mercoledì 2 agosto 2017

Il gruppo Facebook che scambiò dei sedili per burqa e altre storie di ordinario razzismo

lastampa.it
bruno ruffilli

Una foto postata su una pagina nazionalista svela l’anima intollerante della civilissima Norvegia. Mentre in Sicilia il coordinatore di un gruppo del movimento Salvini alimenta l’odio xenofobo con l’immagine di un uomo in crisi epilettica



I confini della stupidità non sono quelli della geografia: razzisti e intolleranti non esistono solo in Italia, ma anche nella civilissima Norvegia, come dimostra la curiosa vicenda dei burqa che non lo erano ma che hanno fatto infuriare un gruppo nazionalista norvegese.

LA CIVILISSIMA NORVEGIA
La foto postata è questa: 



Sembrerebbe raffigurare sei donne con burqa a bordo di un bus. E così l’hanno interpretata molti membri del gruppo chiuso “Fedrelandet viktigst” o “Prima di tutto la patria”, prodigandosi in commenti xenofobi sulla presunta “islamizzazione della Norvegia”. “Pensavo che sarebbe successo nel 2050, ma sta accadendo ora...”, ha scritto uno. Aggettivi come “tragico” e “terrificante” sono comparsi di frequente nei commenti alla foto. “Sembra davvero spaventoso, dovrebbe essere vietato. Non si può mai sapere chi c’è sotto. Potrebbero essere terroristi con armi”, ha osservato qualcuno. Il riferimento è a una recente proposta di legge della destra norvegese che vieterebbe alle donne musulmane di indossare vesti che ne coprano il volto in luoghi pubblici come scuole e università. 

Qualche giorno e molti commenti dopo, l’utente di Facebook Sindre Beyer ha pubblicato sulla sua pagina alcuni screenshot con le incredibili reazioni dei membri di Fedrelandet viktigst. “Ecco cosa succede quando una foto di alcuni posti vuoti di autobus viene inviata a un gruppo orribile di Facebook e quasi tutti pensano di vedere un mucchio di burka”, ha scritto in un post condiviso migliaia di volte. Già, perché questo raffigura la foto: sei sedili di autobus vuoti.

OH MIA PATRIA SÌ BELLA E PERDUTA
Non che in Italia siamo messi meglio. Lo sappiamo, ma è bene ricordarlo ogni giorno. Il 29 luglio ci ha pensato Francesco Vozza, coordinatore del movimento di Matteo Salvini a Palermo con questo post:



Un uomo sdraiato in mezzo a una strada centrale di Palermo, con un hashtag (#immigrato) e l’incitazione al commento feroce, che puntualmente arriva. “Ma si, dai, tutti noi i sdraiamo per strada , è normale nooo !!!!! Se poi gli passi sopra con la macchina vai pure in galera, mettetelo sdraiato in galera sto DEFICENTE , come può giustificare questo non lo so, che commento da pidiota , buonista del ......”.

E ancora: “Prova a farlo nei loro paesi....ti prendono a calci se tutto va bene...se poi sanno che sei un cristiano....magari ti impiccano...vai vai nei loro paesi..”. 

Ma pure: “Salvini è un signore invece il PD ci a fatto riempire Palermo di questi betuini che già vogliono comandare l’oro ma che minkia dici vai a ballaro la domenica pomeriggio e non vedi un palermitano sono tutti neri che fanno bordello con stereo a tutto volume.”
L’italiano è periclitante, ma le condivisioni viaggiano veloci: a oggi sono 947. Finché qualcuno non osserva che forse quell’uomo, che ha pure un braccio fasciato, forse sta male. E qualche altro racconta che è conosciuto a Palermo, che soffre di crisi epilettiche e invece di essere insultato e sbeffeggiato, quell’uomo andrebbe aiutato.