello sull'informazione libera".

Parlamento Pulito - Di qui la decisione di Grillo di riprendersi "le 350.000 firme negli scantinati del Senato. Quelle firme non meritano di essere abbandonate ai capricci di uno Schifani qualunque. Quelle firme di persone per bene non possono essere lasciate marcire nei sotterranei di Palazzo Madama - tuona il comico genovese dalle pagine del suo blog - gli scatoloni sono lì, fermi dal dicembre del 2007, giorno in cui li consegnai a Marini. Quasi trenta mesi", per richieste quali "la votazione diretta" dei candidati, "massimo di due mandati, nessun condannato in via definitiva in Parlamento. Sono passati due anni e mezzo ed è sempre uno di quei giorni che i politici se ne sbattono dei cittadini".

Merkel presidente
- Tornando alla proposta di una nuova premier, Grillo spiega che, per affrontare la crisi economica, la "Germania dovrebbe ripianare, per tenere in vita l’euro, i debiti di Stati come l’Italia, comprare il debito da "Tremorti". Perché dovrebbe farlo? In Germania i cittadini pagano le tasse mentre in Italia l’evasione è stimata in 130 miliardi di euro all’anno. In Germania le truffe ai danni della Ue per centinaia di milioni di euro sono inesistenti, le mafie non fatturano tra i 100 e i 150 miliardi ogni anno, la corruzione non drena 50 miliardi come da noi.

Perché i tedeschi dovrebbero aiutarci? "Tremorti" ha minacciato le dimissioni se non ci saranno i tagli di 24 miliardi. Nessuno meglio di lui sa che ne occorrono almeno 100 di miliardi e che nessun governo politico è in grado di imporre una manovra del genere ai cittadini, anche se diluita nel tempo. L’opzione migliore rimane la vendita dell’Italia alla Germania, in cambio dell’annullamento del debito. Un’Italia protettorato meridionale tedesco, un balcone sul Mediterraneo. Merkel for president. Now".

24/05/2010






Powered by ScribeFire.

Strage Nassiriya, colonnello Di Pauli assolto dal tribunale militare di Roma

Il Mattino

Nel 2003 un attentato causò 19 vittime.L'ufficiale era accusato di non aver adottato misure di sicurezza necessarie

 

ROMA (24 maggio) - Il colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli è stato assolto dal tribunale militare di Roma nel processo per l'attentato alla Base Maestrale di Nassiriya, che il 12 novembre 2003 causò la morte di 19 italiani: 12 carabinieri, 5 militari dell'Esercito e due civili.

Di Pauli era accusato di non aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie alla difesa di Base Maestrale, quartier generale dei carabinieri. Il tribunale ha stabilito che il fatto non costituisce reato. Il pm aveva chiesto la condanna del colonnello a due anni di reclusione. Altri due imputati - i generali dell'Esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano - sono stati già processati con il giudizio abbreviato ed entrambi assolti.

La procura militare di Roma alla fine di maggio 2007 chiese il rinvio a giudizio per i tre ufficiali - Stano, Lops e Di Pauli - per «omissione di provvedimenti per la difesa militare», un reato previsto dal codice penale militare di guerra. Il gup, dopo una serie di istanze delle parti e rinvii, ha però deciso di procedere per il diverso reato di «distruzione colposa di opere militari» previsto dal codice penale militare di pace. In primo grado, il pm aveva chiesto la condanna di Lops e Stano - i due generali che si erano avvicendati al comando del contingente italiano a Nassiriya, che avevano chiesto il giudizio abbreviato - e il rinvio a giudizio per Di Pauli, comandante del contingente dell'Arma, il quale aveva optato invece per il rito ordinario. Il gup aveva condannato Stano a due anni di reclusione, assolto Lops e rinviato a giudizio Di Pauli. Nel novembre scorso, in appello, anche il generale Stano è stato però assolto con formula piena.

Di Pauli: sono molto soddisfatto. Al suo legale che gli ha comunicato l'assoluzione, Di Pauli ha detto di essere «molto soddisfatto». «È un'assoluzione - spiega l'avvocato David Brunelli, uno dei difensori - che segue le assoluzioni nei confronti dei due generali imputati di concorso nello stesso reato e quindi è coerente con quelle». Secondo il legale «abbiamo provato che neppure sistemi di difesa maggiori avrebbero evitato conseguenze tanto drammatiche, considerate le caratteristiche dell'attentato». «Questo significa - conclude Brunelli - che i tre ufficiali hanno agito nell'adempimento di un dovere, non potevano comportarsi diversamente».




Powered by ScribeFire.

Scolari con i jeans a vita bassa, prof si cala i pantaloni per protesta

Corriere della Sera

Il docente punito con un richiamo ufficiale da parte del dirigente: «Capisco la provocazione, ma non condivido»

MILANO - In classe ci vuole un po' di decenza anche nell'abbigliamento e presentarsi con i jeans a vita decisamente bassa può suscitare l'irritazione del professore di turno. E può succedere quello che è caputato alla scuola media «Fogazzaro» di Como-Rebbio, dove il docente di arte, preso da un «attacco» di indignazione si è calato le braghe in aula davanti agli sconcertati alunni. L'episodio risale a qualche giorno fa, ma è stato reso noto solo ora. L'insegnante, con questo gesto dimostrativo, avrebbe inteso far capire agli studenti quanto sia sgradevole un certo abbigliamento. Un messaggio ben recepito dai ragazzi che hanno segnalato l'episodio al dirigente Luigi Fernando Zecca, titolare dell'Istituto comprensivo di Figino Serenza (Como) e da quest'anno reggente di quello di Rebbio.

IL RICHIAMO - Contro l'insegnante è stata aperta una procedura disciplinare ed è arrivato il «richiamo ufficiale» del preside. «Un episodio censurabile e squalificante», l'ha definito Zecca. «Per ora mi sono limitato a un richiamo ufficiale dell'insegnante e ho innescato il meccanismo che porterà gli organi superiori a decidere il da farsi». Lo stesso preside si dice convinto che sia stata «una pura provocazione senza alcuna finalità sessuale. Posso dargli ragione quando si parla di abbigliamento poco consono usato da molti ragazzi, ma non condivido certo questa forma di insegnamento». Zecca chiede solo un po' di educazione: «Non pretendo il grembiule alle medie ma non accetto le mutande in vista e quando vedo uno studente con un abbigliamento non rispettoso ai luoghi non glielo mando a dire. Tuttavia i pantaloni li tengo su».

Redazione online
24 maggio 2010



Powered by ScribeFire.

Scarcerate le maestre di Pistoia

Corriere Fiorentino

Il giudice ha concesso gli arresti domiciliari ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre arrestate il 2 dicembre per i maltrattamenti ai bambini dell’asilo Cip e Ciop

Video

GENOVA - Il giudice per l’udienza preliminare Roberto Fucigna ha concesso gli arresti domiciliari ad Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce, le due maestre arrestate lo scorso 2 dicembre per i maltrattamenti ai bambini dell’asilo Cip e Ciop di Pistoia. Le due donne sono uscite dal carcere femminile di Pontedecimo (Genova) alle 14. Davanti al gup Fucigna è cominciato giovedì scorso il processo con rito abbreviato alle due maestre, che hanno proposto un risarcimento di 23 mila euro ai genitori dei bimbi maltrattati, che si sono costituiti parti civili.

LE REAZIONI - «Sono sconcertata». È questo il primo commento di una delle madri dei bambini picchiati all’asilo Cip-Ciop di Pistoia alla notizia della concessione degli arresti domiciliari a Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. «Mi sono consultata con altre due mamme - ha detto la donna - Non capiamo quali siano le motivazioni alla base della decisione e aspettiamo siano rese note per prendere una qualsiasi iniziativa. Fino ad allora non possiamo che ribadire il nostro sconcerto». Il processo è iniziato giovedì scorso a Genova.

«È stato come un film dell’orrore ma non era fantascienza: c’erano i nostri bambini»: sintetizza così lo stato d’animo suo e degli altri genitori, nei corridoi del palazzo di giustizia di Genova, il papà di un bimbo di tre anni alla prima udienza del processo con rito abbreviato alle due maestre Anna Laura Scuderi ed Elena Pesce. La prima udienza si è conclusa con l’ammissione alla costituzione di parte civile dei genitori di 24 bambini sui 46 che frequentavano l’asilo. Il pm Silvio Franz e le altre parti si sono riservati di presentare il loro parere sull’ammissibilità della costituzione di parte civile del Comune di Pistoia e di una associazione onlus in difesa dei minori.

PROPOSTA DI RISARCIMENTO - I difensori delle due maestre hanno proposto un risarcimento parziale di complessivi 23 mila euro (15.000 euro la Scuderi e 8.000 la Pesce) sul quale non è stato ancora presentata alcuna accettazione da parte degli interessati. Il gip Roberto Fucigna si è riservato di decidere sull’acquisibilità di alcune consulenze di parte volte a determinare l’entità delle lesioni subite da alcuni bimbi allegate a memorie depositate dai difensori di parte civile e sulla documentazione medica allegata agli atti di costituzione. Il processo è stato poi rinviato al 15 giugno.

Le due maestre, che non erano presenti in aula, furono arrestate nel dicembre scorso e sono tuttora detenute nel carcere di Sollicciano. Gli atti delle indagini condotte dalla polizia giudiziaria e dalla squadra mobile di Pistoia furono trasmessi a Genova perchè il papà di una bimba di due anni e mezzo, che era ospite nell’asilo, è un magistrato di Pistoia e quindi non poteva occuparsene la procura toscana. «La bimba che si vede in alcuni dei filmati - riferisce l’avv. Giorgio Zunino, legale del magistrato toscano - ha manifestato comportamenti anomali successivamente alla frequentazione dell’asilo compatibili con i maltrattamenti subiti e percepiti».

LE TESTIMONIANZE - Ma sono diverse le voci raccolte a margine del processo sia dei genitori sia dei loro legali. Come il papà di un bimbo di quattro anni che ha detto: «Mio figlio ha ancora paura del buio e, in un video, si vede mentre è in un angolo e assiste ai maltrattamenti di altri bambini». L’avv. Alberto Russo di Pistoia racconta che la figlia dei suoi clienti, che ha due anni e mezzo, è stata picchiata con spinte e calci alla schiena. «Nel video - ha detto - si vedono quattro episodi di questo tipo. È stata anche mandata come punizione nella stanza dove dormivano». «Si tratta di intromissioni - ha spiegato il legale - nello sviluppo mentale di un bimbo. Sono malattie che hanno il loro apice nel tempo ponendo nell’angoscia i genitori».

Alcuni genitori sono contrari alla costituzione di parte civile del Comune di Pistoia perchè, hanno detto, erano state fatte delle segnalazioni ma non sono mai stati fatti dei controlli. L’avv. Giovanna Andreini del foro di Pistoia assiste i genitori di un bimbo di tre anni che, ha riferito, è stato vessato in diverse occasioni. «Vogliamo riportare il sorriso sul volto di questi cuccioli - ha detto - devono capire che non sono soli e che li abbiamo difesi».

24 maggio 2010




Powered by ScribeFire.

La notte infinita dei nerazzurri Ma la Curia protesta: troppo caos

Corriere della Sera

In 35 mila alle 6 del mattino hanno aspettato i giocatori a San Siro.Danni anche all’Arena

«Appelli inascoltati. Amara lezione per il futuro».Il Comune: piazza Duomo luogo naturale per la festa

MILANO - La coppa dei Campioni sbarca a Milano col cielo che inizia a schiarirsi dietro le tribune di San Siro. La portano il capitano Zanetti e il figlio del presidente Moratti, Angelo Mario, all’ora più irreale in cui uno stadio sia mai stato aperto e affollato. La squadra sul prato del «Meazza» alza il trofeo poco dopo le sei del mattino e sale l’urlo di quasi 50 mila tifosi, che a quell’ora chiudono la notte dei festeggiamenti. Notte che si lascia dietro anche qualche polemica, legata agli effetti collaterali di una finale seguita in piazza del Duomo da 120 mila persone.

Nell’ordine: centocinquanta interventi dei medici del 118 che avevano allestito una sorta di ospedale da campo in piazzetta Reale; ragazze con piedi e gambe tagliate dai cocci di bottiglia che coprivano la piazza; una paio di intossicati; alcuni ustionati da petardi e fumogeni; cadute; un uomo venezuelano che ha spaccato una bottiglia su una transenna e ha provocato una ferita al volto di una ragazza colpita da una scheggia; qualche borseggiatore all’opera.

Devastazione in piazza Duomo

Più in generale, una situazione di estremo pericolo
per la quantità di ubriachi accalcati in una massa strabordante per una piazza che non riusciva a contenerla. E poi cumuli di rifiuti bruciati sulla piazza stessa nella notte. Lo sforzo delle forze dell’ordine è stato massiccio, la gestione dell’ordine pubblico non è stata semplice. La situazione di pericolo palpabile. Danni anche all’Arena (cancellate divelte). I malumori, molto diffusi, si sono concentrati nella presa di posizione della Curia: «Gli appelli alla tutela della piazza del Duomo sono stati inascoltati. L’augurio è che quel che è successo sabato sera possa servire da amara lezione per gli appuntamenti futuri».

Il Comune, che ha cercato di alleggerire la pressione sul centro città mettendo anche un maxischermo davanti alla Centrale, rivendica invece la scelta di piazza del Duomo: «È il luogo naturale, se non avessimo dato ai tifosi dell’Inter la possibilità di seguire tutti insieme la partita avremmo avuto molte più critiche. E le persone comunque vogliono andare lì a festeggiare, in Duomo. La festa non ha prodotto nessun dato rilevante in negativo. Ed ha avuto anche un ritorno economico per Milano. Cosa vogliamo fare, chiudere le piazze della città?».

Gianni Santucci
24 maggio 2010



Powered by ScribeFire.

Addio alla gran duchessa Leonida guida della casa zarista dei Romanov

Il Messaggero


MOSCA (24 maggio) - La gran duchessa Leonida, vedova del gran duca Vladimir e madre della gran duchessa Maria, che guida la casa zarista dei Romanov rivendicandone ancora il trono dalla Spagna, è morta ieri a Madrid all'età di 95 anni. Lo rendono noto le agenzie russe, citando Aleksandr Zakatov, capo della cancelleria della seconda e più famosa dinastia imperiale russa, che ha segnato le sorti del Paese dal Seicento al 1917, anno della rivoluzione d'ottobre. «In linea con la tradizione e la legge, la gran duchessa Leonida sarà sepolta vicino a suo marito nella cattedrale dei santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo», ha aggiunto Zakatov. La data dei funerali non è ancora stata fissata.




Powered by ScribeFire.

Trucco dello specchietto con i figli attori e complici

Il Tempo

I carabinieri arrestano un trentaduenne nel quartiere di Testaccio. L'uomo faceva piangere le vittime per commuovere il malcapitato di turno.

Il trucco è vecchio come il cucco. La variante, geniale, faceva leva sul senso paterno (o materno, a seconda del caso), che è nota caratteristica nazionale. L'«inventore» e protagonista della sceneggiata è un nomade stanziale di origine napoletana, Antonio Bevilacqua, 32 anni, che però ieri ha trovato nei carabinieri degli spettatori un po' troppo esigenti ed è finito in manette. Siamo al Testaccio, popoloso e popolare quartiere romano. L'uomo, con alle spalle una lista interminabile di precedenti specifici, è fermo in doppia fila a bordo della sua autovettura. Con lui ci sono i due figli piccoli. Attende il passaggio della macchina con a bordo la vittima di turno e gli lancia una pigna o un pezzo di gomma per provocare un rumore simile a quello di un urto.

A questo punto, il truffatore si sbraccia dal finestrino intimando al malcapitato di fermarsi per fargli constatare il danno provocato. Se il poveretto si mostra diffidente, ecco che il Bevilacqua comincia a inscenare la recita con piglio attore provetto: un cenno con la mano ai due minori è sufficiente a farli cominciare a piangere disperati. La vittima, turbata, preoccupata per la salute di quei bambini, e di conseguenza convinta di avere creato realmente un danno, paga la somma richiesta dal truffatore senza battere ciglio.

E capisce, solo quando l'imbroglione si allontana e ormai è troppo tardi perfino per annotare i numeri della sua targa, di essere stata raggirata. Sabato i carabinieri della Stazione Roma Aventino, pattugliando il quartiere, hanno avuto modo di assistere a tutta la scena, constatando effettivamente che il padre utilizzava segni convenzionali con i figli i quali reagivano al comando con svizzera puntualità, piangendo come fontane.

A quel punto i militari sono intervenuti bloccando il truffatore, con ancora in mano la somma di cinquanta euro appena ricevuta, in questo caso da un architetto. Ma la tariffa che gli ignari cittadini che avevano la sfortuna di incrociare le strade del Bevilacqua dovevano sborsare era spesso superiore e arrivava anche a duecento euro. Condotto in caserma, l'uomo ha tentato di continuare a recitare il suo solito copione con i suoi bambini come comprimari, istigandoli a piangere ogni qualvolta i militari contestavano i fatti al loro papà. Il trentaduenne, che era già noto da anni ai carabinieri per lo stesso identico tipo di reato, è stato arrestato e sarà giudicato con rito direttissimo. I due piccoli «attori» sono stati, invece, riaffidati alla madre.

Maurizio gallo
24/05/2010




Powered by ScribeFire.

Usa pronti a vere guerre spaziali: in volo l'X-37B drone per truppe cibernetiche

Il Messaggero

Un mini shuttle-satellite ruota intorno alla Terra ogni 90 minuti passando sopra Iraq, Iran, Aghhanistan e Pakistan

 

WASHINGTON (23 maggio) - La fantasia supera spesso la realtà ma questa volta è la realtà che si affianca alla fantasia. Soldati-cloni, guerre spaziali e truppe cibernetiche non sono più solo quelli di Lucas e anche se il Pentagono nega, per molti osservatori è il segno che "Guerre Stellari" non è più fantascienza, ma realtà: l'America è pronta a entrare fisicamente nell'era degli armamenti spaziali.

È in orbita da oltre un mese, e transita regolarmente ogni 90 minuti sopra Iraq, Iran, Afghanistan e Pakistan, un minishuttle americano senza piloti che il Pentagono ha tenuto rigorosamente segreto. Si chiama X-37B, è guidato da un centro dell'Air Force in Colorado ed è dotato di sensori molto più potenti e sensibili di un satellite normale. A scoprirne l'esistenza sono stati gruppi di osservatori spaziali che hanno cominciato a monitorare quella specie di stella luminosa capace di ruotare intorno alla Terra ogni 90 minuti percorrendo l'orbita che passa, appunto, alta sopra Iraq, Iran, Aghhanistan e Pakistan. Interpellato dal New York Times, il Pentagono si è limitato a confermare l'esistenza di X-37B ma ha uffialmente escluso che il mini-shuttle possa essere considerato in alcun modo una sorta di nuovo armamento spaziale.

La sua funzione è analoga a quella di un qualsiasi satellite, solo molto più potente e dunque in grado di fornire informazioni utili a chi è impegnato in conflitti sul terreno. Delle dimensioni di circa un quarto rispetto alla navetta spaziale della Nasa, il "satellite" è lungo meno di 9 metri, ha un'apertura alare di circa 4 metri e ha in realtà tutte le caratteristiche di uno shuttle. Due le differenze fondamentali: non ha uomini a bordo e può restare in orbito fino a nove mesi prima di fare rientro sulla Terra, perchè è dotato di batterie a pannelli solari che gli consentono di funzionare molto più a lungo.

Il drone spaziale X-37B è stato lanciato il 22 aprile scorso dalla Florida e farà ritorno in una base California, ma il Pentagono non ha precisato altro sull'esperimento. Il settosegretario del'Air Force per i programmi spaziali, Gary E. Payton, rispondendo al New York Times si è limitato a sottolineare che il velivolo «non è dotato di capacità offensiva». «Questo programma sperimentale è volto a cercare tecnologia a sostegno della riduzione del rischio» ha detto, senza precisare altro. Secondo il New York Times, il programma X-37 B è cominciato otto anni fa, sviluppato dalla Nasa, quindi nel 2006 è subentrata l'Air Force.

Il mini-shuttle rientra in un programma che il Pentagono definisce «sviluppo di sistemi di armamento e selezionati supporti da combattimento per il Dipartimento della Difesa». Il Pentagono si prepara al futuro. E intanto ha formalmente nominato il suo primo cyber-generale: Keith Alexander, generale a quattro stelle, è stato nominato responsabile del Cyber Command, il comando della "divisione cibernetica", per la quale operano novantamila uomini.




Powered by ScribeFire.

Svendesi pastificio Russo Si riparte da 4,5 milioni

Corriere del Mezzogiorno

Lo storico opificio ha oltre 39 milioni di debiti. Cicciano, 3 mesi fa l’asta era andata deserta


NAPOLI - Pastificio Russo: secondo tentativo di vendita. La curatela fallimentare ha rimesso in vendita, con scadenza 18 giugno, lo storico opificio di via Nola al prezzo di 4,5 milioni di euro. Il ramo d’azienda comprende marchio, macchinari, arredi, impianti con esclusione della proprietà immobiliare. Meno di tre mesi fa era andata deserta l’asta che aveva base di partenza 12 milioni di euro confermando nei fatti che il pastificio Russo di Cicciano non avesse, allo stato attuale, un valore di mercato così alto. 

Il pastificio, che ha oltre 39 milioni di debiti, è stato dichiarato fallito in seguito alla richiesta di Equitalia di circa 1,8 milioni di euro di tributi non versati. Alla prima offerta di vendita nessun compratore si è fatto avanti. E dire che la Regione Campania si è offerta a garantire particolari agevolazioni al compratore, tra le quali finanziamenti a fondo perduto che arriverebbero a coprire fino al 60% dell’importo totale: e tra le ipotesi è stata valutata con attenzione anche la possibilità di un fitto d’azienda che consenta un’immediata ripresa delle attività. Il rischio che si corre, confermato più volte dallo stesso curatore fallimentare Luciano Bifolco, è quello di dover procedere ad una vendita a pezzo per gli elementi che compongono il pastificio che conta 95 dipendenti. 

Nel corso di questi mesi diverse sono state le voci di imprenditori interessati al marchio: dal fondo inglese Blu Sky, all’interessamento della multinazionale iberica Ebro Puliva, fino all’interessamento di un gruppo dell’Est Europeo che avrebbe anche incontrato la curatela. Ma sono voci: da queste aziende non è giunta ancora alcuna proposta formale di acquisto. L’unica azienda che ha fatto un passo concreto scrivendo una lettera al sindaco di Cicciano Giuseppe Caccavale è la Rummo spa di Benevento, altro marchio storico campano che produce pasta. Lo storico stabilimento di via Nola resta inattivo: la produzione è ferma da quasi 18 mesi, con conseguente deprezzamento del marchio, assente dagli scaffali dei supermercati già da prima della data del fallimento. 

Il pastificio, che ha oltre 130 anni di storia, nel periodo aureo è arrivato a produrre circa 400 mila quintali di prodotto, ritagliandosi una grossa fetta di mercato sia nazionale che internazionale. Ora l’ennesima occasione: la richiesta da 12 milioni è scesa a poco meno di 4,5 con uno “sconto” di quasi il 30% sul prezzo iniziale. L’appuntamento è per il 18 giugno.

Nello Lauro
24 maggio 2010





Powered by ScribeFire.

Montezemolo: "Le uniche discariche che funzionano sono le migliaia di cda che raccolgono i politici trombati"

Quotidianonet

Lo ha detto il presidente della Ferrari a un convegno a Monza della Fondazione Italia Futura.
"Ci sono 180 mila persone che costituiscono la più grande azienda italiana, che costano 200 milioni di euro l’anno contro i 70 milioni della Francia"

Monza, 24 maggio 2010

‘’L’unica discarica che funziona veramente in Italia
sono le migliaia di consigli di amministrazione che servono per raccogliere i politici trombati’’. E' la dura affermazione di Luca Cordero di Montezemolo, nel corso di un convegno a Monza, dove ha anche puntato il dito contro i costi della politica che, ha detto, ‘’dobbiamo tagliare in un momento in cui le famiglie italiane sono costrette a tirare la cinghia’’.

‘’Ci sono 180 mila persone - ha argomentato - che costituiscono la piu’ grande azienda italiana, che costano 200 milioni di euro l’anno contro i 70 milioni della Francia’’. A suo avviso ‘’ci sono molti tagli da fare a livello regionale e comunale, perche’ l’unica discarica che funziona veramente in Italia - ha sottolineato - sono le migliaia di consigli di amministrazione che servono per raccogliere i politici trombati’’.

‘’In questo momento dobbiamo dare il massimo sostegno al governo per trovare risorse necessarie, urgenti, che auspico il piu’ coraggiose possibili per difendere l’Italia dai mercati internazionali, dalla crisi e dai rischi connessi’’. E’ l’appello lanciato da un convegno a Monza dal presidente di Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo.
L’ex presidente di Fiat e Confindustria ha poi precisato che ‘’in questi due anni si e’ sottovalutata l’importanza della crisi pensando che l’Italia ne fosse immune’’. A suo avviso ‘’la manovra di oggi, doverosa, necessaria e urgente, dimostra il contrario".

Per difendere il Paese dagli attacchi della speculazione internazionale e dai rischi ‘’connessi alla crisi’’, Montezemolo ha auspicato ‘’una grande coesione sociale’’ che si deve raggiungere attraverso il coinvolgimento di maggioranza e opposizione, perche’ ne va di mezzo il nostro Paese’’.

‘’Cio’ premesso - ha proseguito - non ci voleva la Grecia per scoprire che abbiamo un’evasione fiscale secondo la quale la meta’ dei contribuenti dichiara di guadagnare meno di 15 mila euro, se cosi’ fosse non potrei mai vendere non solo le Ferrari, ma anche le Alfa Romeo’’.

‘’Non ci voleva la Grecia - ha ribadito - per capire che la situazione economica e’ difficile e il Paese e’ complicato, pieno di burocrazia, con pensioni e sanita’ che incidono in maniera asfissiante sui nostri conti’’.

Riguardo alla manovra, si e’ ‘’affrontato il problema urgente della difesa dei conti pubblici, ma con il taglio agli investimenti non pensa al futuro’’. Secondo il presidente della Ferrari, ‘’bisogna dare il massimo di supporto al governo, ciascuno facendo la propria parte, ma bisogna liberare risorse per effettuare gli investimenti necessari. Serve il coraggio per affrontare una volta per tutte i temi fondamentali del nostro Paese’’.





Powered by ScribeFire.

Lacrime di coccodrillo

Il Tempo

Dopo il trionfo in Champions Mourinho allenerà il Real: per lui 10 milioni a stagione fino al 2014. Moratti: "È attratto da una nuova avventura non dai soldi".

Inter senza allenatore: idea Mihajlovic ma c'è anche Capello.


Jose Mourinho, commosso al termine della finale di Champions  League vinta contro il Bayern Tornare da Madrid con una Champions League in più e un Josè Mourinho in meno non era esattamente quello che Massimo Moratti aveva immaginato per festeggiare il trofeo che mancava all'Inter da 45 anni. Ma di certo il presidente nerazzurro lo aveva messo in conto. Il tecnico portoghese ha sempre avuto un ottimo rapporto con tutta la famiglia Moratti e a loro non ha mai nascosto la sua volontà di andare ad allenare il Real Madrid. Già l'estate scorsa la corte di Florentino Perez era stata pressante, ma una campagna acquisti ad hoc e il desiderio di riuscire laddove tanti suoi predecessori avevano fallito avevano convinto il portoghese a restare. Ora, però, la tripletta e soprattutto i tanti problemi con la giustizia sportiva italiana e il fallimento di Manuel Pellegrini al Real sono determinanti per il suo approdo in Spagna.

Mou ha pianto, moltissimo, soprattutto nello spogliatoio, perchè in questi due anni si è creata quella che lui stesso ha sempre definito una grande empatia con tutto il popolo interista, dalla società ai tifosi, passando per una squadra che gli ha dato tutto quello che poteva. Ora che la sfida italiana è stata stravinta con cinque trofei in due anni, Mourinho si sente libero di fare ciò che vuole della propria vita, come ha spiegato dopo la finale del Bernabeu. Probabilmente il portoghese incontrerà Perez oggi ed entro la fine della settimana firmerà un quadriennale da 10 milioni di euro a stagione. E chissà se ripasserà più dall'Italia. Sarebbe dovuto rientrare sull'aereo della squadra ma così non è stato, per la delusione delle migliaia di tifosi svegli fino all'alba per la festa al Meazza. Non sarà questo, però, a rovinare il rapporto con il popolo nerazzurro, così come l'addio con due stagioni di anticipo non incrinerà la stima di Moratti.

Nessuna sorpresa per le parole di addio di ieri sera, anche perchè il futuro del tecnico portoghese e la clausola da 16 milioni di euro con cui può liberarsi in anticipo, sono stati argomenti di uno degli incontri avuti a Madrid con Perez. D'altronde, la società nerazzurra già da tempo si sta muovendo alla ricerca di un sostituto di Mourinho, anche se una decisione non è ancora stata presa. A vedere la finale c'era anche Sinisa Mihajlovic, che è l'allenatore del Catania ma anche il primo a sperare di ereditare la panchina di Mourinho, su cui si è seduto come collaboratore di Roberto Mancini. L'idea non dispiace ai veterani, in particolare a chi come Dejan Stankovic lo conosce da anni e ne è amico. Molta più esperienza e vittorie alle spalle hanno Fabio Capello e Guus Hiddink. Ma il primo sta per iniziare l'avventura mondiale con l'Inghilterra e non sarà disponibile fino alla metà di luglio, mentre l'olandese ha da poco firmato un contratto che da agosto lo legherà alla Federazione turca. C'è poi un'ipotesi di cui si parla in Spagna: Pep Guardiola. Ma per la stampa catalana il tecnico del Barcellona avrebbe già declinato la proposta dell'Inter.

Il secondo problema di Moratti è contenere l'effetto Mourinho. Alcune delle stelle, infatti, sono tentate dall'idea di seguire il portoghese. A sorpresa, anche Diego Milito, che ha ammesso di aver ricevuto «offerte importanti» ed è stato ambiguo: «Sicuramente resto, ho tre anni di contratto e sto benissimo all'Inter», ha assicurato all'alba durante la festa al Meazza, ma poche ore prima a Madrid era stato molto più vago, spiegando di non sapere cosa gli avrebbe riservato il futuro. Un altro degli obiettivi principali del Real è sicuramente Maicon, che però dopo aver sollevato la Champions ha assicurato: «State pure tranquilli non me ne vado via». Di certo non partiranno Etòo e Sneijder, e quindi Moratti, oltre che cercare un allenatore, non dovrà passare l'estate a rifare la squadra. Ieri Moratti è tornato sul solito argomento: «Mourinho ha dato un esempio di grande serietà, di gran lavoro. Tra me e lui non c'è mai stato un vero dialogo sul suo futuro, lui è un grande professionista, peccato per il tempismo che non è stato splendido. Credo che lui sia attratto da questa sfida, da questa nuova avventura, conoscendolo un pochino, non tantissimo, credo sia questa la cosa che lo interessi, forse più dei soldi».

Sul successore Moratti fa due nomi, il primo per certi versi sorprendente: «Stimo Mancini ma se lo riprendessi gli farei un dispetto. Mihajlovic ha carattere, sa imparare velocemente, è anche molto amico dei giocatori. C'è anche tutta la stima nell'uomo, con me ha mantenuto un rapporto molto buono. Però, questo non vuol dire che questa debba essere una scelta, anche se, per simpatia e stima, mi farebbe piacere farla. Però non ho ancora deciso». La corsa è appena cominciata ma c'è poco tempo per decidere: il futuro è già qui.


Carlo Scagnoli

24/05/2010






Powered by ScribeFire.

Cimitero delle Fontanelle, occupazione pacifica: «Iervolino lo tenga aperto»

Corriere del Mezzogiorno

Sit-in nell'ossario della Sanità, accessibile solo nel Maggio dei Monumenti.
«Non c'è motivo che sia chiuso»

Video

NAPOLI - Non è stata un’occupazione, ma una «riappropriazione». Ci tengono a sottolinearlo i quasi cento abitanti del quartiere Sanità di Napoli che ieri hanno manifestato pacificamente all’interno dello storico cimitero delle Fontanelle, ossario che raccoglie le spoglie dei morti delle epidemie tra '600 e '800, per scongiurare l'ennesima chiusura dopo il «Maggio dei Monumenti». Un blitz tranquillo che durerà ore (i cittadini hanno persino dormito nell'antica cava di tufo) finché il sindaco Iervolino non li incontrerà e deciderà per l'apertura permanente del sito.

CIMITERO VOLANO ECONOMICO - Il motivo del sit-in, avvenuto alla chiusura dei cancelli alle 18, è fin troppo chiaro: non precludere ancora una volta l'accesso quotidiano al vero e proprio tesoro della Sanità. Ormai, spiegano gli organizzatori della manifestazione, tra cui il padre comboniano Alex Zanotelli, «il cimitero è stato messo in sicurezza e non si capisce il perché della fruizione una sola volta l’anno, quando potrebbe essere l’attrattore e il volano economico di un’intera fetta di Napoli». Il cimitero rappresenta la memoria popolare della città, dove si consumava il cosiddetto culto delle «anime pezzentelle»: le donne del quartiere adottavano un teschio e lo curavano, pregavano per lui in cambio di grazie; un fenomeno unico al mondo.

«La Sanità riapre il cimitero delle Fontanelle»

INCONTRO CON IERVOLINO E BELFIORE - Ed erano in molte le donne, anche piuttosto anziane o incinte, che sono volute restare nel cimitero con un nutrito gruppo di giovani volenterosi, persone di mezza età, professionisti e amanti della cultura. Non si muoveranno da lì finché non avranno incontrato il sindaco di Napoli e l’assessore Pasquale Belfiore. Dal canto suo, Rosa Russo Iervolino ha detto: «Tenere sempre aperto il cimitero delle Fontanelle è un nostro progetto: se ne può parlare, purché l'occupazione cessi subito e ci sia un confronto sereno».

GESTIONE: COMUNE, ONLUS O CURIA - «Il cimitero fu riaperto nel 2006 dopo anni di chiusura. Sono stati spesi milioni di euro per la messa in sicurezza - spiega padre Antonio Loffredo, parroco della chiesa di Santa Maria alla Sanità, che gestisce le annesse catacombe di San Gaudioso -. Qui si potrebbe far lavorare tanti giovani in gamba del quartiere, dare un po’ d’ossigeno a bar, ristoranti, artigianato e garantire la presenza di forze dell’ordine. Bastano sei o sette persone, a turno. Napoli non è soltanto il centro storico, e la Sanità e le Fontanelle non sono solo luoghi di degrado e camorra, ma luoghi densi di cultura e di possibile riscatto sociale. Il Comune, se non vuole accollarsi le spese, potrebbe dare in gestione il cimitero. L’associazione di cui faccio parte, L’altra Napoli onlus, che si occupa anche delle catacombe di San Gennaro, potrebbe farlo senza problemi». Far rientrare le Fontanelle nel circuito catacombale napoletano è anche il pensiero di Alex Zanotelli, che da anni si batte per i diritti dei cittadini della