mercoledì 2 agosto 2017

Roaming, sul traghetto e all’estero attenti alle sorprese mangiasoldi

lastampa.it
sandra riccio

Dopo l’abolizione in Europa alcuni operatori hanno alzato le tariffe dei cellulari. In mare scattano i collegamenti satellitari e si rischiano bollette molto salate



Vietato abbassare la guardia sul roaming. Le sorprese possono capitare nei momenti più inaspettati, ad esempio nel breve viaggio per raggiungere in traghetto la Sardegna o per passare da un’isola della Grecia all’altra. I rischi arrivano soprattutto da Internet: se prima dell’addio agli extra-costi ci premuravamo, una volta usciti dall’Italia, di verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo, adesso siamo portati a pensare che sia tutto libero e ci esponiamo così alle tante trappole svuota-credito. 

Così, la prima estate senza roaming potrebbe diventare molto salata. Non solo. Molte compagnie, per far fronte alla liberalizzazione che porterà meno introiti nelle loro casse, hanno alzato le tariffe e ritoccato verso l’alto la bolletta di molti utenti. Non importa se andremo in vacanza all’estero. Molti di noi pagheranno comunque di più per il telefono. 

Qualche esempio? Wind da metà luglio ha rimodulato i prezzi verso l’alto da un minimo di 1,5 euro a un massimo di 2 su alcune tariffe. Altri operatori si erano mossi già molti mesi prima e avevano rivisto alcuni costi. «Le compagnie non hanno atteso l’addio al roaming - dice Pietro Moretti dell’Aduc - hanno parato il colpo in arrivo con anticipo». 

CREDITO AZZERATO
Tutto questo però è già noto. Le insidie stanno invece tra le pieghe dell’addio al roaming. Pochi sanno, per esempio, che in mare si rischiano brutte sorprese. È quel che è capitato a Fabio, salpato per la Sardegna con la famiglia pochi giorni fa. Una volta a bordo del traghetto è andato subito a dormire insieme a tutto il resto del gruppo. La mattina seguente, i crediti di tutti erano sottozero. Nella notte - dopo l’una - era arrivato l’sms che annunciava l’attivazione della tariffa Tim Nave dal costo di 1,8 euro per 100 Kb. Sempre nella notte i loro telefoni, anche se in stand by, hanno continuato ad aggiornare e scaricare dati. Così hanno finito per svuotare il conto di tutti gli smartphone della famiglia. 

Il motivo? È che in alto mare, su alcuni traghetti, scattano i collegamenti satellitari che sono ben più costosi. Le tariffe lontano dalla costa sono gestite da società diverse dai gruppi italiani del telefono che poi si rifanno sulle compagnie. «Riceviamo diverse segnalazioni riguardo a questo tipo di casi - dice Moretti -. Va ricordato però che se gli importi scalati per l’uso di Internet superano i 50 euro deve scattare il blocco della rete. In alternativa l’utente può chiedere indietro la differenza. Può inoltre chiedere di essere risarcito se non è stato avvisato per tempo dell’attivazione della nuova tariffa, sia voce sia dati».

Anche altri operatori hanno costi alti per chi è in mare. Vodafone, per esempio, applica 3 euro al minuto per ogni telefonata effettuata e 1,75 per quelle ricevute. Si tratta di una modalità che esisteva già prima dell’addio ai costi extra per l’uso del telefono all’estero. Adesso però è più facile finire in questa trappola. Le compagnie avvertono dei prezzi e sui traghetti ci sono gli annunci. Non tutti però, come successo a Fabio, ricevono l’sms in tempi utili. Esiste tuttavia la possibilità - ma bisogna saperlo - di sottoscrivere pacchetti più economici per traghetti e navi.

DALLA SVIZZERA A CIPRO
Non è la sola insidia. Andare in vacanza o anche soltanto attraversare i Paesi vicini a noi può significare salassi al telefono. Svizzera, San Marino, Montenegro e Albania ma anche la Repubblica turca di Cipro del Nord non fanno parte dell’area franca dal roaming. Vuol dire che si paga, e tante volte senza averne la percezione perché il nostro smartphone continua a scaricare dati anche mentre è in tasca.

Sempre riguardo a Internet, ci sono poi i tanti limiti nella navigazione all’estero. I gigabite utilizzabili fuori dall’Italia molte volte non corrispondono a quelli del traffico della nostra tariffa. Possono essere più bassi. Alcune compagnie fanno quindi pagare 7 centesimi a megabyte una volta superati questi limiti, altre abbassano semplicemente la velocità di navigazione.