domenica 6 agosto 2017

Sprite, il satellite più piccolo del mondo

lastampa.it
andrea signorelli

È un circuito di 3,5 centimetri di lato e 4 grammi di peso: testato di recente nello spazio, sarà prodotto in massa nei prossimi anni e utilizzato per studiare la Terra



È ancora presto per sapere se i ricercatori di Breakthrough Starshot – il programma ingegneristico spaziale fondato da Stephen Hawking e dal miliardario russo Yuri Milner – riusciranno davvero a inviare una sonda su Alfa Centauri . Per il momento, però, sono comunque riusciti a mandare in orbita il più piccolo satellite di tutti i tempi. Dal peso di quattro grammi e dalle dimensioni di 3,5 centimetri per lato, questi mini-satelliti sono stati ribattezzati Sprite. 

Un razzo indiano ne ha trasportati sei nello spazio il 23 giugno, ma la notizia è stata diffusa solo pochi giorni fa. Due di questi Sprite sono attaccati ai lati di due satelliti di dimensioni decisamente più grandi: il lettone Venta e l’italiano Max Valier. Quando quest’ultimo riuscirà a stabilire una comunicazione con i supervisori della missione, altri 4 Sprite verranno rilasciati nello spazio per iniziare a orbitare attorno alla Terra per conto loro.

Nonostante le piccole dimensioni, questi mini-satelliti sono dotati di parecchi dispositivi tecnologici: ogni Sprite ha infatti un processore, un pannello solare, un magnetometro, un giroscopio e una radio per comunicare con i ricercatori. Il problema è che, finora, solo lo Sprite che si trovava sul satellite Venta è riuscito a mettersi in comunicazione, mentre alcuni problemi dell’italiano Max Valier, forse all’antenna radio, hanno finora impedito che venissero lanciati nello spazio i 4 restanti mini-satelliti.

Ma a cosa servono questi Sprite? L’obiettivo è di produrre centinaia di migliaia di questi micro-satelliti e lanciarli in massa nello spazio, per creare un enorme network di piccoli sensori in grado di studiare l’atmosfera terrestre, il suo campo magnetico e altro ancora. Se questo, però, è un obiettivo che potrebbe diventare realtà già nel prossimo decennio, Zac Manchester guarda già più avanti: “Potremmo utilizzarli nelle esplorazioni planetarie e inviarli a studiare i pianeti da molto vicino: con questi Sprite, che costano solo 25 dollari l’uno, possiamo fare cose per le quali non rischieremmo mai sonde spaziali dalle dimensioni, e dai costi, molto superiori”.