giovedì 1 giugno 2017

Morto Reinhold Hanning, guardia nazista ad Auschwitz complice dell'eccidio di 170mila persone

ilmessaggero.it
di Rachele Grandinetti

Aveva 95 anni e l'anno scorso era stato condannato a 5 anni di prigione

È morto a Berlino lo scorso lunedì, 30 maggio, Reinhold Hanning, sergente delle Schutzstaffel accusato di aver preso parte all’eccidio di 170mila persone ad Auschwitz. A dare la notizia all’Associated Press il suo legale Andreas Scharmer che, però, non ha rilasciato ulteriori informazioni. Hanning entrò sua sponte tra le fila di Hitler quando aveva 18 anni e vestì i panni di guardiano del campo di concentramento dal 1943 al 1944. Era presente durante l’Operazione Ungheria che vide la deportazione di 425mila ungheresi ad Auschwitz ed è stato confermato che durante il suo lavoro arrivano due convogli di ebrei deportati: molti finirono nelle camere a gas, altri furono giustiziati in massa o morirono per via degli stenti.

Nel 2016 Hanning è stato accusato e condannato a scontare cinque anni di prigione, ma non era ancora stato rinchiuso perché via del ricorso in appello. Nel processo che lo ha visto protagonista, la difesa disse che la sola presenza di Hanning era evidentemente sintomo di corresponsabilità negli omicidi. I pm, invece, sostennero che avrebbe dovuto essere condannato per aver scelto quali prigionieri dovevano lavorare e a quali, invece, spettava il destino delle camere a gas.

Sono stati ascoltati 57 sopravvissuti ad Auschwitz e i loro familiari nel corso di un processo che ha visto udienze della durata di non più di due ore per la sua età avanzata. In una di quelle occasioni, il sergente ex SS, senza mai incrociare lo sguardo dei testimoni, dichiarò: «Mi vergogno per aver permesso questa ingiustizia senza oppormi. Lo sento veramente. Ho taciuto per molto tempo. Ho taciuto per tutta la mia vita».