martedì 4 luglio 2017

Beni confiscati in aeroporto: che fine fanno

lastampa.it
F. G.

Cosa succede agli oggetti illeciti che dobbiamo lasciare in aeroporto quando passiamo i controlli di sicurezza
 
Beni confiscati in aeroporto: che fine fanno

Quando si parla di beni confiscati si pensa soprattutto a quelli che riguardano le associazioni mafiose e che vengono riutilizzati a beneficio della comunità e delle istituzioni. Che siano beni immobili come appartamenti, ville e terreni edificabili o agricoli. Beni mobili come denaro contante e assegni, liquidità e titoli, crediti personali o autoveicoli e natanti. O anche beni aziendali che derivano dal riciclaggio di denaro proveniente da affari illeciti che riguarda le industrie.

I BENI CONFISCATI IN AEROPORTO
Poco si pensa, invece, ai beni confiscati in aeroporto. In America il TSA, Transportation Security Administration è l’agenzia governativa dedita al controllo degli aeroporti. Che controlla, quindi, i beni confiscati al gate. Anche il passeggero più accorto potrebbe, inconsapevolmente, trasportare oggetti proibiti. Che si tratti di dentifricio. Di una bottiglia d’acqua. O di un vecchio coltellino svizzero multiuso. Di uno shampoo particolare. Ma che fine fanno questi oggetti? A seconda dell’articolo, è probabile che vendano, si donino o si buttino. Il TSA si riferisce a loro come Proprietà Volontariamente Abbandonata. E, contrariamente a quanto si pensi, non sono oggetti che vengono poi usati dal personale aeroportuale. L’agenzia ha una politica di tolleranza zero e i dipendenti possono essere anche licenziati in tronco se vengono trovati in possessi di oggetti confiscati.

DOVE VANNO A FINIRE I BENI CONFISCATI

Come si fa, quindi, a decidere cosa farne di ogni elemento? Tutto dipende dal tipo di oggetto. Liquidi come acqua, soda, bagno schiuma e cosi via sono automaticamente cestinati. Perché non si ha modo di sapere se siano stati in qualche modo manomessi. Alcuni articoli finiscono per essere venduti. Il TSA può consegnare oggetti potenzialmente preziosi in appositi “centri di eccedenza” in cui i clienti li possono acquistare. Oppure potrebbero finire in siti di case d’asta. Tutto il ricavato finisce nelle tasche dello stato che ha aiutato a coordinare le vendite. Gli altri beni confiscati vengono donati ad organizzazioni che possono riutilizzarli.

Spesso capita che vengano controllati alcuni prodotti alimentari o articoli da toeletta nel proprio bagaglio che vengono vietati al passaggio della sicurezza. In questo caso è possibile provare a spedire gli oggetti direttamente casa o in ufficio. Molti aeroporti dispongono infatti di un’area di servizi di spedizione dove possono essere acquistati scatole, buste e francobolli. Se qualcuno è venuto ad accompagnarci in aeroporto è più semplici lasciarli per ritrovarli al nostro ritorno. O, se non deteriorabili, si possono eventualmente lasciare nella macchina parcheggiata in aeroporto.