martedì 6 giugno 2017

Stato senza vergogna

ilgiornale.it



È tutta questione di… saper giudicare.



Ognuno di noi ha il diritto e, secondo me, persino il dovere di esprimere le proprie idee e di comunicare con agio e chiarezza le proprie convinzioni. Quando si è, però, una delle tre cariche più importanti di uno Stato è necessario almeno conoscere la funzione del proprio ruolo e ricordare che tale posizione è il risultato di molte morti, tragedie e sofferenze. Certo, parliamo di cittadini che hanno lasciato questo mondo sacrificandosi per una patria, ma in questo periodo, la morte per un ideale non interessa a coloro che ci governano. Almeno, a un certo tipo di governanti.

Al di là delle proprie intime convinzioni, i rappresentanti di uno Stato, hanno l’obbligo, il dovere intellettuale, di sollecitare e stimolare nei propri cittadini sentimenti di appartenenza e di fierezza. Essere italiani, europei, e dunque cittadini del mondo significa produrre azioni che tutelino il proprio patrimonio storico e culturale, e sappiano riversare questa stessa fierezza a favore dell’umanità in generale. Non esiste nessun pacifista vero, reale e sincero, che non riconosca il sacrificio di coloro che un tempo hanno lottato e sono morti per la libertà di cui ora egli può godere. Disconoscere questo, come è accaduto, con atteggiamenti, smorfie, assenza di simboli, e una comunicazione triste e subdola è sintomo di decadenza istituzionale, che viene invece gabellata per espressione progressista (persino nelle repliche).

Con questo voglio esprimere il mio parere di cittadino e di appartenente ad uno Stato mal rappresentato. Come essere umano cerco di gestire il dolore e lo smarrimento, specialmente di fronte al pensiero che tra pochi anni gli abitanti di questo Paese non sapranno di quali ricchezze sono eredi e da quale storia discendono. La memoria, utile per conoscere il punto di partenza delle cose umane, rende l’Uomo forte e capace di superarsi. Oggi, i giovani pensano di dovere fare poco più di nulla. Hanno ragione, non avendo modelli da imitare ed eventualmente superare.

Ecco perché, prego e chiedo scusa io a tutti quei defunti italiani che hanno dato tutto, anche la vita, per la mia libertà. Mi vergogno e impotente mi addoloro, pensando che non tutti vogliono il bene di questo paese, mondo, pianeta.