giovedì 10 agosto 2017

Canaglia schiavista

ilgiornale.it



SILENZIO PARLA IL PROFETA
È inutile che vi girate dall’altra parte fischiettando. Ce l’aveva con voi gentaccia da quattro soldi, xenofobi di periferia, volgari populisti dalla provincia profonda.

La “canaglia razzista” di cui ha parlato il Profeta, siete voi. Come chi è il Profeta? Ma allora siete anche ignoranti oltre che razzisti. Il Profeta è Roberto Saviano, l’intellettuale, il guru, il Maestro Venerabile del Pensiero Collettivo, il dispensatore di parabole politically correct, il puntuale riempitivo dei salottini televisivi di Fazio da 11 milioni di euro (con i soldi vostri). Insomma, lo scrittore di Gomorra, quello per cui l’umanità si divide in due: i criminali da una parte e lui dall’altra.

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È inutile che dissimulate, piuttosto sentitevi in colpa e pentitevi, perché se lui dice che siete una “canaglia razzista” vuol dire che lo siete. Perché Saviano è un vip e voi no; Saviano ha ricevuto la solidarietà di Dario Fo e Desmond Tutu e voi neppure quella del vostro vicino quando i Rom vi hanno rubato in casa, razzisti che non siete altro; Saviano è uno che quando scrive o parla, tutti rimangono a bocca aperta e fanno: “oooooh l’ha detto Saviano!”. Anche quando dice cazzate iperboliche, tipo che i giovanotti della Ong tedesca che fanno affari con gli scafisti libici, al massimo hanno commesso un “reato umanitario” e quindi hanno fatto bene.

Ed è inutile spiegare a Saviano che voi siete più accoglienti dei fighetti radical-chic di Capalbio che a lui lo applaudono sempre, ma gli immigrati col cavolo che ce li vogliono vicino alle loro villette, per non turbare l’estetica del luogo. E che proprio perché vivete nel mondo reale e non in un talk show della Gruber, voi subite sulla vostra pelle questa immigrazione di massa che stanno volutamente riversando in Europa: magari nei quartieri dove non potete più uscire la sera perché in mano a spacciatori nord-africani o alle gang di immigrati, o magari semplicemente nella umana paura di chi assiste al radicale stravolgimento dei propri valori simbolici e sociali e, a casa propria, inizia a sentirsi sradicato esattamente come coloro che arrivano da fuori.


E voi, che non siete intellettuali ma volgari popolani, avete capito che questa immigrazione non è sostenibile per le nostre società. Perché nel degrado delle vostre città, nelle nuove povertà che si moltiplicano in Italia, nella disperazione di un Paese che non vede futuro perché loro ce l’hanno rubato, l’ultima cosa che possiamo fare è caricarci il destino di centinaia di migliaia (magari milioni) di disperati che saranno trasferiti qui solo per ingrossare una forza lavoro a basso costo (come stanno già facendo molte cooperative dietro la bugia della solidarietà), nel silenzio di quelli come Saviano.

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IL SANGUE INTEGRATO
“Si profila, fenomeno positivo, il meticciato, la tendenza alla nascita di un popolo unico, che ha (…) un sangue integrato. Questo è un futuro che dovrà realizzarsi entro due o tre generazioni e che va politicamente effettuato dall’Europa”.

Questa frase ha lo stesso linguaggio da riduzionismo biologico di chi un tempo predicava la purezza della razza ariana; e questo nazismo al contrario l’ha propagandato Eugenio Scalfari quattro giorni fa sull’Espresso, il giornale dove Saviano lancia i suoi strali contro la “canaglia razzista”. Meticciato, sangue integrato, popolo unico? Ma cos’è questo se non un razzismo contro gli europei, contro la nostra identità culturale; lo stesso che si trova nel delirio farneticante dei tecnocrati quando preannunciano che se i popoli europei non cederanno al meticciato “degenereranno nella consanguineità”. Roba da matti, e poi i razzisti sareste voi.

Il fatto è che l’immigrazionismo di Saviano e della sinistra italiana è la più ipocrita ideologia del nostro tempo. Ancora peggiore di quel multiculturalismo suicida che sta trasformando le nostre città nell’Eurabia preannunciata dalla Fallaci. E allora vi accusano di razzismo perché avete capito che il loro buonismo e la loro accoglienza sono solo il volto mediaticamente perfetto dello schiavismo del nuovo millennio imposto dal Verbo della globalizzazione di cui loro sono i sacerdoti.

3000 PALLINE COLORATE
Facciamo a Saviano un regalo: questo video di Roy Beck, conservatore e studioso del fenomeno immigrazione. Lui non è famoso come Saviano, anzi è detestato da quelli come Saviano. Ma questo video lo dovete vedere: è il 2010 e in 6 minuti e con tremila palline colorate, Beck spiega perché l’immigrazione non potrà mai essere una soluzione alla povertà di queste persone; al contrario, essa porterà più povertà per loro e per noi.

E con disarmante semplicità Beck fa capire perché l’unico luogo dove queste persone possono essere aiutate è nei loro paesi, “dove essi vivono”. È impossibile che lorsignori tutto questo non lo sappiano; e infatti lo sanno perfettamente. E allora perché predicano l’immigrazione coatta, il meticciato e benedicono e favoriscono l’esodo di milioni di disperati?

UNA MASSA DA SFRUTTARE: NOI E LORO
Lo scopo dell’immigrazione indotta, portata avanti da persone come Soros e dall’élite (di cui in fondo Saviano è il replicante) è proprio questa: generare in Occidente una massa lavoro di sfruttati per la trasformazione del modello di sviluppo nei nuovi processi economici globali; in una prima fase, sottoponendo il sistema ad uno stress da conflitto sociale endemico facendo convivere forzatamente identità culturali irriducibili l’una all’altra (Islam e substrato cristiano, immigrazione africana e cittadinanza europea); il caos permette di imporre legislazioni sempre più restrittive sui diritti civili e sociali e sulla libertà dell’individuo (cosa che sta puntualmente accadendo in Occidente) da parte di Stati sempre meno democratici perché nel frattempo la classe media, fondamento di ogni democrazia, viene azzerata (la crisi della “rappresentanza” ed il fatto che sempre meno cittadini europei vadano a votare è un segnale evidente). L’obiettivo: un modello sociale bidimensionale con sempre più “pochi ricchi e tanti poveri”.

Nello stesso tempo un’élite tecnocratica e finanziaria senza volto, né rappresentatività, si sostituisce ai governi per modellare un’Europa senza più diritti, né nazioni, né parlamenti sovrani, né identità culturale; questa sarà la base, nel tempo, per far sorgere quella massa “meticcia” (agognata da Scalfari, da Saviano e dai teorici del mondialismo progressista) funzionale al sistema di sfruttamento globale. Non c’è nessun destino storico in questa immigrazione indotta; è un grandioso esperimento di laboratorio di cui noi siamo le cavie. Hanno bisogno di nuovi schiavi perché quelli che ci sono qui non basteranno; e allora li fanno venire da fuori. Ovviamente l’accusa di razzismo è poca cosa rispetto a quella di complottismo; per cui preparatevi alla persecuzione del politically correct.

Ma siate certi di una cosa: non siete voi, non siamo noi la “canaglia razzista”. Sono loro la canaglia schiavista.

La Boldrini a Castelporziano: spiaggia e scorta di Corazzieri

ilgiornale.it
Luisa De Montis - Gio, 10/08/2017 - 11:05

Non è la prima volta che Laura Boldrini gode della spiaggia di Castelporziano riservata al presidente della Repubblica



Non è la prima volta che Laura Boldrini gode della spiaggia di Castelporziano riservata al presidente della Repubblica. Già nel 2004 aveva passato alcuni giorni di vacanza in un bungalow nella tenuta dell'allora capo dello Stato Giorgio Napolitano. La Boldrini è diventata un'affezionata frequentatrice di questo esclusivo club tra le dune. È talmente assidua che le hanno assegnato una cabina sulla spiaggia.

Addirittura, le avrebbero messo a disposizione pure un mini-appartamento. E anche quest'anno, la presidente della Camera, come ha riportato Il Tempo, ha beneficiato a fine maggio del solo e delle spiagge esclusive nella tenuta estiva del Quirinale sul litorale di Ostia. Alla Boldrini è stata riservata un'area ad hoc, sotto la protezione della scorta di Corazzieri a cavallo in tenuta estiva. Il tutto, ovviamente, a spese dei contribuenti.

La Svizzera espelle una cittadina straniera: "Non cerchi lavoro? Te ne devi andare"

repubblica.it
di FRANCO ZANTONELLI

E' la motivazione con cui il Tribunale Amministrativo del Canton Zurigo ha giustificato il provvedimento verso una cittadina tedesca, che ha vissuto per troppo tempo senza un'occupazione e a carico dell'assistenza

La Svizzera espelle una cittadina straniera: "Non cerchi lavoro? Te ne devi andare"

ZURIGO - O ti dai da fare per trovarti un lavoro, oppure dalla Svizzera te ne devi andare. È questa, in sostanza, la motivazione con cui il Tribunale Amministrativo del Canton Zurigo ha giustificato l'espulsione di una donna straniera, una cittadina tedesca, che ha vissuto per troppo tempo senza un'occupazione, oltretutto a carico dell'assistenza. Da cui ha percepito, tra il 2012 e il febbraio di quest'anno, ben 244 mila franchi di assegni di sostentamento. All'incirca 212 mila euro.

La donna, giunta in Svizzera 5 anni fa con 2 figli, per lavorare in una casa di riposo, un anno dopo era già senza impiego e aveva iniziato a farsi mantenere dallo Stato. Nel frattempo era diventata madre per la terza volta, grazie a una relazione con un cittadino svizzero. Avendo un figlio con il passaporto elvetico si sentiva, probabilmente, al sicuro. "Il bambino, tuttavia, ha la doppia cittadinanza, svizzera e tedesca, quindi può anche andare a vivere nella sua altra patria", ha sancito la giustizia zurighese, come ha scritto il quotidiano Corriere del Ticino. "

Se proprio lo si vuole far vivere in Svizzera - ha aggiunto il Tribunale Amministrativo - può rimanere con il padre". In realtà, per i giudici che hanno decretato l'espulsione della donna, è risultato prioritario il fatto che quest'ultima "non si è seriamente preoccupata di trovare un impiego in grado di garantirle il sostentamento". Non certo una missione impossibile in un Paese dove, stando ai dati di luglio, la disoccupazione è al 3%.

Fatto sta che la signora tedesca dovrà andarsene entro il 15 ottobre. Il suo non è il primo caso del genere. Dal 2013 al 2016, solo nel Canton Zurigo, se ne sono registrati altri 70. Lo scorso anno, ad esempio, destò clamore la vicenda di un algerino 35enne, sposato con una cittadina svizzera, dalla quale aveva pure avuto un figlio, che venne costretto a lasciare il Paese dopo aver usufruito di mezzo milione di franchi di aiuti sociali, ovvero dell'equivalente di 435 mila euro.

Il messaggio che traspare da queste decisioni giudiziarie è chiaro: chi pensa di venire in Svizzera, per approfittare della sua solida rete assistenziale, troverà pane per i propri denti.