lunedì 5 giugno 2017

Un giorno col nuovo Nokia 3310: ecco perché vorrete tornare subito al vostro smartphone

lastampa.it
bruno ruffilli

L’azienda finlandese ritorna nel mercato mobile puntando sulla nostalgia, ma la riedizione del suo modello più famoso appare oggi anacronistica. Lo abbiamo provato, scoprendo non serve tanto per comunicare quanto per mettere una distanza fra sè e gli altri



Tra tanti cellulari super intelligenti, il più desiderato è un telefono per niente smart: il Nokia 3310, lanciato dalla casa finlandese nel 2000 e venduto in 128 milioni di esemplari. Il nuovo modello, uguale ma diverso, è oggi in vendita a 59 euro ed è già introvabile. L’abbiamo provato per un giorno, facendo a meno dello smartphone. Ecco com’è andata. 

Ore 8:00
La sveglia: se ne possono programmare fino a 5 (chissà perché l’orario di default è alle 9 del mattino), impostandole per la ripetizione su tutti i giorni, o solo alcuni. Il tono si può scegliere, quello standard è abbastanza fastidioso ma proprio per questo indubbiamente efficace. Volendo c’è anche la classica suoneria Nokia.

8:30
Niente messaggi Whatsapp da controllare, niente mail, niente web. Gli sms non li invia più nessuno ormai, e tecnicamente la mail ci sarebbero, almeno quelle di Gmail, ma è troppo complicato anche solo scrivere la password, quindi desisto e aspetto di trovarmi di fronte a un computer, proprio come quindici anni fa. 

9:30
Ci sono i feed RSS, dovrei riuscire a leggere le news dai vari siti. Perché non è vero che il 3310 non si connette a internet, solo che lo fa con la rete 2.5 G, quindi con lentezza snervante (e sulla rete di Tre non funziona affatto). Lo schermo è a colori e più grande del modello originale, ma al massimo va bene per testi di qualche frase, è impensabile navigare su un sito web, anche se teoricamente possibile.

10:55
Quando abbiamo cominciato a perdere di vista il confine tra tempo libero e lavoro? Sembra una vita fa, eppure era poco dopo l’inizio del Terzo Millennio, quando le mail sono arrivate sui cellulari. La scelta era naturale: solo le più urgenti venivano lette, e di queste pochissime meritavano risposta immediata. Una selezione darwiniana, dettata dalla fatica di scrivere sulla tastiera piccola e scomoda, con tre o quattro lettere per tasto. Per chi aveva il BlackBerry era meno difficile, per tutti gli altri c’era il computer.



11:20
C’è un browser, Opera. Uno dei link predefiniti è Facebook. Clicco, inserisco a fatica Login e Password, entro. Provo ad aggiornare il mio status, con una frase: “Volevate il 3310? Eccolo!”, mi pare spiritosa. Dopo dieci minuti di tentativi, mi arrendo. Tolgo ogni volta una parola, riformulo lo status, alla fine però ci riesco e scrivo “3310”. Ovviamente nessuno dei miei contatti intuisce il mirabile sforzo di sintesi dietro questi quattro numeri, così stavolta niente like né cuoricini. 

12:00
Il 3310 ha una sola fotocamera (da 2 MP) che permette di scattare anche selfie e un flash che si può usare come torcia. La qualità delle foto è ridicola, i colori sono del tutto irreali, la definizione imbarazzante, l’esposizione disastrosa. Per gli standard attuali, almeno, perché quindici anni fa avremmo gridato al miracolo. E poi, viste sullo schermo da 2,4 pollici con risoluzione 240 x 320 pixel, le foto non sembrano nemmeno così male. Non mancano lo zoom e gli effetti di colore (seppia, blu, verde, ecc), peccato che nel 3310 non esista un sensore di orientamento e non sia possibile nemmeno ruotare le immagini. 

È possibile girare dei video. Qualità ancora peggiore, ma alla fine non è per questo che si compra il nuovo-vecchio Nokia. Immaginavo già che neoluddisti e hipster, ammesso che ancora esistano, avrebbero messo da parte i filtri di Instagram per postare foto e video direttamente dal 3310. Ora posso affermare con certezza che la moda non prenderà piede: bisogna essere masochisti per postare contenuti multimediali con questo telefono (si possono però condividere trasferendoli prima su computer via Usb o bluetooth). 

13:00
Ma chi sono io per giudicare i masochisti, che pure hanno nella letteratura e nella psichiatria un posto d’onore? Così provo a condividere davvero una foto su Facebook usando il browser Opera. Ci vogliono sei tentativi, circa quindici minuti, alla fine eccola online:

Galvanizzato dal successo, controllo nello store delle app per Opera, sai mai ci fosse qualcosa di interessante. Cerco Whatsapp, che ovviamente non c’è, trovo giochini e oroscopi, per scaricarne uno (gratis) devo prima cliccare su una pubblicità di Google (Adsense). Giochi e app si possono installare solo sulla scheda di memoria e sono in formato Jad (Java Application Descriptor), non particolarmente veloce, ma d’altra parte ho capito che il 3310 rimanda a un concetto diverso di tempo. Pazienza, dedizione, perseveranza portano al risultato: ecco come anche da un telefonino può arrivare una lezione di vita. 

14:30
Mi metto a giocare a Snake. Era uno dei punti di forza dei vecchi telefoni Nokia, qui ha una sua scorciatoia dedicata nel menù. È colorato e più ricco, però non sono certo che l’esperienza di gioco sia migliore. 



16:00
E poi c’è il lavoro: col Nokia 3310 si possono registrare interviste (usando l’app per i memo vocali), convertire libbre, miglia e dollari in chilometri, chili o euro, far di conto, prendere appunti nelle note o segnare appuntamenti nel calendario. Qui davvero si sente la mancanza di un software di sincronizzazione via cloud con le varie piattaforme come Google Calendar, Outlook o iCal. La connessione bluetooth funziona poche volte: da un Mac sono riuscito a trasferire un file nella memoria interna ma non a sfogliare le cartelle.

Con iPhone 7 nessuna speranza, meglio con il Galaxy S8, dove il trasferimento di una foto scattata con il 3310 è stato veloce e indolore. Sempre via bluetooth e sempre solo con il Samsung, sono riuscito a trasferire i contatti, ma misteriosamente in rubrica alcuni nomi sono corretti, altri compaiono identici sei, sette, anche dieci volte. In alternativa il 3310, come i telefonini di una volta, legge nomi e numeri dalla scheda Sim. Si possono usare due schede, quindi avere due numeri contemporaneamente; attenzione però al formato: è il Micro-Sim, quindi chi ha una Nano-sim dovrà munirsi di adattatore. 

19:00
Provo quindi a chiamare la mamma. Cerco l’app del telefono e non la trovo, poi realizzo che il 3310 è un telefono, quindi un’app per telefonare non serve, basta schiacciare i pulsanti, che sono retroilluminati ma non troppo. I terminali Nokia erano famosi per la capacità di funzionare anche dove la rete cellulare era più debole e gli altri telefoni indicavano desolati l’assenza di connessione. Il nuovo modello non fa eccezione, anche se la qualità della chiamata non è pari a quella degli ultimi smartphone, che utilizzano la rete dati anche per la voce. 

20:00
La Radio FM funziona solo se sono inserite le cuffiette. Misere, di plastica nera, che a comprarle un paio di euro sarebbero pure troppi: eppure non così diverse da quelle di certi smartphone di fascia media e pure alta. Il suono è quello delle radioline a transistor degli anni Settanta, ma la sintonia è abbastanza rapida, e si possono registrare le stazioni preferite. Anche con cuffie migliori, l’audio non cresce apprezzabilmente per qualità. È possibile ascoltare la radio tramite l’altoparlante interno (ma il cavo delle cuffie fa da antenna, quindi devono essere inserite comunque), e si può utilizzare perfino uno speaker bluetooth: l’Ue Roll 2, ad esempio, funziona senza problemi. 

20:30
Il 3310 è anche un lettore Mp3, che legge da una scheda micro SD: muoversi tra le cartelle non è facile nè veloce, ma almeno posso ascoltare la mia musica. La scheda è un acquisto indispensabile, perché la memoria interna del 3310 è limitatissima (16 MB, che bastano appena per un paio di foto; con la scheda mini SD si possono aggiungere fino a 32 GB). 



22:30
Alla fine della giornata la batteria è carica quasi come all’inizio. L’azienda dichiara fino a 22 ore di conversazione e 25 giorni di standby, ma la prova termina molto prima, tra sfinimento e frustrazione: non vedo l’ora di tornare al mio iPhone, con app, touchscreen, schermo grande, fotocamera degna di questo nome. Il 3310 è una fantastica operazione di marketing che annuncia il ritorno dei finlandesi nel mercato della telefonia, ma anche un chiaro segnale di quanto si sia evoluta la tecnologia in poco tempo. È perfetto per mettere una distanza fra sé e gli altri, meno per comunicare: per quello, meglio altri Nokia, come i modelli 3, 5 e 6, che sono veri smartphone.