venerdì 16 giugno 2017

L'isola del Diavolo è stata un vero inferno ed è ancora oggi off-limits

lastampa.it
noemi penna



L'isola del Diavolo esiste. Ed è la più piccola delle tre isole du Salut, al largo della Guyana francese. Un piccolo paradiso off-limits, che è stato l'inferno per molti: dal 1852 al 1946 fu infatti un famigerato penitenziario, che ospitò, fra gli altri, anche il capitano Alfred Dreyfus.



La prigione venne istituita dall'Imperatore Napoleone III, che approvò anche una legge secondo la quale i detenuti dovevano restare nella Guyana francese dopo il loro rilascio, per un tempo uguale a quello passato ai lavori forzati. Gli ultimi prigionieri vennero spediti dalla Francia alla parte opposta del mondo nel 1938 mentre la dismissione definitiva dei locali è avvenuta soltanto nel 1953. Ma ancora rimane privata.



Inutile nascondere che su quest'isola aleggiano numerose leggende. Molti detenuti la consideravano maledetta, nonché impossibile da lasciare. La storia più famosa - «Papillon» - è diventata un best seller del 1970, scritto dall'ex detenuto Henri Charrière. Nel libro vengono raccontati innumerevoli tentativi fallivi di fuga, approdati anche al cinema nell'omonimo film interpretato da Steve McQueen e Dustin Hoffman.



Oggi l'isola del Diavolo è ancora off-limits: si può far giusto un giro in elicottero sopra l'ex colonia penale, per vedere i resti degli edifici ormai invasi dalla giungla. Ma si può sbarcare sulla vicina Isle Royale, in cui Charrière fu imprigionato prima della sua fuga, sulle cui spiagge di fronte all'isola del Diavolo sono ancora affissi cartelli di pericolo e divieto.