lunedì 24 luglio 2017

Giappone, indigenti e con la mano lesta. Gli anziani sognano un posto in carcere

lastampa.it
carlo pizzati

Un detenuto su cinque ha più di 60 anni. Per molti nonni del crimine la cella è meglio dell’ospizio


A far gola agli anziani giapponesi, disposti a commettere crimini e farsi arrestare, è il «comfort» della vita in carcere, dove servono pasti caldi, ogni cella è illuminata, con scrivania, tv, dietologo e badante per meno autosufficienti

Ushikoshi Takeko, 82 anni, che s’è infilata nove cotolette di pollo fritto in borsetta per la quarta volta in tre anni. Shikada Kesae, 77 anni, è stato beccato con le tasche piene di polpette di maiale e arancini. La 75enne Tamako Sagai è stata arrestata per aver borseggiato più di 20 coetanee. Matsumoto Yoshimatu, 74 anni, chiedeva al taxi di aspettarlo col motore acceso fuori dal supermercato dove razziava diserbante, macchine fotografiche digitali e datatissime audiocassette per ascoltarsi inni strappalacrime di un famoso cantante novantenne.

Ma ci sono crimini più seri, come quello della «vedova nera di Kyoto», una 67enne che ha fatto fuori nove mariti avvelenandoli con piccole dosi di cianuro, facendoli passare per incidenti, attacchi cardiaci, scivolate in moto o cancro e incassando 7 milioni di euro in eredità e assicurazioni. L’hanno bloccata mentre cercava vittime da sposare nei siti di incontri online. Rischia il patibolo.
Ma questo è un caso estremo. Il dato più importante è che il 20% delle persone arrestate in Giappone ha più di 60 anni. E quasi un terzo dei carcerati ha più di 65 anni, il 27 per cento.

Il fenomeno dilagante del «crimine d’argento» è preoccupante per la società e per l’economia giapponese. Secondo le cifre della Customer Products, dal 2001 gli arresti per taccheggio degli over 60 sono aumentati del 35 per cento. Ma è del 470 per cento l’aumento dei recidivi. Per il direttore Patrick Hansend è la statistica più utile: «È la prova che gli anziani vogliono andarci davvero in prigione. Si chiedono: vado in ospizio a pagamento o vado in prigione gratis?».

Secondo il ricercatore Yuki Shinko, gli anziani manolesta da supermercato si danno al crimine perché sono annoiati e soli, ma anche perché non hanno paura delle ramificazioni legali. «Se ti arrestano, almeno avrai un tetto, cibo buono tre volte al giorno e controlli medici regolari. Meglio di così!». Nel 2017 sono i più vecchi ad essere spregiudicati, aggressivi e irrispettosi in confronto ai giovani, questo lo può testimoniare chiunque viaggi in Giappone. Una volta si temevano i giovani drogati, ora i «lupi grigi» senza nulla da perdere.

Molte prigioni sono ora villaggi per la terza età sponsorizzati dallo Stato. Vitto, alloggio e cure mediche gratuite in cambio di una libertà di cui spesso non si sa che fare. La pensione statale è 6000 euro l’anno. Il carovita ha raggiunto i 7700 euro l’anno. Ma c’è un altro motivo, secondo Ochi Keita, della facoltà di criminologia della Hosei University: «Molti anziani sentono d’aver dato così tanto alla crescita economica della nazione che una piccola trasgressione gli sarà perdonata». Il furto come risarcimento.

Ma è soprattutto l’indebolimento della rete familiare e della società, scrive Fujiwara Tomoi nel suo «Anziani fuori controllo» a spingere i pensionati a ruberie, aggressioni, stalking. E poi le prigioni-ospizio sono così comode e sicure in rapporto a quelle occidentali. Non si cerca la fuga «dalla» prigione, ma si fugge «nella» prigione. «Lavorare come assistente carcerario è diventato come lavorare in un ospizio», si lamenta un funzionario del ministero della Giustizia Shinsuke Nihioka. Ad esempio, ad Asahikawa, nell’Hokkaido, l’età media dei carcerati è 50,6 anni. Il detenuto più anziano ha 88 anni. Ognuno ha una cella illuminata, scrivania, sedia, letto di legno, tv, e scale con rampe e scorri-mano. Nelle migliori carceri, il dietologo indica con bollini colorati il menu adatto alla salute dell’anziano. Nelle peggiori, ci sono infermieri-volontari, carcerati più giovani in uniforme bianca che fanno da badanti ai più anziani.

È un circolo vizioso. L’aumento del «crimine geriatrico» costringe lo Stato a costruire più prigioni-ricovero. Questo rende l’opzione di andare in prigione più allettante. E i recidivi aumentano. 
Anche l’economia è un circolo pericoloso per gli anziani. Il Giappone ha la crescita bloccata da 20 anni. Il premier Abe ha fatto stampare moneta per spingere i consumi, creando un’inflazione che danneggia il potere d’acquisto delle pensioni. Il sistema contributivo per ora regge, ma poiché questo è il Paese più longevo al mondo, con un’aspettativa di vita di più di 83 anni, mantenere un esercito della terza età diventa più complesso.

Strane storie dall’esotico Giappone? Mica tanto. In questo il Giappone è vicino all’Italia che è il Paese con più criminali dai capelli bianchi in Europa, più del doppio della media.