giovedì 13 luglio 2017

In casa ho il vino Mussolini. Mi devo autodenunciare?

ilgiornale.it



E gregio direttore Sallusti,
più di trent'anni or sono, di ritorno da una gita in Romagna, un amico mi regalò una bottiglia di Sangiovese con l'etichetta che si può osservare nella foto che allego.

Non l'ho aperta perché sono astemio ma, non immaginando che avrebbe potuto trasformarsi in un oggetto illecito, l'ho messa su una credenza di cucina dov'è rimasta fino ad oggi, assolutamente inoffensiva. Ma ora apprendo che grazie a una legge di prossima approvazione saranno comminati da sei mesi a due anni di reclusione a chi sarà scoperto in possesso di un oggetto simile e sono seriamente preoccupato.

Cosa devo fare? Il buon senso mi dice che dovrei disfarmene per non incorrere in seri guai giudiziari ma la cosa francamente mi dispiace perché ho quella bottiglia sotto gli occhi da trent'anni e mi ricorda il mio amico che purtroppo non c'è più. Dovrei forse consegnarla ai Carabinieri, avvertendoli ovviamente di non aprirla perché un Sangiovese vecchio di trent'anni forse non è il massimo? Potrei fare domanda per continuare a tenerla denunciandone il possesso come è possibile fare con le armi «regolarmente denunciate»?

Ma come si fa a dichiarare il possesso di una bottiglia di Sangiovese all'Autorità competente? Dove potrei trovare i moduli regolamentari da compilare per presentare la denuncia-domanda? Senza contare il fatto che, interrogato da un magistrato, io non saprei come giustificare il possesso della bottiglia di prossima incriminazione: il mio amico non c'è più e non ho la più pallida idea di chi gliel'abbia venduta. Sono un pensionato di basso livello e non dispongo dei mezzi necessari per procurarmi un difensore in caso di processo. Potreste darmi un consiglio legale dopo aver consultato i vostri avvocati? Grazie.