sabato 8 luglio 2017

“Aiutiamoli a casa loro”: polemica sui social per la frase di Renzi

lastampa.it


Il post pubblicato e poi ritirato dalla pagina Facebook del Pd

«Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro». Questo post con una frase di Matteo Renzi è stato prima pubblicato e poi ritirato dalla pagina Facebook del Pd.

Altri post con frasi di Renzi sono tuttora presenti sulla pagina Fb del Pd. Tra queste: «Lo ius soli è una norma di civiltà che non c’entra niente con la sicurezza. Ci deve però essere un numero chiuso di arrivi: non ci dobbiamo sentire in colpa se non possiamo accogliere tutti». Un altro post contiene questa frase: «Tagliamo i finanziamenti ai Paesi che non rispettano gli accordi sui migranti. Loro chiudono i porti europei? Noi blocchiamo i fondi europei».

Il post con la frase “Aiutiamoli a casa loro” ha suscitato un vespaio di polemiche sui social. In particolare Luca Morisi, di simpatie leghiste, scrive: «Oggi sui canali social del Pd è comparso questo bel banner, poi frettolosamente cancellato. Lo prendiamo noi! Grazie del lavoro! P.S. Scegli l’originale! Salvini premier».

Giuseppe Civati, ex Pd ora in Possibile, ha còlto gli echi leghisti di questa frase e ha chiesto di “diffidare delle imitazioni”, perché “anche l’altro si chiama Matteo”, ma di cognome fa Salvini. Di tenore simile il tweet del deputato di Mdp Arturo Scotto: “Dopo l’imitazione alla Berlusconi per il Ponte sullo Stretto, ora tocca a Salvini. Prima o poi Renzi dovrà pagare diritti di autore”. Per Giulio Marcon di Sinistra Italiana, l’ex sindaco di Firenze “non sa più che pesci pigliare sull’immigrazione, e rincorre la destra sul suo terreno”.

Sulla sua pagina Facebook, Matteo Renzi ha replicato: «Ho fatto una scommessa affascinante: parlare di cose serie sui social. Non rincorrere i «mi piace», ma affrontare temi difficili, delicati. E discuterne. Non va di moda, lo so. Ma è giusto così, secondo me. Perché penso di avere qualcosa da dire e molto da imparare, e questo mi piace. E mi piace provare ad essere migliore. Almeno provarci! Per questo non mi toccano le polemiche di persone che attaccano per motivo ideologico, senza leggere ciò che l’altro scrive. Senza nemmeno leggere, capite?

Oggi l’anticipazione di «Avanti» sull’immigrazione tocca temi delicati. I soldi per la cooperazione internazionale, innanzitutto: aiutiamoli a casa loro significa aumentare i denari per la cooperazione internazionale, noi lo abbiamo fatto. Questo significa «Aiutiamoli a casa loro»: non è retorica ma è un progetto articolato, complessivo. E comprende un piano per l’Africa, la battaglia per i fondi europei, cambiare il regolamento di Dublino che risale al 2003, la necessità di salvare tutti ma l’impossibilità di accoglierli tutti in una sola nazione, lo ius soli. Sono argomenti seri, delicati, difficili.

Ho dedicato giorni a scrivere pagine sofferte e quando ero al Governo ho passato notti a fare scelte sofferte. Questo è il bello della politica fatta come servizio, un’esperienza che fa venire i brividi, se fatta con il cuore. Il libro «Avanti», lo vedrete da mercoledì in edicola e nelle anticipazioni dei prossimi giorni, sarà pieno di argomenti che faranno discutere. Tantissimi. Scelte politiche per il futuro e aspetti personali, quasi intimi. Chi mi conosce sa quanto sia importante per me scrivere. E leggere, leggervi. Per questo chiedo a chi ha tempo di leggere di dirmi su cosa è d’accordo e su cosa no. Solo a chi fa la fatica di leggere tutto, non a chi si ferma ai titoli. Se vi va di fare una discussione seria, io ci sono. Vi aspetto. Grazie!».