venerdì 9 giugno 2017

Quella norma salva-bambini mai trasformata in legge

lastampa.it
carlo gravina

Prevede l’obbligo di un sensore acustico sul seggiolino posteriore


Il sensore acustico è stato realizzato da un istituto tecnico che si trova a circa 50 chilometri da dove è morta la bimba. Accanto, quanto resta dei tentativi di rianimare la piccola

Più o meno sono passati 32 mesi, quasi mille giorni. Risale all’ottobre del 2014 la proposta di legge, presentata da Sel, in cui si chiedeva di modificare il codice della strada per rendere obbligatoria l’installazione di un sensore acustico in grado di segnalare la presenza di un bambino sul seggiolino posteriore. 

Una proposta piuttosto semplice e facilmente realizzabile: esiste almeno un dispositivo, tra l’altro made in Italy e premiato dal Cnr, che costa poche decine di euro ed è di facile applicazione. Da quasi mille giorni, però, questa proposta giace in qualche cassetto del Parlamento. Ogni volta l’approvazione sembra a portata di mano ma alla fine non se ne fa nulla. Se ne riparla quando c’è una nuova disgrazia.

Come quella di ieri in provincia di Arezzo, dove una bambina di 18 mesi è morta per arresto cardiaco dopo essere rimasta chiusa in auto sotto il sole per cinque ore. Una fatale dimenticanza della madre che poteva realmente essere evitata con il dispositivo che la proposta di legge vuole rendere obbligatorio. Un sensore, tra l’altro, realizzato dall’Istituto tecnico di Bibbiena, una scuola della provincia di Arezzo che dista poco più di 50 chilometri dal luogo della tragedia. 

«Sciatteria». È l’unica spiegazione che Gianni Melilla - deputato di Mdp Articolo 1 e primo firmatario della proposta di legge - si dà sul perché la misura non riesca a essere approvata. «È una vergogna - aggiunge - siamo sempre tutti d’accordo e ogni volta la norma viene accantonata». Un rinvio continuo che, almeno apparentemente, non trova una spiegazione se non quella di un’eccessiva superficialità dell’analisi di un fenomeno che però purtroppo continua ad aumentare (il numero dei casi è cresciuto nel corso degli ultimi anni). «Ho più volte provato a inserire la norma in altri provvedimenti legislativi, anche nella legge di Bilancio - aggiunge Melilla - purtroppo non è mai stata approvata. Mi auguro che dopo questa tragedia governo e maggioranza abbiano consapevolezza di quanto sia immorale perdere altro tempo». 

La proposta, ribattezzata “salva-bimbi”, prevede di aggiungere al comma 1 dell’articolo 172 del codice della strada la frase «e dotato di un dispositivo di allarme anti-abbandono». Otto parole che consentirebbero di rendere obbligatoria l’installazione di questo piccolo sensore molto simile a quelli già presenti su tutte le automobili e che segnalano con un allarme acustico il mancato inserimento della cintura di sicurezza. Al di là del brevetto italiano, sul mercato esistono diversi dispositivi. Quello che manca, invece, è una norma che li renda obbligatori. Cosa chiesta anche da Maria Ghirardelli, medico d’urgenza-emergenza di Brescia che attraverso una petizione online su change.org ha raccolto più di 53 mila firme che intende portare al ministro dei Trasporti Graziano Delrio.