lunedì 10 luglio 2017

Ma un «Papa straniero» serve davvero all’Italia?

corriere.it
risponde Luciano Fontana

Caro direttore,
visto che nella Unione Europea vige il libero scambio di beni, perché non introdurre la possibilità di scegliere per il Belpaese politici e amministratori di altre nazioni della Casa Comune? Essendo l’Italia sull’orlo del precipizio economico e constatando che le soluzioni brillanti proposte dai nostri capi partito vanno dall’uscita dall’euro alla doppia valuta lira-euro, potrebbe essere intelligente chiedere a qualche leader europeo di candidarsi alle prossime politiche e di guidare il Paese almeno fino a quando la barca non è raddrizzata.
Rino Filippin


Gentile signor Filippin,
Comprendo la sua provocazione. Più il sistema politico si frantuma, più i problemi non si risolvono, più cresce il desiderio di invocare un «Papa straniero» che ci trascini fuori dalla palude. Ma proprio nei momenti difficili dobbiamo mantenere la freddezza necessaria e guardare a quello che accade oltre i nostri confini con oggettività. Purtroppo anche da quelle parti la situazione non è confortante.

Partiamo dal leader dei leader, il nuovo presidente americano impegnato in un’instancabile attività quotidiana fatta di tweet su questioni rilevanti e di match pugilistici con l’informazione. Continuiamo con gli ultimi premier inglesi, David Cameron e Theresa May, artefici di scommesse temerarie sul referendum per la Brexit e sulle elezioni anticipate: azzardi che hanno portato la Gran Bretagna in uno stato d’incertezza mai visto.

E volgiamo lo sguardo alla debolezza del precedente presidente francese François Hollande o ai mesi di vuoto in Spagna prima della formazione del governo. È ancora troppo presto, poi, per dare un giudizio sulle qualità di statista del successore di Hollande, Emmanuel Macron. L’unico punto fermo, al momento, è la signora Merkel. Ma sulla sua visione di leader veramente europeo si possono nutrire molti dubbi.

Allora forse è meglio provare a fare da soli. In fondo in passato il Paese ha saputo esprimere qualche buon leader e raggiungere risultati importanti. Abbiamo un’arma formidabile, il voto, per fare le scelte giuste.