lunedì 7 agosto 2017

Richard, l’aviatore eroe. Il bracciale ritrovato che racconta la sua storia

corriere.it
di Giusi Fasano

Pavia, morì nel ‘45. La sua famiglia, che verrà in Italia, trovata anche ai Mormoni che hanno il piu grande database genealogico del mondo

Richard Perzyk con i genitori
Richard Perzyk con i genitori

I partigiani della Divisione Aliotta seguivano da terra le evoluzioni del C47 Dakota sul cielo di Zavattarello, dalle parti di Pavia. Aspettavano da ore l’aereo degli alleati. Si scambiarono i segnali con le luci, lo videro sganciare due bidoni pieni di armi. Poi una lingua di fuoco partì dal motore di sinistra, un sibilo e giù in picchiata verso la collina: nessuna speranza per i sette dell’equipaggio.
L’arrivo della sorella
Era il 22 febbraio del 1945. Adesso,72 anni dopo, la memoria di uno di quei sette aviatori è tornata sulle colline di Zavattarello dove presto arriveranno anche una quindicina di suoi parenti (compresa la sorella Therese, 88 anni). E ci saranno rappresentanti dell’ambasciata statunitense, ufficiali dell’aviazione americana, partigiani e figli di partigiani, politici locali e non, e di sicuro arriveranno i vecchi del paese che di quell’incidente conservano ancora qualche ricordo. Sarà un giorno speciale. Per ripensare al sacrificio di quelle sette vite, sì, ma soprattutto per restituire a Therese il braccialetto d’argento di suo fratello Richard Perzyk che aveva 26 anni ed era sul Dakota come operatore radio.
Il lavoro dei ricercatori
È cominciata così tutta questa storia che sembra un viaggio indietro nel tempo. Da un bracciale d’argento ritrovato due anni fa sul monte Calenzone (a Zavattarello appunto). Lo scovarono gli uomini del Grac di Piacenza (Grac sta per Gruppo ricercatori aerei caduti) e bastò lavar via la terra incrostata sulla piastrina per leggere nome, cognome e numero di matricola. La sfida e la missione del Grac è da sempre risalire ai proprietari degli oggetti trovati, e ricostruire le loro vite andando a ritroso nel tempo e nei luoghi dai quali quei soldati arrivavano. Nessun problema sul nome e la provenienza del sergente Richard Perzyk, che veniva da Detroit, nel Michigan e che evidentemente aveva origini polacche, dato il cognome. Ma la sua famiglia? si sono chiesti i ricercatori. Dopo 70 anni saranno ancora da quelle parti i Perzyk?
Le ricerche
In due anni il Grac le ha provate tutte. A cominciare dai social che, si sa, a volte ricollegano legami sepolti dal tempo: niente da fare. Ci hanno provato con gli archivi militari che però ovviamente erano fermi alle informazioni della seconda guerra mondiale. Hanno indagato fra le indicazioni anagrafiche della zona di Detroit, hanno chiesto all’aviazione statunitense. Nulla. Si stavano arrendendo quando Piero Ricci, un loro amico e collaboratore, ha provato la via dei mormoni. «La Chiesa Mormone — dice — detiene il piu grande database genealogico del mondo. Ho chiesto a loro e nel frattempo ho trovato un certo Tim Perzyk in California e ho visto che, come me, si era formato alla Harvard Business School.

E siccome la comunità di Harvard è una straordinaria ragnatela di contatti mantenuta viva da un database disponibile per chiunque abbia completato gli studi, ho avuto il suo numero di telefono. L’ho sorpreso in vacanza in Francia. Era il nipote del nostro sergente e nel frattempo anche i Mormoni hanno confermato: la famiglia di Richard adesso ha messo radici in California». Per farla breve: Piero e gli altri del Grac si sono messi in contatto con la sorella di Richard, Therese. E la storia dell’aviatore dimenticata sotto un cumulo di decenni è tornata a galla.

Documenti, fotografie, dettagli e ricordi sono riemersi laggiù, in California, ma anche qui, a Zavattarello. E l’altro giorno una delegazione del Grac si è presentata dal sindaco del paesino del Pavese, Simone Tiglio, per sondare la disponibilità di una cerimonia alla memoria di Richard e dei suoi compagni morti per l’Italia. Si farà forse all’inizio di novembre. Ci sarà l’aria carica di ricordi. Luccicherano, come il braccialetto d‘argento.