giovedì 20 luglio 2017

“Sul Monviso le tracce degli elefanti di Annibale”

lastampa.it
andrea garassino

Uno studioso canadese: ecco le prove negli scavi

Non il Moncenisio. Neanche il Piccolo San Bernardo o il Monginevro, l’Autaret, il Tenda o il Maddalena. «Annibale è sceso in Italia passando dal Monviso»: è l’annuncio dello studioso canadese William Mahaney, che ha guidato un gruppo di ricerca nell’area delle sorgenti del Po. 
L’obiettivo è raccogliere nuove prove per confermare che l’esercito di Cartagine, che attaccò Roma e diede il via alla seconda guerra punica, oltrepassò le Alpi dal colle delle Traversette, valico a 2950 metri nel gruppo del «Re di Pietra», che oggi separa la valle Po italiana (nel Cuneese) dalla valle del Guil francese.

Lo strato scuro
«Il legame con Annibale – dice lo studioso – è emerso scavando nel sottosuolo. A Pian del Re, il pianoro dove nasce il Po, abbiamo trovato uno strato scuro a circa 30 centimetri di profondità, composto da materiale organico che emana cattivo odore. Crediamo sia costituito da sterco di cavalli, presenti in numero massiccio e non spiegabile in condizioni normali. Quando torneremo in Canada, faremo gli accertamenti scientifici e dateremo il reperto con il carbonio. Così avremo le conferme».
Le ricerche del team, composto anche da Randy Dirszowsky, geomorfologo, Peter Somelar, geologo, e Christopher Allen, microbiologo, proseguono da anni. «Anche sul versante francese – aggiunge l’esperto –, dall’altra parte delle Traversette, abbiamo trovato reperti che certificano la presenza di cavalli. In una zona paludosa sono stati scoperti batteri provenienti da apparati digerenti di mammiferi. Si trattava di equini e, in due casi, addirittura di elefanti».

«Per noi non ci sono dubbi – sottolinea Mahaney -. Altrimenti non saremmo venuti qui, ancora una volta, ad effettuare gli scavi: Annibale è passato dal Monviso». L’impresa dell’armata cartaginese, formata da 30 mila uomini, 10 mila cavalli e 37 elefanti, si svolse nel 218 a. C. e il passaggio delle Alpi risale al periodo fra settembre e ottobre. Tito Livio, più di due secoli dopo, scriveva: «Levato l’accampamento all’alba, mentre l’armata procedeva lentamente attraverso i luoghi ricoperti di neve e sul volto degli uomini si leggeva l’indolenza e la disperazione, Annibale che si trovava in testa alla colonna in marcia, una volta raggiunta un’altura da dove si poteva vedere da ogni parte, ordinò ai soldati di fermarsi e mostrò loro l’Italia e la pianura intorno al fiume Po, ai piedi delle Alpi». Non sono specificati nomi di luoghi, di vallate o di montagne e il mistero del colle dove passarono i pachidermi resisteva da quasi 2200 anni. 

Gli storici antichi
Il team scientifico di Mahaney ha studiato attentamente i testi antichi. «Dopo aver consultato la letteratura storica – dice Mahaney – abbiamo visitato le varie vallate e i colli e analizzato la formazione delle montagne e del terreno. La valle Po con il colle delle Traversette corrisponde alle descrizioni dei testi: è l’unica nelle Alpi occidentali dove si può trovare un deposito roccioso a due livelli. In più è corta e da parecchi punti si può ammirare il panorama sulla pianura».