martedì 8 agosto 2017

I pompieri contro il nuovo 112: “La tragedia di Bosio? Altri casi in Piemonte, meno gravi ma con ritardi”

lastampa.it

Dopo la sciagura del parco Capanne di Marcarolo, i sindacati dei vigili del fuoco del Piemonte si schierano uniti contro l’organizzazione del numero unico delle emergenze


La nuova centrale del 112 di Saluzzo (Cuneo)

La tragedia di un bambino romano di 10 anni, Leonardo Pecetti, morto annegato due settimane fa sotto un masso scivolato in una pozza al parco Capanne di Marcarolo - a Bosio sull’Appennino ligure nell’Alessandrino - ha aperto un caso sul nuovo numero unico di emergenza «112». Uno dei sindacati dei vigili del fuoco - il Conapo - ha sollevato critiche al sistema dei soccorsi, denunciando un ritardo di un quarto d’ora nell’allertare i pompieri da parte degli operatori del servizio. Una circostanza negata da Danilo Bono, oggi direttore generale dell’Asl Cn2 di Alba-Bra-Langhe e Roero, in veste di responsabile del gruppo di lavoro regionale sul numero unico.

Ma i sindacati regionali dei vigili del fuoco non ci stanno e con i loro esponenti di Cgil, Cisl, Uil, Conapo e Confsal ora uniti hanno convocato una conferenza stampa oggi, al comando di Torino di corso Regina Margherita per «rimandare al mittente le critiche e chiarire i problemi del nuovo numero e le difficoltà di “dialogo” con la sala operativa del 118». I sindacati annunciano che illustreranno decine di altri casi in Piemonte, «meno tragici, ma con analoghi ritardi». 

In questi giorni, Bono ha ribadito a La Stampa di essere pronto a confrontarsi per possibili miglioramenti «evitando strumentalizzazioni», ma confermando che «il nuovo 112, in Piemonte, oggi funziona».