venerdì 7 luglio 2017

Istruzioni per l’errata corrige

lastampa.it
anna masera

Centinaia di dipendenti del New York Times hanno inscenato una protesta per strada di fronte alla sede centrale del loro giornale la settimana scorsa contro i tagli dei posti di lavoro dei correttori di bozze, mestiere in via d’estinzione nelle redazioni in difficoltà economiche. Eppure tutti gli esperti di media sostengono che solo la qualità salverà i giornali: avere la garanzia di un «copy editor» che riveda un articolo è spesso una sorta di rete di salvataggio per evitare tanti errori. Quando - per mille motivi, spesso una semplice svista in buona fede - non si correggono prima della pubblicazione, tocca correggerli dopo. Se si tratta di refusi o altri errori veniali, si corregge solo nella versione online, perché per la carta ormai il dado è tratto.

Per gli errori più gravi, invece, c’è l’errata corrige, locuzione latina che ebbe origine dopo l’invenzione della stampa. Avrete notato anche su La Stampa che quando viene pubblicata, compare sotto forma di avviso in uno dei numeri del giornale immediatamente successivo a quello in cui è stato pubblicato l’errore. Di solito la collocazione è nella pagina delle lettere e dei commenti. Può capitare che, per stretta pertinenza, venga pubblicata nella pagina in cui si ritorna sull’argomento.

Spesso non si tratta di errori veri e propri da correggere, ma di precisazioni. In tal caso, è fondamentale che i lettori che inviano la richiesta capiscano che lo spazio su carta è limitato: serve grande capacità di sintesi e chiarezza nella precisazione, per non rischiare di vedersi drasticamente ridimensionati. Anche perché spesso le precisazioni, se non sono questioni binarie ma lasciano spazio a interpretazione, ricevono una risposta del giornalista chiamato in causa.

Già dieci anni fa, prima della crisi attuale, secondo uno studio della scuola di giornalismo dell’Università dell’Oregon in media i giornali correggevano solo il 2 per cento degli errori. Eppure correggere gli errori fa parte del lavoro di tutta la catena di produzione nei giornali, e la qualità di un giornale secondo gli esperti di media si giudica anche da quanto sappia correggersi in maniera trasparente. Quindi sappiate che leggere sul giornale tante errata corrige è un buon segno.