venerdì 7 luglio 2017

L'ascia di Ötzi era 'made in Tuscany'

repubblica.it
di ALEX SARAGOSA

Nuova scoperta sull'ascia dell'Uomo del Similaun. Nel rame dell'arma analizzata dai ricercatori dell'Università di Padova nascosto un prezioso indizio: la provenienza dalla Toscana meridionale

L'ascia di Ötzi era 'made in Tuscany'

ROMA - Poche scoperte archeologiche sono state feconde quanto il rinvenimento, nel 1991, del corpo di Ötzi, uomo ucciso intorno al 3300 a. C. da un colpo di freccia nella schiena i cui resti sono stati ritrovati ben conservati in un ghiacciaio fra Italia e Austria. I vestiti, gli attrezzi, l'ultimo pasto, il suo Dna, i pollini che aveva addosso, le cause della morte, l'area di origine, la salute, persino i tatuaggi: tutto ciò che la scienza ha via via svelato su di lui ha contribuito a riscrivere la storia dell'età del Rame in Italia settentrionale. Non ultima l'arma che portava con sé quando è stato colpito a morte: la bellissima ascia che rappresentava, per quei tempi, un vero e proprio tesoro. E' nel rame dell'arma che si nascondeva un prezioso indizio: la provenienza del materiale dalla Toscana.

Ad avere individuato la vera area di estrazione del rame che finora di pensava fosse di origine locale, - secondo l'ipotesi nata da a importanti affioramenti del Tirolo - è stato il gruppo di Gilberto Artioli professore di Geoscienze dell'Università di Padova. Forse in maniera così precisa da averne rintracciato persino la miniera.

"I nostri risultati, pubblicati su Plos One, dimostrano che quel metallo derivava da minerali della Toscana meridionale," dice Artioli "e questo grazie alla firma inconfondibile del rapporto fra isotopi del piombo contenuto nel rame, tipico di quell'area e che lo differenzia da quello di qualsiasi altra parte d'Europa. In collaborazione con Fabio Fedeli, dell'Associazione Archeologica Piombinese, abbiamo anche determinato che nella Toscana dei tempi di Ötzi era già attiva la produzione di rame nell'area di Campiglia Marittima".

Quindi l'ascia di Ötzi era "Made inTuscany", ma cosa ci dice questa scoperta? "Prova che le tecniche di fusione del rame non sono arrivate in Italia da Nord-est, come si pensava, ma esistevano nella Penisola già secoli prima di Ötzi, giunte forse via mare da Sud-est, la stessa direzione da cui, del resto, erano arrivati, millenni prima, allevamento e agricoltura" spiega l'archeologa dell’Università di Trento Annaluisa Pedrotti. "Inoltre è una conferma di quanto fosse complessa ed estesa l'area degli scambi nel nostro paese nell'Età del Rame, cosa di cui già si aveva sentore dopo aver trovato ossidiana di Lipari in tombe neolitiche del Trentino".

Ma non immaginatevi "commessi viaggiatori preistorici" che giravano l’Italia con il campionario di asce. "Molto probabilmente le merci si spostavano, in tempi lunghi, attraverso baratti fra vicini, seguendo, in assenza di strade, i corsi dei fiumi. A portarle oltre le montagne, come forse anche nel caso del rame dell'ascia di Ötzi, erano probabilmente i pastori, o gli agricoltori nomadi, che si spostavano stagionalmente su lunghe distanze, portandosi dietro oggetti di valore, ma con scarso ingombro, per fare scambi lungo la via".

La scoperta del rame toscano finito sulle Alpi, apre anche un nuovo filone di ricerca. "Asce simili a quelle di Ötzi sono state trovate vicino Mantova e anche in Austria" conclude Pedrotti. "Adesso sarà interessante analizzarne il metallo con la stessa tecnica usata da Artioli, e vedere da dove venissero". Chissà che non si scopra che, come la Toscana di oggi esporta bei vestiti e borse in tutto il mondo, quella di allora fornisse begli oggetti in rame a mezza Europa.