venerdì 14 luglio 2017

L’organo Tamburini non può più suonare all’Auditorium Rai: la denuncia del restauratore

lastampa.it
federico genta



«La mia azienda nel 2005 ha restaurato l’organo Tamburini dell’Auditorium Rai di Torino: al momento del rimontaggio si scoprì che l’architetto aveva completamente sbagliato le misure del posto dell’organo. Per tale ragione la direzione Rai ha deciso che lo strumento fosse depositato in un magazzino, tranne le canne di facciata, che si vollero ricollocare, con la scritta originale sottostante, poiché l’insieme era il simbolo dell’Auditorium. Oggi il grande organo a 4 tastiere e pedaliera, costruito dalla ditta Tamburini su progetto del maestro Fernando Germani, non può più suonare nell’Auditorium Rai». Comincia così la lettera di Fernando Ruffatti, titolare dell’omonima - e storica - fabbrica di organi con sede a Albignasego, nel Padovano. La sua denuncia sta già facendo il giro del web e racconta una storia che risale a dodici anni fa. 

I FATTI
«La ditta che seguiva il restauro dell’Auditorium mi incarica di smontare lo strumento e provvedere al suo restauro e aggiornamento tecnico per la parte elettrica di trasmissione e alimentazione dell’aria ai vari corpi d’organo - ricostruisce Ruffatti -. Il capitolato dei lavori redatto dall’architetto progettista, per la parte dell’organo da un organaro, giustificava i lavori di restauro dell’Auditorium con la richiesta della Rai di ricavare un nuovo locale come spogliatoi degli orchestrali ed annessi servizi e che l’organo doveva essere collocato su due piani sovrapposti e contrapposti ai lati del posto dell’orchestra». Quindi, l’amara sorpresa: «Non appena ricevetti il capitolato dei lavori, al punto Organo a Canne rimasi stupefatto poiché il titolo recitava pressappoco così: l’organo a canne è uno strumento musicale che si compone di diverse parti che possono essere composte e ricomposte a piacere».

GLI SPAZI
Comincia una serie di rilievi, perché il progetto esecutivo prevedeva spazi «strettissimi» e dopo una lunga serie di «modifiche assurde», Ruffatti propose una variante al Progetto Esecutivo. «Per farla breve, al momento in cui dovevo provvedere al montaggio dell’organo, nel controllare le misure dei locali ho riscontrato e fatto rilevare che le misure dei locali non corrispondevano minimamente al progetto e che oltretutto i locali stessi erano attraversati in diagonale dalle condutture di circa 70-80 centimetri di diametro dell’aria condizionata». Quindi, la decisione finale: «La direzione Rai, vista l’impossibilità di montare lo strumento, mi ha ordinato di montare le canne di facciata e la parte sottostante e di depositare lo strumento in un magazzino Rai, in provincia di Torino, dove penso sia ancora là».