lunedì 3 luglio 2017

Batteri fecali in ghiaccio dei bicchieri da Starbucks, Costa e Caffè Nero

corriere.it
di Silvia Morosi



Batteri fecali nel ghiaccio messo nei bicchieri delle bevande: lo confermano i risultati di un’inchiesta condotta a campione dalla Bbc per la trasmissione Watchdog in qualche decina di caffetterie del Regno Unito, fra i punti di ristoro di popolarissime catene internazionali come Starbucks, Costa o Caffè Nero. Tracce di «batteri fecali coliformi» sono state riscontrate, al momento delle analisi di laboratorio, nel 30 per cento dei campioni prelevati segretamente in locali di Starbucks o di Caffè Nero. Un dato che si aggrava per Costa Caffè, dove la percentuale è arrivata a toccare sette campioni su dieci.

«Livelli preoccupanti», ha commentato un esperto, Tony Lewis del Chartered Institute of Environmental Health, ipotizzando il rischio di infezioni e malattie. «Non dovrebbero esserci in alcuna misura, figuriamoci con i valori rilevanti trovati». Imbarazzate le reazioni delle aziende. Un portavoce di Starbucks ha assicurato che il rispetto delle norme sull’igiene è considerato «con estrema serietà», mentre Caffè Nero ha fatto sapere che ci saranno «azioni appropriate».

(Questo articolo è tratto dalla Rassegna stampa che trovate ogni mattina sulla Digital edition del Corriere della Sera oppure qui)

2 luglio 2017 (modifica il 3 luglio 2017 | 10:21)