domenica 25 giugno 2017

Ma l’iPhone senza iOS non è un iPhone

lastampa.it
carolina milanesi*

Una proposta di legge in discussione al Senato imporrebbe all’azienda di Tim Cook di aprire i suoi prodotti a tutti i sistemi operativi. Ma non è detto che darebbe maggiori libertà ai consumatori, anzi



Negli ultimi giorni sono stata scioccata dalla notizia che in Italia sia in discussione un disegno di legge che forzerebbe Apple ad aprire i propri prodotti ad altri software, come Android e Windows.
Perché sono scioccata? Prima di tutto, vorrei essere certa che davvero di questo si tratta, e poi capire chi sono quei consumatori italiani che vogliono una libertà di software che permetta questo tipo di accoppiamenti. Magari mi sbaglio, ma mi sembra più una lotta politica che non una battaglia per la difesa dei diritti del consumatore. Il punto più importante, però, è che chiunque pensi che in un prodotto Apple si possa scindere il software dall’hardware davvero non capisce i prodotti progettati a Cupertino.

Anche se per l’hardware, iPhone, iPad e Mac possono essere superiori in qualità e finitura rispetto ai prodotti di altre aziende, sono però il software e l’ecosistema di applicazioni e servizi a renderli unici. Se vi è mai capitato di andare in Cina, è possibile vedere cloni di prodotti Apple equipaggiati con software Android o copie pirata di Windows. Questi dispositivi sono ovviamente non ufficiali, il che è ben diverso da quanto sembrerebbe richiedere questo disegno di legge. Il mercato italiano è anche differente, e per chi non volesse usare software Apple la scelta è ampia, sia come marchi che come prezzi.

Se il disegno di legge dovesse essere approvato e imporre davvero la possibilità di installare altri sistemi operativi, non vedo come l’azienda di Tim Cook possa ottemperare alla richiesta. Nonostante l’italia sia un mercato importante, il numero delle vendite non giustificherebbe mai il danno di immagine di un prodotto ufficiale Apple con software Android, Windows o Linux. Con la politica italiana, poi, il rischio è che l’iter del disegno di legge diventi una saga infinita. O meglio, una fine possibile esiste: Apple potrebbe ritirare dal mercato italiano i suoi prodotti, e così la libertà di scelta dei consumatori, anziché aumentare, sarebbe drasticamente ridotta. Così non mi resta che sperare di aver interpretato male, perché un decreto così concepito non sarebbe una vittoria per i consumatori, ma solo una sconfitta per il buonsenso.
 
* Carolina Milanesi è analista di Creative Strategies, Inc. Si occupa di hardware e servizi, ma anche software e piattaforme. È stata in precedenza responsabile della ricerca di Kantar Worldpanel e Vice Presidente Ricerca Apparecchi Consumer per Gartner. Suoi contributi appaiono regolarmente in Bloomberg, The New York Times, The Financial Times e il Wall Street Journal, ed è spesso ospite di BBC, Bloomberg TV, Fox and NBC News e altre televisioni.