sabato 10 giugno 2017

Wonder Woman vietata nei cinema libanesi: è ebrea

lastampa.it
fulvia caprara

L’ultima decisione del Ministero dell’Economia e del Commercio del Libano che promuove da tempo il boicottaggio dei prodotti israeliani



Sembra che le copie pirata siano già in vendita, ma il divieto è ormai ufficiale, e non si torna indietro. Le avventure di «Wonder Woman» non potranno essere proiettate sugli schermi dei cinema libanesi. Il motivo della censura, annunciata sull’account Twitter di «Lebanon’s Grand Cinemas», è tutto nel nome della protagonista, Gal Gadot, cittadina israeliana che, per due anni, ha prestato servizio nell’esercito del suo Paese. 

A richiedere il provvedimento è stato, qualche giorno fa, il Ministero dell’Economia e del Commercio del Libano che promuove da tempo il boicottaggio dei prodotti israeliani considerandoli «tentativi nemici di infiltrazioni nei nostri mercati». La manovra era stata promossa anche in coincidenza con l’uscita di «Batman V Superman: Dawn of Justice», in cui Gadot debuttava nei panni della Principessa delle Amazzoni Diana, figlia della Regina Hyppolita, destinata a salvare il mondo degli uomini da Ares, Dio della guerra.

Stavolta l’impresa è andata in porto, i gruppi che sostengono il boicottaggio ricordano che nel 2014, durante il conflitto tra Isreale e Hamas, l’attrice aveva pubblicato su Instagram una foto di lei e della figlia seguita da un messaggio di solidarietà «ai ragazzi e alle ragazze che stanno rischiando la vita per proteggere la nazione dagli attacchi orrendi di Hamas, i cui miliziani si nascondono come vigliacchi dietro donne e bambini». 

Uguale provvedimento è stato preso in Tunisia, dove il tribunale ha deciso di bloccare la programmazione della pellicola facendo sapere, come spiega l’agenzia Dpa, che la denuncia ha la firma del partito nazionalista «Movimento del Popolo». Un atto di protesta contro la protagonista. Secondo questa formazione Gadot potrebbe aver partecipato, quando era soldatessa, a operazioni militari contro i palestinesi nella Striscia di Gaza. 

Ex-Miss Israele ed ex-top-model, moglie dell’uomo d’affari Yaron Versano, madre di Alma, 5 anni, e di May, nata alla fine di marzo, Gadot, 32 anni, nata a Rosh HaAyin, ha portato sullo schermo personaggi femminili forti e combattivi, non solo nel caso di «Wonder Woman». Il suo impegno aveva convinto i membri dell’Onu a conferirle il ruolo di ambasciatrice onoraria, meritevole di «aver diffuso un messaggio di auto-affermazione rivolto alle donne e alle ragazze di ogni Paese».

La nomina, però, è stata presto revocata perchè qualcuno ha giudicato Gadot troppo sensuale, insomma non adatta per la parte di icona Onu. Lei ci è rimasta male, e non ne ha fatto mistero nelle tante interviste rilasciate per il lancio della sua ultima fatica. La censura libanese e quella tunisina sono altri incidenti di percorso nella carriera della super-eroina del film diretto da Patty Jenkins. Ma basta guardarla sullo schermo, tra corazze, scudi e bracciali, per capire subito che Gal Gadot è una tempesta di energia. Ed è inutile tentare di fermarla.