venerdì 7 luglio 2017

La crociata di Rio contro la samba. Il sindaco boicotta il carnevale

lastampa.it
emiliano guanella

L’ex vescovo evangelico sfida la “danza peccaminosa” e taglia i fondi alle scuole di ballo



«Vade retro samba», e se lo dice il sindaco a Rio de Janeiro la cosa diventa tragica. La sfida alla musica carioca per eccellenza arriva da Marcelo Crivella, politico di provenienza evangelica insediatosi ad inizio di quest’anno al governo della «cidade maravilhosa». Una guerra non dichiarata ufficialmente ma ormai conclamata e che mette a rischio anche la prossima edizione del carnevale più famoso al mondo.

Crivella è un ex vescovo evangelico che ha fatto carriera anche grazie a importanti legami di famiglia; suo zio è Edir Macedo, il fondatore della potentissima Igreja Universal del Reino de Deus, una decina di milioni di fedeli, la più influente delle chiese neo-pentecostali del Brasile. Non è un neofita della politica, è stato deputato, ministro nel governo di Dilma Rousseff, senatore e, da gennaio, è riuscito a diventare sindaco della sua città.

In campagna elettorale, per non scontentare nessuno, aveva promesso che la religione non sarebbe entrata a palazzo e che da sindaco avrebbe difeso tutte le espressioni artistiche della città, ad iniziare, appunto, dalla samba. Ma tra i nuovi evangelici brasiliani, si sa, non c’è mai stata troppa simpatia per una musica dai contenuti considerati peccaminosi, un’ode continua al tripudio dei sensi, all’erotismo femminile, al divertimento sfrenato e godereccio e Crivella, dopo pochissimo, lo ha fatto notare.

Il carnevale scorso, era stato eletto da pochissimo, ha preferito prendersi una vacanza disertando, ed era la prima volta che capitava da anni per un sindaco, le sfilate al sambodromo. «Ho lavorato molto per la campagna elettorale – si è scusato – ho bisogno di prendermi una vacanza». Un po’ come se il sindaco di Siena disertasse il Palio o quello di Monza se ne andasse al mare nei giorni del Gran Premio di Formula 1. Era solo l’inizio.

Ad inizio giugno l’amministrazione comunale ha annunciato una drastica riduzione nel finanziamento alle 13 scuole di samba che parteciperanno al carnevale 2018; invece di due milioni di reais a testa ne prenderanno uno ciascuno, un taglio complessivo di 3,5 milioni di euro. Immediata la protesta della Lega delle Scuole di samba, che ha ricordato come il Carnevale, con il milione di turisti che porta alla città ed un fatturato di oltre 250 milioni di euro, sia qualcosa di più di una semplice festa popolare. «Stanno colpendo il cuore della città, l’essenza stessa dell’anima carioca».

Crivella ha risposto alle critiche facendo leva sulla crisi economica che attanaglia Rio de Janeiro dopo gli sperperi dei Mondiali di Calcio e delle Olimpiadi, spiegando che i fondi risparmiati serviranno per potenziare scuole e asili nidi comunali. «Siamo in un periodo di ristrettezze, m’interessa di più occuparmi dei bisogni dei nostri bambini tutto l’anno che di una festa che dura una settimana». Subito dopo, è arrivata un’altra decisione polemica, la creazione di una commissione speciale per vagliare il via libera a spettacoli o manifestazioni di strada. Concertini, festival gastronomici, balli di piazza, serate hip hop o campionati di skate; tutto dovrà passare al vaglio del sindaco.

La prima vittima illustre è stata il tradizionale concertino di samba all’aperto che si tiene tutti i lunedì sera alla «Pedra de Sal», un angolo nella zona portuaria della città che fa parte della storia di Rio; è lì che approdavano le navi con gli schiavi ai tempi della colonia e la mescolanza dei ritmi dei tamburi africani con le chitarre europee diede inizio, appunto, alla samba. L’ennesimo colpo al cuore di una città ferita dagli scandali, dall’insicurezza e dalla crisi economica e che oggi assiste alla crociata moralizzatrice del suo sindaco-vescovo.