mercoledì 9 agosto 2017

La pellicola antimulta sulla targa? Un’astuzia che può costare cara

corriere.it
di Renato Dainotto

La targa è di proprietà dello Stato. Guai ad alterarla, manometterla, danneggiarla. O renderla illeggibile. Ecco le sanzioni amministrative e penali che si rischiano


A volte capita di incrociare sulla strada auto e moto con la targhe strane. Numeri visibilmente riverniciati. Numeri scoloriti. Numeri e lettere illeggibili per lo sporco, o coperti, come capita con le moto (per colpa di un lucchetto o della catena). Fino ai casi estremi in cui viene applicata una pellicola traslucida che rende poco visibili i numeri (magari per sfuggire all’autovelox) o viene messo del nastro adesivo per «taroccare» la sequenza alfanumerica (una C diventa G). Ma ci sono anche i banalissimi casi in cui la targa è usurata o si è danneggiata in un incidente, e non si legge più perfettamente. In tutti queste situazioni si rischiano almeno delle sanzioni amministrative, ma può anche scattare la denuncia penale.
Identifica il proprietario
Con la targa non si scherza, perché ha un ruolo di «fede pubblica». Apposta sul veicolo in seguito all’immatricolazione, ha il compito di rende immediatamente identificabile il proprietario, cioè il responsabile della circolazione, sia per le infrazioni al Codice della Strada sia in caso di incidente. In certi casi la responsabilità (in solido) viene attribuita anche se il proprietario non è al volante al momento dell’infrazione o dell’incidente.
Proprietà dello Stato
Osservando con attenzione la targa si può vedere il simbolo della Repubblica Italiana. Le targhe infatti sono prodotte dall’Istituto Poligrafico dello Stato. Per il Codice della Strada (art. 100), l’auto deve avere la targa davanti e dietro. Quando l’auto viene radiata le targhe devono essere riconsegnate alla Motorizzazione Civile. In altre parole: le targhe sono proprietà dello Stato e vengono date in uso al proprietario dell’auto.
Nessuna manomissione
Le targhe sono «battute» in lamiera di alluminio, su cui è apposta una pellicola retroriflettente autoadesiva. Queste caratteristiche non possono essere alterate. Sempre l’art. 100 del Codice della Strada stabilisce che: «Chiunque falsifica, manomette, altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del Codice Penale». Dunque con la targa non si gioca.
Le pellicole anti-autovelox
In commercio si trovano pellicole che rendono invisibile la targa. Si può pensare: dato che vengono vendute, si possono usare liberamente. I più furbi se ne servono per oscurare la targa all’autovelox e alle telecamere Ztl... Ora, queste pellicole possono essere utilizzate per fotografare l’auto nel caso in cui si intenda venderla tramite un’inserzione. Non c’è problema. Ma se l’auto esce dal box e circola su strada in quelle condizioni, il proprietario rischia grosso. Finendo nel penale e lasciando al giudice la decisione se sia manomissione o alterazione.
Non si passa la revisione
Anche in caso di danneggiamento della targa è meglio chiedere la sostituzione. Perché se la targa è compromessa, l’auto non può passare la revisione. E se la targa è difettosa e si stacca la pellicola retroriflettente? Bisogna consegnarla alla Motorizzazione Civile e farsene rilasciane una nuova.
Le sanzioni amministrative
Circolare con un veicolo privo di targa vuol dire rischiare una multa da 84 euro a 335. Se si circola con una targa non propria o contraffatta, cioè alterata o modificata, la sanzione va da un minimo di 1.988 euro a un massimo di 7.953 euro. Se la targa viene giudicata «equivoca», cioè tale da non consentire l’identificazione del mezzo, la multa va da un minimo di 25 euro a un massimo di 99 euro (quindi è vietato applicare sulle targhe iscrizioni, distintivi o sigle che possano creare dubbi nella identificazione). A queste si aggiungono le sanzioni amministrative accessorie: il ritiro della targa, il fermo del veicolo per tre mesi e, in caso di reiterazione delle violazioni, la confisca amministrativa del veicolo.
Le sanzioni penali
Se chi usa targhe contraffatte ammette di essere l’autore della contraffazione, ne risponde anche penalmente come prescritto all’art. 469 del Codice penale (Contraffazione delle impronte di una pubblica autentificazione o certificazione) in concorso con i reati di cui agli art. 477 (Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative) e 482 sempre del Codice Penale (Falsità materiale commessa dal privato). Se, invece, l’automobilista o proprietario dell’auto con targhe non autentiche ammette di non essere l’autore della falsificazione risponde del reato di cui all’art. 470 del Codice penale (Vendita o acquisto di cose con impronte di una pubblica autenticazione o certificazione) in concorso con quelli di cui agli articoli 648 C.P. (ricettazione) e 489 C.P. (uso di atto falso).