venerdì 7 luglio 2017

C'è un veterano molto speciale che ha comprato un aereo per salvare i cani dall'eutanasia

lastampa.it
noemi penna



Non c'era più motivo di spesare che un cane di 14 anni coperto di parassiti e ferite, candidato all'eutanasia in un rifugio del North Carolina, avrebbe avuto una seconda possibilità. Emma è stata abbandonata dalla sua famiglia in condizioni estreme: era chiaro che aveva vissuto all'aperto per tutta la sua vita e che non aveva mai ricevuto alcun tipo di cura veterinaria. Ma se ora quella tenera anziana può dormire per la prima volta su un letto, dentro una casa piena di amore, è merito di un pilota molto speciale.



Nella primavera del 2013 l'ingegnere Paul Steklenski, veterano dell'esercito, ha deciso di prendere «il volo». Mentre si stava addestrando per prendere il brevetto ha deciso di voler dare il benvenuto a un cane nella sua famiglia. In quel momento, non sembravano affatto cose correlate. Ma nel suo destino era già stata scritta una missione in grado di «fare la differenza».



La famiglia si è rivolta prima ad un negozio, poi ad un rifugio. Ed ha visto con i suoi occhi la differenza e il bene che avrebbero potuto fare dando una seconda possibilità ad un cane abbandonato. «Abbiamo adottato Tessa nell'agosto del 2013. E non solo ha cambiato le nostre abitudini, la sua presenza mi ha letteralmente trasformato», confessa Paul.



Una volta ottenuta la licenza di volo, l'uomo si è chiesto quale fosse la missione della sua vita. «Dovevo avere un motivo per prendere un aereo e mettermi in volo». Steklenski ha così iniziato a fare alcune missioni per Pilots N Paws, organizzazione no-profit che offre trasporti per animali in seria difficoltà. Ma lui continuava a sentirsi ancora «incompleto».



Un vuoto che l'ha portato a fondare nel 2015 Flying Fur Animal Rescue, utilizzando il suo aereo per raggiungere i rifugi di mezza America per salvare i cani dall'eutanasia. E in due anni ««abbiamo contribuito a salvare oltre 692 amici a quattro zampe». Paul confessa che «mi è costato una piccola fortuna. Ho speso circa 25 mila dollari in questi ultimi due anni. Ma lo faccio perché è molto gratificante. E' diventata la mia unica ragione di volo».
Il soccorso di Emma, avvenuto proprio negli scorsi giorni, lo ha colpito particolarmente. «La sua "fuga" è stata particolarmente memorabile». Per lei ha volato dalla Pennsylvania a New York City, in «uno degli spazi aerei più affollati del mondo. E' quasi impossibile per un ultraleggero avere il via libera», ma questo non lo ha scoraggiato.



Emma è un cane che ha sofferto per anni. E se non avesse preso il volo al fianco di Paul non avrebbe mai potuto sperimentare l'amore di una famiglia. Appena è scesa dall'ultraleggero, è stata affidata ai veterinari. E' risultata affetta da diverse infezioni batteriche e alla dirofilaria. I suoi denti sono tutti consumati ma «è davvero un cane speciale. E' così affettuosa e bisognosa d'affetto. E noi ci sentiamo fortunati ad averla potuta salvare».