giovedì 13 luglio 2017

La banconota da 500 euro? È un pericolo pubblico

espresso.repubblica.it
di Vittorio Malagutti

Sparita dalla circolazione, è il taglio più amato dai criminali per i traffici ileciti, la corruzione e persino il finanziamento al terrorismo, tanto da essersi meritata il soprannome di "Bin Laden"

La banconota da 500 euro? È un pericolo pubblico

Finanzia il terrorismo. Favorisce la corruzione. Paga i trafficanti di droga. Insomma, è un pericolo pubblico che andrebbe al più presto messo fuori combattimento. Non per niente, gli esperti di antiriciclaggio hanno affibbiato alla banconota da 500 euro un soprannome che risulta più efficace di qualunque descrizione: la chiamano Bin Laden.

Per dire che dal 2002, da quando è stata introdotta la moneta unica europea, la gran parte dei traffici illeciti in giro per il mondo viene saldata facendo ricorso al biglietto di taglio più elevato emesso dalla Banca centrale di Francoforte. Perfino la concorrenza americana, in versione banconota da 100 dollari, è stata ormai definitivamente battuta. Questione di spazio e anche di peso. Immagazzinare grandi quantità di denaro, quello che serve, per esempio, come pagamento di un traffico di droga, diventa più semplice puntando sugli euro rispetto alla valuta statunitense.

Cattura

È stato calcolato che un milione di dollari in banconote da 100 pesa 10 chili e occupa i due terzi di una valigia da 15 litri. Un milione in mazzette da 500 euro supera invece di poco i due chili e per trasportarlo basta un quinto circa di una valigia da 15 litri, poco più di un terzo, quindi, rispetto allo spazio necessario per una somma analoga espressa in biglietti Usa. Logico allora che i grandi trafficanti internazionali, costretti per comprensibili motivi a maneggiare soltanto cash, preferiscano pagare nella valuta europea.

Lo stesso discorso vale per l’economia sommersa in generale. Gli evasori fiscali che accumulano denaro nero in cassette di sicurezza o nelle casseforti casalinghe di solito scelgono il taglio da 500 euro. Così, con l’andar del tempo, questo tipo di banconota è uscito dal circuito normale dell’economia, quello degli scambi e dei pagamenti alla luce del sole. Si calcola infatti che almeno l’80 per cento dei biglietti europei di taglio più grande sia sparito dalla circolazione per essere nascosto e una buona fetta di questi, difficile dire con precisione quanti, si trovi all’esterno dei confini della Ue. Molti studiosi della materia si sono quindi convinti che l’eliminazione delle banconote da 500 euro finirebbe per mettere in grave difficoltà la criminalità.

Nel novembre scorso il primo ministro indiano Narendra Modi ha spiegato proprio in chiave anticorruzione la scelta di dichiarare fuori corso le banconote da mille rupie, il taglio più grande in circolazione. Serve ancora tempo per misurare l’efficacia del provvedimento, che in compenso ha innescato una fase di caos monetario durata settimane. In Europa, la decisione finale spetterebbe alla Bce, che nel maggio dell’anno scorso, dopo aver esaminato la questione, ha optato per un provvedimento meno radicale.

L’istituto di Francoforte, a cui fa capo la politica monetaria dell’area euro, ha annunciato che dagli ultimi mesi del 2018 smetterà di stampare i biglietti da 500. S’intende però che quelli già emessi potranno ancora essere utilizzati per i pagamenti. Nessun taglio netto, quindi. Evasori fiscali e grandi criminali possono dunque stare tranquilli.