martedì 8 agosto 2017

Il nastro magnetico di IBM che memorizza 330 terabyte di dati

lastampa.it
andrea daniele signorelli

Progettato in collaborazione con Sony, è pensato soprattutto per applicazioni cloud

Nonostante esistano da circa sei decenni , i nastri magnetici continuano a essere una fondamentale tecnologia per l’archiviazione dei dati; riservando tra l’altro importanti sorprese. IBM, in collaborazione con Sony Storage Media Solutions, ha appena annunciato di aver ulteriormente ampliato la capacità dei nastri magnetici e di essere in procinto di commercializzare un prodotto in grado di archiviare l’impressionante quantità di 330 terabyte di dati.

Una capacità molto superiore a quella dei più potenti hard disk oggi in commercio, resa possibile dai 201 miliardi di bit immagazzinabili in ogni singolo pollice quadrato del nastro. Tutto merito delle innovazioni sviluppate nei laboratori di IBM, tra cui una nuova tecnologia di lubrificazione e scorrimento del nastro che ne rende l’utilizzo più stabile. Il risultato è che questi nastri hanno aumentato drasticamente la loro capacità: dai 6 miliardi di bit per pollice quadrato del 2006 fino ai citati 201 miliardi di oggi.



La scommessa è quella di utilizzare questi dispositivi nei nuovi settori in espansione: “I nastri sono solitamente usati per gli archivi video, il disaster recovery e per il back-up dei files”, ha spiegato il ricercatore di IBM Evangelos Eleftheriou. “Ma è possibile pensare anche a utilizzi nel campo del cloud. Nonostante il nostro nastro abbia un costo superiore di produzione, il prezzo per terabyte finale sarà più basso; pensiamo che questo aspetto possa renderlo commercialmente appetibile”.

Per il futuro, tra l’altro, sembra che i vecchi nastri magnetici non abbiano nessuna intenzione di andare in soffitta: secondo IBM sarà possibile raddoppiare la capacità di archiviazione di questa tecnologia ogni due anni, almeno per il prossimo decennio.