venerdì 14 luglio 2017

Apple si adatta alle leggi locali e apre un data center in Cina

lastampa.it

La struttura sorgerà nella provincia di Guizhou, nel sud-ovest del Paese, ed è parte di un investimento di un miliardo di dollari nella Repubblica Popolare, che per l’azienda di Tim Cook è il terzo mercato mondiale

Apple spinge sull’Asia e si adatta alle regole locali: aprirà un data center in Cina, paese non proprio noto per la libertà su Internet, e lo farà in collaborazione con una azienda locale per garantire la conformità con le stringenti leggi del paese in materia di sicurezza e conservazione dei dati.

La struttura sorgerà nella provincia di Guizhou, nel sud-ovest del Paese, ed è parte di un più ampio investimento di un miliardo di dollari destinato al territorio. Oltre al requisito della localizzazione geografica, la società di Cupertino dovrà rispettare la gestione dei dati da parte cinese, attraverso un accordo con la società di data management Guizhou-Cloud Big Data Industry. In pratica si potranno usare l’iCloud e altri servizi Apple, ma solo a patto di non dover trasferire i dati agli Stati Uniti, in rispetto di una legge approvata il mese scorso dal governo di Pechino. 

La struttura, ha spiegato la società gestita da Tim Cook, «ci permetterà di migliorare la velocità e l’affidabilità dei nostri prodotti e servizi e di soddisfare allo stesso tempo i requisiti del regolamento appena approvato». Apple ha anche fatto sapere che «in nessuno dei sistemi sarà creata una backdoor», cioè quella soluzione software che permette alle aziende di entrare nei servizi. La Cina è il terzo mercato più grande di Apple, dopo Nord America ed Europa, attualmente rappresenta circa il 20% per cento dei ricavi della società.