giovedì 20 luglio 2017

Whatsapp, in Cina bloccate le foto e i video

lastampa.it
andrea nepori

L’unico servizio di Facebook ancora disponibile nella Repubblica Popolare subisce la censura di Pechino. Ora si teme il blocco completo dell’app di messaggistica

In vista del 19° congresso del Partito Comunista, il governo cinese sta inasprendo censure e controlli sui media e sui mezzi di comunicazione. A subire le conseguenze del rinnovato piano per la Cyber-Sovranità voluto dal Presidente Xi Jinping sono stati dapprima i servizi di VPN, grazie ai quali i cittadini cinesi e le multinazionali attive nel paese riescono ad accedere ai siti vietati. Ora tocca a Whatsapp. I problemi sono iniziati ieri, quando gli utenti improvvisamente non sono più stati in grado di inviare filmati e foto ai propri contatti. Per alcuni il blocco si è esteso anche ai messaggi, ma nella maggior parte dei casi l’app consente ancora di chattare.

Il filtraggio selettivo sui contenuti multimediali lascia qualche dubbio sulla natura dell’operazione di censura. Al momento non è chiaro se si tratti di una misura temporanea o di una prima fase che potrebbe portare al blocco totale del servizio. Fonti del New York Times confermano che la decisione è arrivata dal governo ed è stata implementata, come di consueto, attivando nuovi filtri nel sistema di controllo centrale noto come “Great Firewall of China”.

Whatsapp è il client di messaggistica più diffuso in Europa, Sud America, Russia, India e in centinaia di altri Paesi. Non in Cina, dove il primato spetta invece a WeChat, un servizio da 900 milioni di utenti che è tuttavia soggetto a un controllo capillare da parte dei censori di Pechino. L’app di proprietà di Facebook è tuttavia uno dei pochi servizi che, assieme a Signal, continua a offrire canali di comunicazione criptati che, almeno sulla carta, il governo cinese non è in grado di intercettare. Telegram è bloccata già da qualche anno, dopo che gli attivisti per i diritti umani avevano iniziato a utilizzarla.

Facebook è inaccessibile su tutto il territorio della Repubblica Popolare già dal 2009, Instagram invece dal 2014. A oggi nulla è cambiato nonostante il coinvolgimento diretto di Mark Zuckerberg, che nel settembre 2015 aveva sorpreso tutti per il fluente Mandarino con cui si era rivolto al presidente Xi Jinping in visita ufficiale negli Stati Uniti. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo l’interesse di Facebook per il mercato cinese sembra essersi affievolito, però, e così anche gli sforzi del social network per bucare la grande muraglia digitale che separa la Cina dal resto del cyberspazio.