lunedì 5 giugno 2017

Volkswagen Maggiolino, un’icona nata 80 anni fa

lastampa.it
simonluca pini (nexta)

Voluta da Adolf Hitler e disegnata da Ferdinand Porsche, è stata venduta in oltre 21 milioni di esemplari nei 5 Continenti


Una scena di “Herbie il Supermaggiolino” del 2005

Sempre più spesso si sente parlare di “auto icona”, come la 500 per la Fiat o la 2CV per la Citroën. Solo un modello, però, ha contribuito alla crescita a livello globale di un marchio, e questo titolo spetta di diritto alla Volkswagen Maggiolino. Vera e proprio auto globale, è stata assemblata in tutti e cinque i Continenti, in 65 anni di commercializzazione è stata venduta in oltre 21 milioni e mezzo di esemplari diventando la quarta auto al mondo più prodotta. Il modello è stato poi reinterpretato in forma moderna dal New Beetle (nel 1997) e dal nuovo Maggiolino (nel 2011, tutt’ora in vendita). Per scoprire le origini bisogna però tornare indietro agli Anni 30, quando l’automobile era ancora un bene di lusso per la classe media. 



Voluta e scelta da Adolf Hitler
Senza il Führer il Maggiolino non sarebbe mai nato. Con buona pace delle centinaia di migliaia di hippie che negli Anni 60 ne fecero un simbolo, la vettura tedesca fu progettata e scelta per volere di Adolf Hitler in persona. Tutto iniziò nel 1934 quando il futuro capo del Terzo Reich annunciò la decisione di produrre un’automobile destinata alle masse. Il progetto fu vinto da Ferdinand Porsche (il fondatore nel 1948 dell’omonimo marchio) che già da anni pensava alla realizzazione di un modello economico. 

Le richieste di Hitler erano chiare: la nuova macchina doveva trasportare cinque persone oppure tre soldati e un mitragliatore, viaggiare oltre ai 100 km/h con un consumo medio di 7 litri per 100 km e avere un prezzo non superiore ai 1000 Reichsmark. I primi prototipi furono presentati nel 1936, due berline e una cabriolet; nel 1937 fu fondata a Berlina la “Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH”, germe dell’attuale gruppo Volkswagen; la produzione del “KdF-Wagen” partì nel 1938, con la presentazione al grande pubblico al Salone di Berlino del 1939.



La seconda Volkswagen prodotta
Presentata come KdF-Wagen (il nome Maggiolino arrivò soltanto nel 1967), l’auto nata per volontà di Hitler era pronta a nascere nel nuovo stabilimento di Wolfsburg. Per la costruzione dell’impianto il Führer utilizzò un finanziamento indiretto dei futuri clienti. Per acquistare l’auto si doveva comprare delle cartelle di risparmio su cui apporre dei bollini da 5 marchi a settimana. Oltre 300.000 tedeschi si prenotarono per guidare il Maggiolino, peccato che nel 1939 iniziò la Seconda Guerra Mondiale (per volontà di Hitler) e la neonata produzione della Volkswagen divenne bellica con la costruzione della Kubelwagen.



Salvata da un inglese
Alla fine della seconda conflitto mondiale, Wolfsburg era un ammasso di macerie e gli alleati erano pronti a raderla al suolo. Grazie all’intervento di un ingegnere meccanico inglese esperto di auto, lo stabilimento non venne demolito ma al contrario ripristinato e poi gestito in maniera altamente proficua da un ex dipendente Opel che portò la produzione a quasi 50.000 esemplari nel 1949. 
Da lì la produzione del Maggiolino non ha più conosciuto tregua, raggiungendo il milionesimo esemplare già nel 1955 (foto sopra) grazie anche alle vendite negli Stati Uniti, Brasile, Messico e Sudafrica. Passando alle motorizzazioni, al debutto il Maggiolino, conosciuto come Typ 1/111, era spinto da un 4 cilindri boxer con cilindrata di 985 cc e potenza di 23,5 CV per poi salire a 1.2, 1.3 e 1.5 litri (quest’ultimo con 54 CV) nel 1966. 



Protagonista al cinema
Oltre a ottenere un enorme successo commerciale, nel 1968 il “Beetle” divenne una star del cinema grazie al film “Un Maggiolino tutto matto” prodotto da Walt Disney. Primo episodio di una serie di successo continuata nel 1974 con “Herbie il Maggiolino sempre più matto" e nel 1977 con "Herbie al rally di Montecarlo", e ripresa nel 2005 con il film “Herbie il super Maggiolino” (nella foto sopra, la realizzazione di una scena). 

L’esemplare utilizzato nelle prime pellicole, conservato e mai restaurato, è stato battuto all’asta per 86.250 dollari. Quanto costa invece un Maggiolino “normale”? Leggendo le inserzioni online si trovano vetture marcianti in un discreto stato di manutenzione a partire da circa 3.000 euro, mentre chi cerca un Maggiolino perfettamente restaurato deve mettere in conto circa 20.000 euro.