sabato 15 luglio 2017

“Siamo pieni, venga a novembre”. Odissea per una carta d’identità

lastampa.it
federico capurso

Il paradosso: il documento cartaceo viene dato in un giorno. Per il nuovo tesserino elettronico bisogna aspettare dei mesi

Nella capitale d’Italia anche un’operazione semplice, che ovunque nel mondo richiede pochi minuti, si trasforma in un’odissea lunga mesi. Eppure quanta tecnologia nella nuova carta d’identità elettronica. Non si deve neanche fare la fila allo sportello per ottenerla. A Roma, come in molti altri Comuni, si usa un sito web chiamato «TuPassi.it» dal quale prenotare un appuntamento. Sembra tutto semplice. Ma l’illusione si dissolve in un clic quando il monitor offre, come prima data disponibile per chiedere la carta d’identità del futuro, il 7 novembre.

Certo, quattro mesi è un caso limite. Con un po’ di fortuna si riesce persino a ottenere un appuntamento dopo un mese, a metà agosto. Ma l’attesa media, negli uffici romani, porta all’autunno. Ecco qualche esempio. Municipio Roma IV, zona Tiburtina, primo appuntamento disponibile 8 novembre; municipio Roma V, Prenestino-Centocelle, prima disponibilità il 14 agosto. Al tredicesimo municipio, zona Aurelia, si va al 6 di settembre, a Roma VII, San Giovanni-Cinecittà, è proprio impossibile ottenere una data; a Roma VIII, Appia Antica, siamo già in autunno: 25 settembre. Parliamo di circoscrizioni ognuna popolata da centinaia di migliaia di persone. 

Le tempistiche cambiano a seconda del quartiere. Tanto che i dipendenti municipali hanno iniziato a farsi la guerra tra di loro. «Da noi, ad esempio, fino a poco tempo fa c’erano tempi di attesa molto brevi, di qualche settimana - spiega una dipendente del II municipio -. Poi si è sparsa la voce e dagli uffici delle altre zone di Roma hanno iniziato a mandarli tutti qui». E la fine della coda, con il passaparola, è arrivata a ottobre. Eppure, non può essere tutto qui il problema, in una lotta fantozziana tra uffici comunali e piccole migrazioni di cittadini in cerca di documenti.

Il primo dilatarsi dei tempi è dovuto certamente alla natura del nuovo documento, non più di carta ma in plastica e con un chip contenente le proprie informazioni e impronte digitali. Un coacervo di tecnologia da utilizzare, come suggerisce il sito del ministero dell’Interno, per «richiedere un’identità digitale sul sistema Spid», che sta per Sistema pubblico di identità digitale. Attraverso lo Spid, si può accedere ai servizi online della Pubblica amministrazione. Per questo, deve essere trasmesso al ministero, che in pochi giorni è in grado di rispedire la carta d’identità direttamente a casa.

«C’è chi però non vuole che vengano inviati via posta i documenti e allora preferisce ritirarlo qui», spiega un’altra dipendente municipale. «Questo vuol dire altri appuntamenti, altre code, altro tempo». Ma l’ingorgo nasce prima. Ha origine nel momento stesso in cui bisogna entrare in contatto con la burocrazia e chiedere la nuova carta elettronica. I «motivi di questa criticità non li conosciamo. Stiamo ancora chiedendo agli uffici dove nascano i problemi», fanno sapere dall’assessorato del Campidoglio di pentastellata ispirazione, ribattezzato “Roma semplice”.

La situazione che emerge da un breve tour negli uffici capitolini addetti al rilascio della carta d’identità non rende molto più chiara la situazione. C’è chi dice che «è colpa degli italiani e della cattiva abitudine di richiedere i documenti all’ultimo minuto, prima di partire». Ma il problema, fanno sapere dall’assessorato Roma Semplice, nasce mesi e mesi fa. Per chi deve partire poi la soluzione, seppur poco al passo con i tempi, c’è già: «Gli facciamo la vecchia carta d’identità cartacea in giornata, con una procedura d’urgenza». Così come si è risolto da tempo il dannoso espediente delle «prenotazioni multiple in vari municipi per diversi documenti». Pratica, questa sì, da «veri italiani», bloccata con un intervento del Comune.

Completano il ventaglio di spiegazioni, scuse e ragionamenti sull’ingolfamento, le testimonianze raccolte negli altri municipi. «I nostri uffici sono sottodimensionati», risponde qualcuno. Altri, come alla sede degli uffici di Ponte Milvio, popoloso quartiere di Roma Nord, hanno adottato una soluzione drastica: «Chiudiamo. Le prenotazioni per luglio sono state chiuse due mesi fa e ad agosto andiamo in ferie fino a metà settembre». E alla fine c’è anche chi, dall’ufficio del periferico VI municipio, trova la sua personale formula per spiegare i ritardi e fornire preziosi consigli: «Sono finiti i numeri», dice la dipendente.

«Faccia una cosa, apra ogni giorno il sito e aspetti, che qualcuno prima o poi dà disdetta e lei si infila, se fa in tempo». Oppure, «prenoti al II municipio, che lì c’è posto. Ma non gli dica che l’abbiamo mandata noi».