domenica 23 luglio 2017

Morte Giuliani, consigliere Pd di Ancona: "Sparare e prendere bene la mira"

repubblica.it
di MATTEO PUCCIARELLI

Post su Facebook di Diego Urbisaglia: "Se lì dentro ci fosse mio figlio... Carlo Giuliani non mi mancherai". Deferito alla commissione di garanzia del Pd. Guerini: "Ho chiesto sanzioni". I genitori del giovane morto nel 2001: "Si vergogni". Lui alla fine chiede scusa per "i toni" ma ribadisce: "Il concetto resta"

Morte Giuliani, consigliere Pd di Ancona: "Sparare e prendere bene la mira"

ANCONA - "Se in quella camionetta ci fosse stato mio figlio, gli avrei detto di prendere bene la mira e sparare". Un post shock su Facebook nell'anniversario della morte di Carlo Giuliani, il giovane morto a Genova 16 anni fa durante il G8, firmato da un consigliere comunale Pd ad Ancona torna ad aprire una ferita mai rimarginata.

Diego Urbisaglia, 39 anni, consigliere comunale e provinciale, ha affidato i suoi pensieri a un post non pubblico, visibile solo ai suoi contatti. Non per questo meno scandaloso: "Estate 2001. Ho portato le pizze tutta l'estate per aiutare i miei a pagarmi l'università e per una vacanza che avrei fatto a settembre. Guardavo quelle immagini e dentro di me tra Carlo Giuliani con un estintore in mano e un mio coetaneo in servizio di leva parteggiavo per quest'ultimo".

Poi continua: "Oggi nel 2017 che sono padre, se ci fosse mio figlio dentro quella campagnola gli griderei di sparare e di prendere bene la mira. Sì, sono cattivo e senza cuore, ma lì c'era in ballo o la vita di uno o la vita dell'altro. Estintore contro pistola. Non mi mancherai Carlo Giuliani".Dopo il putiferio scatenato dalle sue parole, contattato dall'agenzia Dire, Urbisaglia fa marcia indietro: "Ho già chiesto scusa questa mattina, con un post di rettifica, per le parole e i toni usati. Ho solo fotografato il momento perché all'epoca avevo l'età dei due protagonisti e quel fatto mi segnò molto. Ricordo che mi domandavo 'tu che avresti fatto?'".

Parole e retromarcia che non sono state apprezzate nel Pd. Tanto che Urbisaglia viene deferito alla commissione di garanzia. E il coordinatore della segreteria dem, Lorenzo Guerini, chiarisce di aver "chisto alla commissione competente di assumere senza indugi i provvedimenti sanzionatori previsti dal nostro statuto" perché "quanto detto dal consigliere Urbisaglia è inaccettabile e assolutamente ingiustificabile".

Secco Giuliano Giuliani, il padre di Carlo: "Ho ben altro a cui pensare. Queste cose sono da ignorare. Certe frasi non meritano risposta. Non commento queste affermazioni". Anche la mamma Heidi non si risparmia: "Quel signore può vergognarsi!". Durissime le critiche dalle forze politiche alla sinistra del Pd. Il deputato di Mdp Arturo Scotto scrive: "Mi vergogno per lui, spero che qualcuno lo cacci". "È sconcertante - critica il responsabile nazionale Enti Locali di Sinistra Italiana, Paolo Cento - il mio pensiero non può che andare alla famiglia Giuliani, e a quanti lo conobbero, soprattutto in questi giorni a 16 anni anni da quella catastrofe. Dopo un post come questo mi domando come fa Renzi, segretario del Pd, a non cacciarlo dal partito".


"Il monumento a Giuliani? Noi poliziotti pronti a romperlo a picconate"

ilgiornale.it
Giuseppe De Lorenzo - Ven, 21/07/2017 - 13:36

Il Coisp sul cippo commemorativo per Carlo Giuliani in Piazza Alimonda: "Se domani mattina mi autorizzassero, lo prenderei a picconate"



La storia del G8 di Genova è ancora tutta lì, nei volti di Carlo Giuliani e Mario Placanica.

Eroe o teppista? Assassino o fedele servitore dello Stato? La pistola e l'estintore dividono ancora l'Italia e ogni anno scoppia una nuova diatriba.

Quest'anno a rinvigorire il vespaio di polemiche ci ha pensato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che in un'intervista a Repubblica ha definito quel G8 "una catastrofe", imputando buona parte delle colpe ai suoi predecessori. L'uscita non è piaciuta a molti agenti, i quali pur riconoscendo gli errori della Diaz e alla caserma Bolzaneto, ancora oggi vedono in quell'infinita guerriglia urbana un attacco deliberato dei "No global" alle forze dell'ordine. Istanti dolorosi, certo. Carichi di una violenza inaudita subita da poliziotti e carabinieri asserragliati dietro gli scudi di protezione. "Riteniamo inaccettabile - attacca Matteo Bianchi, segretario regionale del "Coisp sindacato indipendente di polizia" - che Gabrielli non abbia speso una sola parola per tutti quei colleghi che hanno versato sangue a difesa della loro Patria in quei drammatici giorni.

Troviamo offensive le sue volute omissioni rispetto ad una tre giorni in cui la Superba è stata vittima di devastazioni e saccheggi da parte di pseudo manifestanti che di tutto avevano voglia fuorché manifestare pacificamente il loro pensiero". L'estintore e la pistola, dicevamo. La Diaz e le devastazioni dei manifestanti. Una linea rossa nella politica italiana: il "ragazzo" ricordato dalla sinistra e il carabiniere spalleggiato dalla destra. Per questo stupisce che il consigliere comunale del Pd di Ancona, Diego Urbisaglia, pubblichi una foto sugli scontri del G8 e scriva: "Placanica doveva prendere bene la mira, Carlo Giuliani non mi mancherà". Evidentemente non tutti credono alla favola di un Giuliani "innocente" ucciso dalla violenza dello Stato, forzatura politica scolpita sul cippo commemorativo che da anni staziona in Piazza Alimonda.

I poliziotti vorrebbero toglierlo, riconsegnando al Paese la verità di quei giorni e sottolineando la storia di un giovane che "assalì una camionetta dei carabinieri" e che "non è un eroe". "Quest’anno abbiamo chiesto di essere in Piazza Alimonda a Genova - dice Bianchi - per porre l’accento sull’assurdità del cippo commemorativo. Ma il nostro sacrosanto diritto ci è stato negato". Neppure la Chiesa ha acconsentito ad officiare una Messa in ricordo delle vittime del dovere dello Stato: "All'inizio il prete della parrocchia di N.S. del Rimedio aveva accettato. Poi è tornato inspiegabilmente sui suoi passi in quanto sollecitato dai suoi superiori".

Per ora l'estintore vince sulla pistola. Inspiegabilmente. "Noi siamo tutori dell’ordine - conclude però Bianchi - E poiché crediamo che quel cippo di Piazza Alimonda sia un inno all’illegalità, se domani mattina mi autorizzassero, farei risparmiare ulteriori soldi alla comunità e lo andrei a rimuovere io a picconate".