lunedì 3 luglio 2017

Addio al vecchio libretto al portatore Voluto da Quintino Sella, vietato da Ue

corriere.it
di Lorenzo Salvia

Dal 4 luglio lo stop al rilascio. Il motivo: potenziale strumento di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. È stato per anni l’investimento pensato per figli e nipoti. Chi lo ha già può convertirlo in nominativo o ritirare i soldi entro la fine del 2018



Lì dentro ci sono finiti i primi risparmi di molti di noi. I soldi regalati dai nonni per il compleanno, che di solito duravano poco. E quelli messi da parte dai genitori, «perché un giorno ti serviranno». Una forma di investimento primordiale, nata nel 1875 da un’idea di Quintino Sella, ministro delle Finanze, oltre che scienziato minerario, fondatore del Club alpino italiano e pure insegnante di geometria. Ma per il libretto al portatore è arrivato il momento dei titoli di coda.

Dal 4 luglio, dopodomani, non potranno più essere rilasciati dagli uffici postali e dagli sportelli bancari. Resteranno quelli nominativi, dove la cifra depositata è legata a un nome e cognome, e i soldi possono essere ritirati solo dal diretto interessato. Ma il libretto al portatore, che basta presentare al banco per prendere o lasciare i soldi, va definitivamente in pensione. Chi ne ha ancora uno non deve correre allo sportello. Per estinguerlo, trasformandolo in nominativo oppure ritirando i soldi, c’è tempo fino alla fine del 2018. Nessuna fretta. Ma è un pezzo di storia che se ne va. E anche stavolta ce lo chiede l’Europa.
Le regole europee
È una direttiva di Bruxelles del 2015 a mettere fuori corso l’invenzione di Quintino Sella. L’accusa è di essere, almeno potenzialmente, uno strumento formidabile per il riciclaggio e per il finanziamento del terrorismo internazionale. Mancando un legame tra i soldi e il nome, depositi e prelievi non sono tracciabili. In effetti la cronaca ci racconta che non stati usati solo da nonni generosi e genitori previdenti. A Palermo vennero sequestrati 473 mila euro depositati su una serie di libretti al portatore trovati a casa di Salvatore Contorno, uno dei primi pentiti di mafia. Stessa storia per Felice Maniero, il boss della mafia del Brenta, che così mise nei guai persino la mamma. Oltre all’Europa, ce lo chiede pure il buon senso. Anche se l’Italia, a differenza di altri Paesi, finora aveva scelto la strada della riduzione del danno.
Le strette precedenti (e insufficienti)
La prima direttiva europea che chiedeva la cancellazione dei libretti al portatore risale al 2005. Noi abbiamo abbassato più volte la cifra massima che poteva essere depositata. L’ultima stretta è arrivata nel 2012 con il governo Monti, quando il tetto è stato portato a 999,99 euro. Cifra minima, anche un po’ sadica. Ma che non basta a Bruxelles, specie in un’epoca di terrorismo globale e paura altrettanto globale. Rischiavamo una nuova procedura d’infrazione. E per questo, poche settimane fa, è passato in consiglio dei ministri il decreto che alza bandiera bianca e recepisce, stavolta in pieno, la direttiva. Il libretto al portatore saluta e se na va.

Per manifestare il loro affetto nonni e genitori previdenti hanno a disposizione mille altri strumenti. Tra piani di accumulo e polizze vita, la finanza più o meno creativa ha trasformato da tempo l’idea di Quintino Sella in un pezzo di antiquariato. A lui, adesso, resta solo la sellaite: minerale raro chiamato così in suo onore.

1 luglio 2017 (modifica il 2 luglio 2017 | 10:04)