venerdì 4 agosto 2017

La storica segretaria di Caprotti lascia Esselunga, ha ereditato 75 milioni di euro dal fondatore

lastampa.it
nicola lillo

La donna, oggi 69enne, in pensione dal 2008, era presente ancora in azienda come consulente ed era considerata la “memoria storica” dei supermercati italiani


Bernardo Caprotti con la moglie Giuliana e la figlia Marina

La storica segretaria di Bernardo Caprotti, Germana Chiodi, che ha ereditato la metà dei risparmi del fondatore di Esselunga (75 milioni di euro), lascia il gruppo. La donna, 69 anni, in pensione dal 2008, era presente ancora in azienda come consulente ed era considerata la “memoria storica” dei supermercati italiani.

Chiodi nei giorni scorsi ha mandato un comunicato all’azienda relativo alla sua decisione di interrompere la collaborazione per motivi personali. «Germana custodisce il ricchissimo archivio che narra anche le molte dolorose vicende familiari oltre che aziendali», aveva lasciato scritto nel testamento Caprotti, morto il 30 settembre 2016 all’età di 90 anni. L’imprenditore ha fondato nel 1957 Esselunga, duellando per anni con le coop rosse e portando il gruppo a diventare la più importante società di grande distribuzione organizzata in Italia.

La donna era entrata a lavorare per il colosso dei supermercati appena maggiorenne, nel 1968. Diventata dirigente a capo della squadra che compone la segreteria del gruppo, era diventata il consigliere di Caprotti e di fatto la sua figura ombra nella gestione. Alla dipendente è andato come detto il 50% della liquidità dell’imprenditore, mentre i cinque nipoti hanno ricevuto la restante metà del patrimonio, che corrisponde a circa 15 milioni di euro a testa. Chiodi, nell’ultima fase in cui Caprotti non era più in azienda, aveva la responsabilità della segreteria di direzione di Esselunga e assisteva anche Giuliana, moglie in seconde nozze di Caprotti, e la loro figlia Marina. 

A metà giugno, con una breve lettera interna a quadri e dirigenti, Giuliana Albera e Marina Caprotti hanno chiuso le porte a possibili acquirenti interessati al gruppo: «Esselunga non è in vendita», hanno scritto. La vedova e la figlia del fondatore di Esselunga - socie di maggioranza con il 70% di quote nella catena di supermercati e il 55% della società degli immobili La Villata - non si sono lasciate convincere dalla maxi offerta da 7,3 miliardi di euro arrivata dalla società di investimenti cinese Yida Investment Group. Il gruppo inoltre ha deciso di sbarcare a Piazza Affari: è la prima catena della grande distribuzione organizzata a fare questo importante passo.