giovedì 13 luglio 2017

La Cia e il fucile che uccise JFK: un nuovo mistero porta in Italia

ilgiornale.it
 Davide Bartoccini - Mer, 12/07/2017 - 17:40

Trovato in un deposito della Smi un fucile analogo a quello che avrebbe ucciso il presidente americano




Nuovo mistero sul Carcano 91/38 con cui Oswald assassinò John Fitzgerald Kennedy.

Trovato un fucile analogo in un capannone della Società metallurgica italiana, nel pistoiese. Disattivato e avvolto in una busta, il cartellino che lo accompagnava riporta una scritta inquietante "C. Warren": il nome della prima commissione che si occupò dell’assassino del presidente americano John Kennedy, avvenuto a Dallas il 22 novembre del 1963.

Insieme al fucile, trovato in armadio metallico acquistato all’asta dalla Smi (Società metallurgica italiana) 5 anni fa, alcuni documenti non ancora classificati; ma la sigla che cita la commissione Warren basta a riaprire il mistero su uno dei delitti più controversi della storia. A compiere la scoperta è stato Gianluca Iori, architetto e direttore dell'Istituto di ricerche storiche e archeologiche di Pistoia, recentemente impegnato in una ricerca sulla fabbrica di Campo Tizzoro. Secondo Iori potrebbero essere diverse le ragioni per cui quel fucile è finito in un armadio di metallo che ricorda una cassaforte, e si azzardano le prime ipotesi.

La Cia fece visita alla Smi nel 1966 per compiere delle verifiche su due delle munizioni calibro 6,5 sparate da Hoswald da un Carcacano - fucile risalente al secondo conflitto mondiale - acquistato per corrispondenza per essere impiegato nell’assassinio di Kennedy.

La fabbrica, allora una delle maggiori produttrici di munizioni Nato, produsse oltre alle pallottole, anche un caricatore rinvenuto al sesto piano del "book depositor" della Texas School: luogo dove Lee Harvey Oswald si era appostato per tirare da posizione elevata sulla macchina presidenziale. Il fucile dunque potrebbe essere stato impiegato sul posto per delle prove balistiche, e non essere mai stato riportato negli Stati Uniti, dove invece è tuttora conservato come prova regina il fucile incriminato ritrovato nel book depositor.