lunedì 3 luglio 2017

“Scattata con un iPhone”? Sì, più o meno

lastampa.it
emanuele capone

Nelle campagne pubblicitarie, Apple utilizza spesso il suo smartphone. Ma non per questo tutti possono arrivare a un risultato altrettanto professionale: servono software e hardware speciali



Non c’è dubbio che gli iPhone scattino bellissime immagini, tanto che per anni sono rimasti ai vertici delle classifiche degli smartphone con la migliore fotocamera. Così tanto, che Apple ha utilizzato più volte proprio questa caratteristica per spingere ulteriormente le vendite del “melafonino” con la riuscita campagna “Shot on iPhone”: vengono mostrate foto (e clip) stupende che sono state, appunto, “scattate con un iPhone”. Più o meno.

Recentemente, a sollevare qualche dubbio è stato il sito DPreview, punto di riferimento per gli amanti della fotografia digitale, con un pezzo pubblicato ieri dal titolo inequivocabile: “Non tutto è come sembra nelle pubblicità ‘Shot on iPhone”: nel testo, accompagnato dal video dello youtuber Marques Brownlee che vedete qui sopra, si spiega chiaramente che le foto mostrate da Apple (o anche da altri produttori di smartphone, a onor del vero) sono in effetti “scattate con un iPhone”. Che però è stato “potenziato” da una buona dose di gadget costosissimi e lunghe sessioni di fotoritocco.

Così, per esempio, si scopre che per catturare alcune immagini l’iPhone era montato su un drone più o meno grande, incastrato in una griglia che garantisce una maggiore stabilizzazione, oppure aveva otturatore a controllo remoto, obiettivi da far invidia a un paparazzo, tempi di scatto prolungati via software e così via. Lo ammette anche Apple, che nelle sue carrellate di immagini mozzafiato fa comparire per 3 secondi la scritta «è stato usato software ed equipaggiamento supplementare». “Dimenticandosi” di dire che difficilmente lo troverete nei negozi, quell’equipaggiamento supplementare.